SpaceX sta continuando a lavorare al lancio del suo nuovo grande razzo completamente riutilizzabile Starship, ma non dimentica anche i lanci della serie Falcon, con Falcon 9 e Falcon Heavy, che rappresentano attualmente la punta di diamante della sua attività. La società di Elon Musk punta a lanciare 100 razzi spaziali orbitali nel 2023 e attualmente siamo oltre quota 80 quando manca più di un mese e mezzo alla fine dell’anno. Nelle scorse ore è stata lanciata con successo la missione in rideshare Transporter-9.


Come nel caso delle altre missioni Transporter, anche in questo caso si tratta di poter lanciare satelliti di diverse società e operatori a bordo di un unico vettore. Questo consente di ridurre i costi complessivi e così SpaceX può anche insidiare i vettori leggeri che non hanno il potenziale offerto da Falcon 9 (oltre che la sua cadenza di lancio). A bordo del razzo di Transporter-9 erano presenti oltre 110 satelliti singoli di diverse dimensioni con 86 unità che sono state correttamente rilasciate in orbita.

SpaceX lancia la missione Transporter-9 con 90 satelliti

Alle 19:49 di ieri (ora italiana) dalla Vandenberg Space Force Base e più precisamente dal pad di lancio SLC-4E è stata lanciata la missione Transporter-9 grazie a un razzo spaziale Falcon 9. Come scritto sopra e come per le precedenti missioni di questo tipo, si è trattata di una missione che consente a piccole realtà e enti di ricerca di mettere in orbita satelliti a prezzi contenuti “condividendo” il razzo spaziale.


In particolare SpaceX ha dichiarato ufficialmente che erano previsti 90 carichi utili con 89 rilasci dallo stadio superiore con 86 rilasci che sono stati effettivamente confermati a circa 520 km in orbita eliosincrona (SSO). Come spiegato dalla società “le squadre stanno continuando a rivedere i dati per i carichi utili rimanenti, anche se potrebbe essere necessario del tempo ai clienti per fornire ulteriori informazioni sullo stato dei loro carichi utili”.

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Questo è stato il dodicesimo lancio e atterraggio per il primo stadio B1071 di questo Falcon 9 (non un record considerando che siamo a quota 18 per i “veterani” della flotta) e in passato con questo stesso vettore erano state lanciate le missioni NROL-87, NROL-85, SARah-1, SWOT, Transporter-8 e sei missioni Starlink.

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Il rilascio è avvenuto dopo circa 55 minuti dal decollo ma c’è da considerare che non tutti erano singoli satelliti. Alcuni erano veicoli di trasferimento orbitale ossia supporti con motori propri che servono a portare i satelliti (uno o più) in orbite differenti rispetto a quelle dove sono stati rilasciati dal secondo stadio del razzo principale. Per questo il calcolo totale dei singoli satelliti è superiore a 110 unità.

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Tra questi troviamo ben 36 satelliti per l’imaging Dove di Planet (chiamati complessivamente Flock 4Q). Un altro satellite di Planet era il prototipo Pelican-1 per l’imaging iperspettrale. Un nome noto agli appassionati di tecnologia è la taiwanese Foxconn che aveva per la prima volta satelliti su una missione di questo tipo. In particolare si tratta delle unità Pearl-1H e Pearl-1C che serviranno per sviluppare la connettività superiore a quella 5G.

Interessante notare che su Transporter-9 era presente il satellite (più precisamente un veicolo di trasferimento orbitale o OTV) Impulse-1 di Impulse Space. Questa nuova società è stata fondata da Thomas (Tom) Mueller che è stato una delle figure chiave di SpaceX fino al 2020, quando decise di lasciare la società. Grazie al lavoro di Mueller sono stati sviluppati i motori Merlin che sono impiegati nei razzi Falcon e che hanno permesso alla società di diventare quello che è attualmente. Anche se il futuro è legato ai motori Raptor, i razzi Falcon avranno sempre un posto speciale nella storia di SpaceX.

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