Bolzano. Il voto sulla nuova giunta altoatesina slitta a questa mattina. Non è bastata la seduta di ieri del consiglio provinciale. Non tanto per un ostruzionismo della minoranze, ma in quanto quasi tutti i consiglieri hanno preso la parola per 15 minuti ciascuno. E così alle 18 ne mancavano ancora tre-quattro e si è deciso di continuare oggi. C’è stato quindi lo spazio per la maggioranza – con in testa Arno Kompatscher – per tessere le lodi di questo esecutivo e per le opposizioni per criticare, anche duramente il programma e la squadra della coalizione di governo. Non sono mancate, infatti, le scintille tra gli schieramenti. Oggi si eleggerà pure il nuovo ufficio di presidenza del consiglio, con Arnold Schuler presidente e Angelo Gennaccaro vicepresidente. E qui il voto si preannuncia irto di problemi, tensioni in casa Svp. Noggler non voterà a favore e Deeg resta un punto interrogativo.

La giornata in aula.

Il 18 gennaio scorso Arno Kompatscher era stato eletto presidente della giunta provinciale per il suo terzo mandato con 19 voti su 35 e l’appoggio di Svp, FdI, Freiheitlichen, Lega e Civica. Ieri mattina il governatore ha illustrato il programma di governo e la proposta di giunta ad 11 composta dallo stesso Kompatscher e poi da Hubert Messner, Philipp Achammer, Peter Brunner, Rosmarie Pamer, Luis Walcher, Daniel Alfreider e Magdalena Amhof (tutti Svp), da Marco Galateo (FdI), Ulli Mair (Freiheitlichen) e Christian Bianchi (Lega-Uniti). A supportare la maggioranza Angelo Gennaccaro (La Civica). Questa volta il presidente della Provincia ha puntato i riflettori sulla coesione sociale, chiarendo subito che con il programma si intende fare in modo di non trovarsi impreparati alle sfide del futuro, a fronte di una situazione internazionale difficile, flussi migratori che non cessano, crisi delle materie prime, crisi climatica con l’abbandono dell’energia fossile. Paul Köllensperger (Team K) ha evidenziato il ritiro di intere fasce della popolazione dalla politica, nella convinzione di non essere ascoltate. «Il populismo di destra ne è una conseguenza: il Team K presenterà le proprie proposte e sarà presente quando la coalizione inizierà a sfaldarsi per liti intestine». Per Köllensperger «il terzo governo Kompatscher non durerà l’intera legislatura». Brigitte Foppa (Verdi) si è chiesta «come Kompatscher potrà coniugare quelli che definisce i suoi obiettivi con i suoi nuovi colleghi, gli amici di Salvini, ai quali si è ceduto anche sui temi della grande viabilità». «Kompatscher non ha capito cos’è successo in ottobre, ovvero che ha perso ogni potere decisionale sugli sviluppi della Provincia: inspiegabile il suo comportamento nella formazione della giunta, con le indecisioni relative al numero di componenti, l’ondeggiamento tra Bianchi e Gennaccaro, l’uso della Commissione dei 6 per la distribuzione di poltrone, la lotta tra lobby vinta dal Bauernbund, la scelta per la destra. Kompatscher ne è uscito sempre perdente», ancora Foppa. Philipp Achammer (Svp) ha sostenuto che «le critiche spesso dicevano una cosa e il suo contrario – il programma era per alcuni troppo dettagliato, per altri reazionario, pericoloso, oppure non diceva nulla: se le reazioni sono così diverse, allora probabilmente non tutto è sbagliato». All’Obmann Svp «sono giunte dalla popolazione anche segnali positivi, non solo la delusione tanto citata dall’opposizione». Per Marco Galateo (Svp) «l’accordo di programma, completo e dettagliato, porterà benefici a tutti in Alto Adige: esso pone l’Autonomia al centro, con la garanzia di interesse e impegno dalla presidente Meloni». «Si ha la fortuna di vivere in una terra con un’economia straordinaria, a confronto non solo dell’Italia ma anche dell’Europa, di vivere in una società plurietnica, caratteristica da conservare perché è una delle grandi forze di generazioni di altoatesini», ha spiegato Christian Bianchi (Lega-Uniti). «Molti punti del programma sono pura propaganda, e i convitati di pietra sono i soldi: è il programma di una destra arrembante, che vuole un Alto Adige per ricchi bianchi, senza traccia di solidarietà», ha chiuso Sandro Repetto (Pd).

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