Giroud e Reijnders firmano il 2-0 nel primo tempo, Sansone e Banda che firmano il 2-2 tra il 66′ e il 70′. Leao ko. Nel recupero annullato il 3-2 a Piccoli ed espulso Giroud

Dal nostro inviato Marco Fallisi

– lecce

No, il Milan non è guarito. No, il Milan non è ripartito, anzi: tra stasera e domani rischia di ritrovarsi a -6 dalla Juve e a -8 dall’Inter, e solo un controllo al Var – contestatissimo dai 26mila del Via del Mare – impedisce che il pasticcio rossonero diventi una disfatta totale. A Lecce finisce 2-2: i diavoli vanno avanti di due gol, si fanno rimontare dai giallorossi in quattro minuti e poi subiscono il 3-2 al 96’, rete poi annullata dall’arbitro Abisso dopo la review al monitor. La quarta sconfitta in campionato, che sarebbe stata la seconda di fila dopo il ko con l’Udinese a San Siro, è stata evitata ma i conti non tornano comunque: il Milan non vince da oltre un mese, l’emorragia di punti prosegue come pure quella di uomini. Leao e Calabria sono ko, Giroud guarderà dalla tribuna la sfida alla Fiorentina per squalifica, dopo l’espulsione nel recupero di oggi pomeriggio: le ambizioni scudetto dei rossoneri rischiano di spegnersi prima di Natale e la scena della squadra a testa china sotto il settore ospiti, a fine partita, non promette nulla di buono. Il Lecce prosegue la striscia senza vittorie – siamo a 7 partite – ma questo 2-2 in rimonta è una scarica di elettricità che fa guardare avanti con ottimismo: la squadra è viva e ha risorse per lottare.

rafa si ferma

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Che a Lecce sarebbe stata un’altra partita rispetto a quella con il Psg in Champions, lo si capisce presto: Pioli deve rinunciare a Loftus-Cheek, straripante da trequartista con i francesi, ma out al Via del Mare (“Non ha proprio recuperato dallo sforzo fatto martedì”, dice il tecnico rossonero nel prepartita), e poi a Leao, che alza bandiera bianca dopo dieci minuti. Su un invito di Pobega – titolare in mezzo con Krunic e Reijnders – Rafa scatta verso la porta ma si ferma e chiede il cambio. La dinamica ricorda quella dell’infortunio in Milan-Lazio della scorsa stagione, con il derby di Champions alle porte: allora lo stop fu di una decina di giorni, staremo a vedere questa volta. E così, dall’11’ in avanti, Giroud si ritrova con due partner di attacco diversi dai soliti: Chukwueze a destra (Pulisic è rimasto a Milano per una contrattura) e Okafor a sinistra, al posto di Leao. I nuvoloni di Lecce minacciano pioggia e magari anche un pomeriggio complicato per il Milan: la pioggia arriva puntuale, ma arrivano anche i gol del Diavolo. Con Giroud al centro della scena: il francese prima rompe il ghiaccio segnando di petto su assist di Hernandez – a proposito, la condizione di Theo sale sempre di più – e poi diventa una calamita che attira uomini in maglia giallorossa sulla bella percussione di Reijnders, che entra in area e batte Falcone festeggiando il primo gol in Serie A. Tra il 28’ e il 35’ Pioli è avanti 2-0, e Reijnders per poco non arrotonda tre minuti dopo: il solito Giroud fa sponda, l’olandese calcia forte sul primo palo e lo centra. Poco dopo è il Lecce a sfiorare il gol: Banda raccoglie l’assist di Strefezza da una fascia all’altra e va al tiro, Maignan è super nella respinta. È la foto del primo tempo giallorosso: i pericoli nascono sugli esterni (D’Aversa disegna una squadra raccolta, che cerca la profondità puntando soprattutto sugli strappi di Banda), mentre al centro si muove un 9 trasparente, Krstovic.

scossa e rimonta

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La ripresa si apre con un altro cambio in casa milanista: Calabria rimane negli spogliatoi per un problema fisico, al suo posto c’è Musah. L’emergenza in difesa prosegue e Pioli si arrangia con quel che ha (anche se la scelta di schierare l’americano da terzino, con Florenzi in panchina, farà discutere). Mentre il Milan, lì davanti, sembra avere trovato gli equilibri giusti (Okafor va a un passo dal 3-0, bravo Falcone a stopparlo), D’Aversa cambia: dentro Blin, Piccoli e Sansone per Kaba, Krstovic e Strefezza per dare la scossa. E la scossa arriva, complice un Milan che si addormenta clamorosamente: al 21’ Blin guadagna un angolo e sull’azione dalla bandierina la tocca per Sansone: l’ex Bologna – sesto gol in A al Milan, la sua vittima preferita – brucia tutti sul secondo palo, 1-2 (ricordate Skriniar l’altra sera?). Al 25’ Musah perde palla a centrocampo, il Lecce riparte in superiorità numerica, la sfrutta e Banda imbuca su assist di Sansone: 2-2. I giallorossi ora banchettano: a ogni contropiede si spalancano praterie nelle quali è possibile fare male ai rossoneri. Pioli, che assiste a un diagonale di Theo pericolosissimo e a una punizione di Sansone che finisce sull’esterno illudendo i tifosi leccesi, rivoluziona il Milan: con Florenzi per Pobega e poi Jovic per Chukwueze torna il 4-2-4 della figuraccia con l’Udinese. Ma è un assetto che non produce nulla, mentre i brividi corrono ancora sulla schiena di Maignan: a 6’ dal 90’ Sansone, indemoniato, colpisce il palo; poco dopo ci prova con una botta dal limite. Il doppio 9 del Milan si squaglia nel recupero, quando Giroud rimedia, per proteste, il secondo giallo e lascia i compagni in dieci. Al 96’ il Via del Mare esplode per il 3-2 di Piccoli, che beffa Maignan da 40 metri, ma Abisso annulla al Var: pestone del giallorosso su Thiaw. Per il Lecce è una festa a metà, per il Milan è notte fonda: il 2-2 dello scorso gennaio aprì la crisi rossonera, questo forse è un segnale ancora più preoccupante. Perché il Milan non sa più vincere, nemmeno quando ha la partita in tasca.



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