Il rettore dell’Università di Trieste, Roberto Di Lenarda, ha conferito la laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza Honoris Causa all’ex presidente della Repubblica di Slovenia, Borut Pahor, e al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Durante la proclamazione nell’aula magna dell’ateneo è stata proiettata la foto risalente al 13 luglio 2020 quando i due presidenti si tennero per mano a Basovizza. 

Mattarella e Pahor “continuino a essere guide illuminate per i nostri Paesi e per l’Europa nel suo insieme, ispirando le nuove generazioni a far germogliare la conoscenza, la libertà, la democrazia e i diritti umani”: è l’auspicio espresso del rettore dell’Università di Trieste Roberto Di Lenarda nel suo discorso in apertura della cerimonia. 

 

“Le Università sono sempre state luogo del libero dibattito, della critica e anche del dissenso nei confronti del potere – ha detto il presidente Mattarella all’università di Trieste -. Dibattito, critica e dissenso collegati tra gli atenei di tutti i paesi, al di sopra dei confini e al di sopra dei contrasti tra gli stati. Se si recide questo collegamento, questo prezioso scambio di riflessioni, di collaborazioni, di esperienze, non si aiutano i diritti, non si aiuta la libertà né la pace, ma si indebolisce la forza del dibattito, della critica e del dissenso. Si aiuta il potere, quello peggiore, che ha sempre cercato di tenere isolate le università del proprio paese, di impedirne il collegamento con quelle oltre confine”.

“Il progetto europeo è più che mai imprescindibile e urgente – ha aggiunto -, alla luce anche della brutale e ingiustificabile aggressione della Federazione Russa ai danni dell’Ucraina. Ciò vale non solo nei confronti di Ucraina, Moldova e Georgia, ma soprattutto dei Paesi dei Balcani Occidentali che oltre venti anni addietro hanno iniziato questo impegnativo percorso di integrazione”.

 “Il mondo ha bisogno di pace, stabilità, progresso, e l’Unione Europea è chiamata a dare risposte concrete alle aspirazioni di quei popoli che guardano al più imponente progetto di cooperazione concepito sulle macerie del secondo conflitto mondiale”.

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