L’Italia dovrebbe fare di più per proteggere i suoi posti di lavoro nel settore automobilistico anziché attaccare Stellantis per il fatto che produce meno nel nostro Paese. “Si tratta di un capro espiatorio nel tentativo di evitare di assumersi la responsabilità per il fatto che se non si danno sussidi per l’acquisto di veicoli elettrici, si mettono a rischio gli impianti in l’Italia”, ha dichiarato il ceo di Stellantis, Carlos Tavares, interpellato da Bloomberg sulle critiche della premier, Giorgia Meloni. “Se non vuoi che i veicoli elettrici progrediscano, devi solo fermare gli incentivi” ha detto Tavares. “E’ ovvio che il governo italiano sta facendo questo. Il mercato dei veicoli elettrici in Italia è molto, molto piccolo. E’ la diretta conseguenza del fatto che il governo italiano non incentiva l’acquisto di veicoli elettrici”, ha concluso il manager portoghese. Il ceo di Stellantis ha indicato in Mirafiori, dove viene prodotta la 500 elettrica, e Pomigliano le fabbriche italiane i cui posti di lavoro sono più a rischio per effetto delle politiche del governo Meloni, accusato di non sostenere con incentivi la diffusione della mobilità elettrica in Italia. “Io non sono sempre d’accordo con il governo francese” e “Stellantis non è nelle mani del governo francese”. Così il ceo di Stellantis, Carlos Tavares, in una intervista a Bloomberg, respinge le accuse della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, secondo cui la nascita del gruppo automobilistico si nasconderebbe un’acquisizione francese di Fca. “Se parliamo del mandato francese che stanno cercando di usare come capro espiatorio, ignorano il fatto che il ceo della società è un signore portoghese”, ha aggiunto Tavares, che in passato ha avuto dei disaccordi anche col governo francese, non cedendo alla richiesta del ministro dell’Economia, Bruno Le Maire, di produrre localmente modelli economici di auto elettriche.

Urso, se trend non cambia incentivi a nuovi stabilimenti auto

 Per l’Ecobonus 2024 le risorse disponibili ammontano a 950 milioni di euro. Lo ha reso noto il Mimit nel corso del tavolo sull’automotive a Palazzo Piacentini.
Diverse le novità annunciate per le autovetture: incremento degli incentivi per elettrico e ibrido plug in; contributo proporzionale all’età del veicolo rottamato; possibilità di rottamare anche le Euro 5. Il contributo massimo alla rottamazione sale da 5mila a 13.750 euro.
Per le classi meno abbienti, tra le varie misure, è prevista una maggiorazione del 25% dei contributi, oltre che incentivi per l’usato con rottamazione, fino a Euro 4, per i veicoli fino a 25mila euro.
I 950 milioni sono così ripartiti: 793 milioni per le auto; 35 milioni per ciclomotori, motocicli, quadricicli; 53 milioni per i veicoli commerciali leggeri; 20 milioni per l’usato auto; 50 milioni per il noleggio a lungo termine. 

 

Il piano di incentivi per l’automotive “si fonda nella convinzione che si debba assolutamente cambiare rotta rispetto a quanto successo negli ultimi anni. Se quest’anno il trend non dovesse cambiare, nonostante le ingenti risorse che stiamo mettendo in campo, destineremo le ulteriori risorse del Fondo automotive esclusivamente a sostegno della nostra filiera e a incentivare nuovi stabilimenti produttivi nel nostro Paese”. Così, secondo quanto si apprende, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, durante il tavolo sull’automotive in corso al Mimit.
    “Il nuovo piano incentivi per l’auto – ha proseguito Urso – va in tre direzioni, convergenti: sostenibilità ecologica, sociale e produttiva. Il primo obiettivo è infatti quello di stimolare la rottamazione delle auto altamente inquinanti, l’euro 0, 1, 2 e 3, che sono ancora il 25% del parco circolante nel nostro Paese. Il secondo obiettivo – ha detto ancora – è di aiutare soprattutto le famiglie con redditi bassi, attraverso un sistema graduale che prevede agevolazioni più significative per i nuclei con Isee fino a 30mila euro. Infine, di incentivare la produzione nel nostro Paese che negli ultimi anni si è drasticamente ridotta, malgrado gli incentivi predisposti che sono andati prevalentemente, sino all’80%, a vetture prodotte in stabilimenti esteri, anche della stessa Stellantis”.

