BOLZANO. Ancora truffatori in azione, anche a Bolzano. Truffatori sempre più preparati, in possesso di numeri telefonici e dati personali delle vittime e, per questo, in grado di mandare in confusione chiunque. Lo dimostra l’episodio di cui è stato vittima ieri sera, attorno alle 18, un nostro lettore.

Il bolzanino è stato contattato sul telefono fisso da un sedicente commissario di polizia che ha tracciato una situazione estremamente drammatica. «Mi ha spiegato che mio figlio si trovava in camera di sicurezza, in questura – spiega l’uomo – Conosceva il nome, il cognome e i dati anagrafici di mio figlio che, secondo quanto raccontato dal finto poliziotto, era colpevole di aver investito una donna incinta sulle strisce pedonali e poi di essersi dato alla fuga, senza prestare alcun soccorso. Tutto era accaduto in via Roma e la donna ferita si trovava all’ospedale San Maurizio. La polizia si era subito messa sulle tracce del pirata e, nel giro di poco tempo, lo aveva identificato e fermato».

Ovviamente, nulla di tutto questo era accaduto veramente, ma immaginate di ricevere una telefonata simile: chiunque sarebbe colto completamente alla sprovvista e andrebbe nel panico. A rendere il racconto più verosimile il fatto che il truffatore conoscesse praticamente tutto sia dell’uomo che aveva risposto al telefono sia del figlio. Ma il tentativo di raggiro non poteva certo fermasi lì. Era assai più articolato e, dopo aver spiazzato la vittima, il delinquente è passato alla seconda fase: tolta la lucidità alla vittima, colpendola con una notizia terribile in grado di mandarla nel panico, il programma prevede di derubarla.

«Il sedicente commissario – prosegue il racconto – mi ha spiegato che mio figlio aveva avuto diritto a una telefonata e aveva contattato un certo avvocato Fumagalli. Un legale che, mi è stato assicurato, mi avrebbe a breve chiamato per farmi un quadro della situazione e cercare soluzioni». E così è stato. Qualche istante più tardi, con una tempistica perfetta, il telefono cellulare della vittima ha squillato. Dall’altra parte, un avvocato finto quanto il commissario della questura, ha spiegato al nostro lettore che la situazione era molto seria, ma che aveva già preso contatti con il marito della povera signora investita e aveva trovato un via per evitare il carcere al pirata investitore. «Mi ha spiegato che il marito della donna era parso ben disposto e che, se avessi pagato 9.100 euro, avrebbe potuto rinunciare a portare avanti la causa legale contro mio figlio e a una richiesta di risarcimento danni».

Il cerchio, insomma, stava per chiudersi attorno alla vittima. Forse, però, i delinquenti si erano fidati troppo della loro indiscutibile bravura e non avevano calcolato che l’uomo preso di mira è tutt’altro che uno sprovveduto. «Mi ha chiesto se avessi quella somma in casa – continua il racconto del lettore – e io, ovviamente, gli ho risposto di no. Gli ho risposto che arrivo a malapena a 500 euro. L’avvocato fasullo non s’è affatto scomposto e, come da copione, ha chiesto se in casa fossero presenti oro e gioielli per una somma equivalente ai 9100 euro. «A quel punto – continua l’uomo -, i tanti dubbi che avevo avuto fin dall’inizio della telefonata, sono diventati certezze: ero vittima di un tentativo di truffa. Con un altro telefono ho chiamato mio figlio e gli ho chiesto se avesse investito qualcuno. Mio figlio, che ovviamente non aveva travolto nessuno, è caduto dalle nuvole e la sua risposta è stata tanto sopresa quanto colorita. Non c’erano più dubbi, insomma, ero stato preso di mira da truffatori telefonici. Che hanno riagganciato in fretta e furia.

«Resta lo sconcerto per lo scampato pericolo e la paura che nasce dall’aver constato come questi delinquenti siano in possesso, e non capisco come facciano, di molti nostri dati personali. Sapevano dove lavora mio figlio e ne parlavano come se lo conoscessero benissimo, dandomi dettagli che avrebbero tratto in inganno chiunque». Oltre al fatto che, molto astutamente, hanno occupato due linee telefoniche molto probabilmente per evitare che la vittima potesse chiedere aiuto. L’episodio è stato prontamente segnalato alla questura.

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