MILANO — Il teorema di Inzaghi dice che il gioco è la via più bella verso il risultato. La gara con l’Udinese ne è stata la dimostrazione compiuta. E ha qualificato la contrapposizione fra bel gioco e risultati per quello che è: un esercizio retorico. Con un 4-0 senza possibilità di fraintendimenti e interpretazioni, l’Inter ha ripetuto il copione delle ultime settimane: in ritardo di un giorno sulla Juventus, per effetto di un calendario birichino, alla fine del weekend si è ritrovata due punti avanti, riconquistando per la quinta volta la vetta, che i bianconeri avevano occupato per una notte soltanto. Lo schema potrebbe riproporsi: anche nelle prossime due giornate la squadra di Allegri giocherà prima di quella di Inzaghi. Genoa-Juventus si giocherà venerdì prossimo, mentre l’Inter scenderà in campo a Roma con la Lazio domenica. E di nuovo, la trasferta bianconera a Frosinone di sabato 23 precederà per orario la partita di San Siro contro il Lecce. “Abbiamo dato una risposta da grande squadra — ha detto Inzaghi dopo la partita — ma dobbiamo concentrarci solo su di noi. Il calcio va veloce, godiamoci questa serata ma dobbiamo recuperare e pensare subito alla partita di Champions di martedì”.

«la cronaca della partita»

Inter, tre gol nel primo tempo

Il primo tempo interista è stato semplicemente mostruoso, nei numeri e nell’evidenza: quattordici tiri di cui sei nello specchio, il settantasei per cento di possesso di possesso palla e il novantaquattro per cento di passaggi riusciti, molti dei quali fatti o dettati da Çalhanoglu, centrocampista totale e idolo neroblù, come canta il Meazza, ancora una volta strapieno. È stato il turco a segnare la prima rete su rigore, generosamente concesso da Di Bello per un contatto fra Pereyra e Lautaro, dopo un lentissimo e quindi fastidioso consulto al Var, come se ne vedevano nei mesi di rodaggio dell’assistenza video all’arbitro. Molto veloci sono stati invece i giocatori interisti prima a raddoppiare con Dimarco e poi a chiudere la partita con Thuram. Tre reti in sette minuti. Un filotto innescato dal solito coro magico, “per tutti quei chilometri che ho fatto per te” che ha spinto la squadra di Inzaghi verso la finale di Istanbul.

Il rigore a Lautaro lo dà il Var: Inter-Udinese, cosa è successo



Martedì la Real Sociedad in Champions

Proprio alla Champions ha pensato l’allenatore interista quando nella ripresa ha anticipato i cambi, con l’obiettivo evidente di conservare energie preziose per la gara con la Real Sociedad. I primi a sedersi in panchina sono stati Bastoni, al rientro da un infortunio, e Thuram, micidiale nell’attaccare lo spazio che il gioco all’arrembaggio dei baschi inevitabilmente concede. La partita di martedì è da vincere per conquistare la testa del girone – che con il pari andrebbe alla squadra di San Sebastian – ed evitare così sorteggi dolorosi agli ottavi. Chi è rimasto in campo fino alla fine, fra i titolarissimi, è stato invece Lautaro (“Questa è l’Inter più divertente in cui ho giocato, era importante rispondere alla Juve. Il mio rinnovo? Io penso al campo, al resto ci pensano la mia famiglia e gli agenti”). Fare segnare il capitano, che in questo campionato ha fatto da solo più gol di tutta l’Udinese insieme, è diventato il vero obiettivo di tutto lo stadio, fra campo e spalti. Alla fine la rete è arrivata. Un capolavoro di sano egoismo da centravanti. Il Toro ha strappato palla a Payero, si è gettato in avanti e ha spaccato la porta, rafforzando tanto il risultato di serata quanto l’ennesimo record stagionale nerazzurro: mai nella sua storia, alla quindicesima giornata, l’Inter aveva raggiunto una differenza di 30 fra reti fatte e subite.

Il tabellino di Inter-Udinese

Inter 4 (Çalhanoglu 37’ pt, Dimarco 42’ pt, Thuram 44’ pt, Lautaro 40’ st)
Udinese 0

Inter (3-5-2): Sommer 6 – Bisseck 6.5, Acerbi 6.5, Bastoni 6.5 (11’ st Augusto 6) – Darmian 6.5, Barella 6.5, Çalhanoglu 8 (26’ st Asllani 6), Mkhitaryan 7 , Dimarco 7 (26’ st Cuadrado 6) – Lautaro 7.5, Thuram 7 (11’ st Arnautovic 6). All. Inzaghi 8.

Udinese (3-5-2): Silvestri 6 – Ferreira 5, Kabasele 5, Perez 5 – Ebosele 5 (17’ st Kristensen 6), Samardzic 6 (17’ st Lovric 6.5), Wallace 5, Payero 5.5 (41’ st Zarraga sv), Zemura 5 ( 41’ st Ehizibue sv) – Pereyra 5, Lucca 5.5 (30’ st Thauvin). All. Cioffi 5.

Arbitro: Di Bello 5.

Note: ammoniti Ferreira, Inzaghi e Cioffi. Spettatori: 71.874.

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