 “Oggi come abbiamo fatto i passato, ribadisco ancora una volta il nostro forte impegno nei confronti del Paese”. Lo ha detto Davide Mele, fresponsabile Corporate Affairs Italia di Stellantis che partecipa al tavolo automotive convocato dal ministro Adolfo Urso. “Abbiamo l’obbiettivo comune, insieme al Governo, alla filiera, ai sindacati e a tutti coloro che vivono tutti i giorni questo settore – ha affermato Mele – di sostenere la produzione di veicoli in Italia nei prossimi anni con l’ambizione di raggiungere anche il famoso milione di veicoli, (auto e veicoli commerciali) nel piano Df2030. Noi non ci tiriamo indietro ma riteniamo fondamentali alcuni specifici fattori abilitanti in questo cammino verso l’elettrificazione del parco auto italiano: gli impatti delle normative sulla continuità della produzione attuale a prezzi accessibili, il proseguimento a lungo termine di incentivi adeguati alla vendita di veicoli elettrici e del rinnovamento del parco, lo sviluppo della rete di ricarica per sostenere i clienti e la competitività dei costi industriali, incluso il miglioramento del costo dell’energia, che è chiaramente messo in discussione dall’offensiva cinese con un vantaggio competitivo del -30%. La produzione è strettamente correlata alla domanda di mercato e quindi se vogliamo puntare a determinati obiettivi dobbiamo tenere in grande considerazione non solo il produttore ma anche il cliente. In base alla domanda dei clienti, noi produciamo le auto e non il contrario”. 

 “Stellantis è più che mai convinta che se ogni stakeholder farà la sua parte, in modo concreto e proattivo, l’automotive nazionale potrà tornare a recitare il ruolo che si merita in un panorama europeo sempre più incerto ma che deve avere nell’Italia e nelle sue politiche industriali un esempio a cui guardare”. 

 “L’azienda ha investito diversi miliardi di euro nelle attività italiane per nuovi prodotti e siti produttivi, tra cui la gigafactory di Termoli e il Battery Technology Center di Mirafiori. Ciò che conta è la proiezione verso il futuro che intendiamo sostenere in tutti gli stabilimenti, lasciando la demagogia fuori dalla porta”. Lo ha detto Davide Mele, responsabile Corporate Affairs Italia di Stellantis nel suo intervento al tavolo automotive convocato dal ministro Adolfo Urso.

“È necessario concentrare le nostre energie per trovare una convergenza per una soluzione che porti alla sostenibilità delle nostre attività in Italia, nel contesto dell’offensiva cinese sul mercato automobilistico europeo. Questa è la posta in gioco, niente di più e niente di meno. Stellantis, infatti, fin dalla sua costituzione ha lavorato con determinazione e velocità per anticipare e supportare la transizione energetica di tutti i suoi siti industriali italiani” ha sottolineato Mele. 
   

Schlein: ‘Valutare una partecipazione italiana’

 “Basta con le chiacchiere, Meloni fa la faccia dura con Stellantis ma non ha una strategia e il governo si presenta all’azienda con il cappello in mano. Continuano a minacciare di non dare più incentivi ma Stellantis continua ad utilizzarli senza rispettare condizionalità Serve una svolta”. Lo dichiara in una nota Elly Schlein. “Tavares ha lanciato una sfida, il governo la raccolga e non faccia cadere la provocazione dell’Ad di Stellantis. Si prenda sul serio l’ipotesi di una partecipazione italiana a Stellantis che bilanci quella francese”.

Conte: ‘Governo tratti l’ingresso dello Stato in Stellantis’

 “La produzione automobilistica è da sempre un asset strategico della nostra industria. Se è vero, come ha detto più volte Giorgia Meloni, che l’automotive in Italia va rilanciato e che bisogna darsi l’obiettivo di un milione di auto prodotte all’anno nel paese, il governo faccia sì che quelle del ministro Urso non siano solo chiacchiere e tratti l’ingresso dello Stato in Stellantis. A maggior ragione considerando la consolidata partecipazione dello Stato francese”. Così il leader M5S Giuseppe Conte su X. “Il rischio, altrimenti, è quello di rimanere perennemente sotto ricatto di chi chiede incentivi e soldi pubblici minacciando di tagliare posti di lavoro e siti produttivi se non li ottiene. Dopo aver iniziato la svendita della rete Tim, di Ita, di Poste e FS, dimostri per una volta un briciolo di amor patrio”, prosegue.

Urso incontra i lavoratori di Stellantis di Melfi in presidio 

A margine del tavolo sull’automotive il ministro Adolfo Urso ha incontrato i lavoratori della logistica dello stabilimento Stellantis di Melfi, in presidio davanti al ministero delle Imprese e del Made in Italy. “Gli incentivi devono avere un valore: dare la possibilità ai cittadini di acquistare le auto. Però i lavoratori che producono, quelli che determinano la produzione, devono essere salvaguardati. Da questo punto di vista siamo insoddisfatti, non c’è stata nessuna azione del governo nei confronti di Stellantis sui vincoli che deve rispettare”. Così il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, al termine del tavolo sull’automotive al Mimit. “Ci è stato detto che sui tavoli monotematici cercheranno di vincolare Stellantis, e non solo, al rispetto di questi impegni”, ha spiegato. “Il tema non è il numero di vetture da produrre, si parla di un milione. Il punto è come si riesce ad avere produzione a Mirafiori, Cassino, Melfi, Termoli”, ha concluso.

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