Il salto sul carro del vincitore non è purtroppo disciplina olimpica ma non mettiamo limiti, è passato il flag football che nessuno sa cosa sia, c’è speranza, magari per il 2028 entra insieme al padel e allora vedrai che impennata per l’Italia, nel medagliere. Grazie al padel, di certo, ma nel salto sul carro non c’è gara, non ci batte nessuno. In corsa, di sguincio, in sforbiciata, senza farsi notare, di lato nella foto o col massimo mediatico sfoggio, social media manager stressati sotto Maalox, gara di tweet col padrone miliardario presente all’evento, che ansia, Elon Musk col figlio in spalla, dai che bisogna ben figurare. Ecco dunque un assaggio di patrio sforzo atletico ad Atreju — la gran festa di governo. La prima, quest’anno, che l’anno scorso si era appena agli inizi invece ora è certo, è sicuro. O sei lì o non sei nessuno, questi (all’opposizione così li chiamano: “Questi”) non li disarciona nessuno, vanno diritti vanno in meta e del resto se lo sussurra la sinistra qualche elemento di prova o di sospetto dovrà pur averlo, a partire come metro dalle sue proprie doti, le sue capacità di farsi alternativa. Schlein non è andata, per distinguersi in purezza: errore blu, le rimproverano alcuni persino dei suoi. Bravissima, sostengono altri: ganza, come si dice a Firenze città tuttavia rappresentata dal più ricco dei senatori, conferenziere per chi meglio lo paga e pazienza se son regimi o dittatori, è il mercato bellezza, è la modernità, l’ex segretario del Pd Matteo Renzi che maramaldeggia: sono venuto io al posto suo. Di Elly hanno messo un cartonato.

Ma insomma. Si fa con chi c’è, perché le presidenze di società partecipate o di giuria, le opulente consulenze, gli uffici studi e i centri culturali, le residenze artistiche, le borse di studio, i bandi ministeriali, le Mostre, le Fiere, gli strapuntini financo in municipio almeno per il prossimo lustro li daranno loro, hanno le carte del mazziere e dunque: grazie dell’invito, cordialità, bei sorrisi, interessate speranze e grandi inchini. Bisogna esserci. L’arte di costeggiare lungo i bordi, di osservare da vicino ma non essere dentro, di frequentare senza emettere simbolica o tecnica fattura si è persa col giornalismo del Novecento, la politica oggi celebrata nelle mostre al Mattatoio, Berlinguer ti voglio bene, è scomparsa coi gettoni del telefono, le cabine, le edicole, i centri antiviolenza, le enciclopedie. Il bacio della pantofola è il rito di ritorno, pensa te quanta laicità mal riposta, quanta dissidenza e quanta rivoluzione illusoria nei decenni ultimi, o penultimi. C’è da dire che il pop ha stravinto e bisogna prenderne atto, non c’è niente di più stupido che discutere con l’evidenza, la bambola di pezza a 50 euro di ‘Gnazio La Russa qui si vende come il pane, quella delle sorelle Meloni spopola, si accettano prenotazioni ma non arriveranno purtroppo entro il 25, non saranno sotto l’albero, pazienza. Poi l’ignoranza aiuta, è evidente ed era un disegno — del resto. Non è che un popolo si svegli un giorno privo delle facoltà elementari di distinguere e sapere: c’è stato del metodo, esercitato nel tempo, a denigrare chi si applica. Per disarticolare la capacità di andare a cercare le voci in nota, che due palle i sapientoni, il potere è del popolo che ignora, il popolo sovrano. Ne cito due così, a mero esempio.

Metropolis/468 – Atreju, panini e ministri: scene a sopresa dalla gran festa di Fratelli d’Italia





Elon Musk, l’ospite illustrissimo, special guest di levatura tale da fermare il traffico già di suo al collasso permanente, nella sciagurata Roma, si presenta col figlio in spalla e lancia il messaggio epocale: riproducetevi, italiani. Se non lo fate sarete condannati all’estinzione, alla colonizzazione. Standing ovation per il sofisticato concetto. Peccato che il bambino, ora non so se proprio quello perché ne ha undici ma sto alle cronache, il bambino di nome X A XII, sventurata creatura, noi lo chiameremo Mario, peccato che sia uno dei prodotti della gestazione per altri a cui Musk ha affidato sei dei suoi undici eredi. Pratica che il governo Meloni aborre come il male assoluto. Ma che vuoi che sia. I soldi comandano. Vuoi contraddire il Signore? E Poi. Edi Rama, primo ministro albanese: quando dice che la Corte costituzionale ha bocciato l’accordo con l’Italia per la contenzione degli immigrati sai come la vende? Così. “È evidente che non controllo le Corti di giustizia”. Risate, applausi. Un disguido. Presto il rimedio. Poi gran gala di giornalisti amici, di apparenti oppositori, di leader sovranisti che cavalcano a pelo, Abascal uno di noi, di Minniti e di Renzi pronti alla bisogna. D’altra parte, al Carnevale di governo, Atreju è il carro che vince. Ci vuole fegato per restare fuori. Bisogna essere ricchi di famiglia, avere un talento che rende a prescindere da loro o contare sul reddito dei martiri che non è mai sicuro, si sa. È spesso postumo.

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