I detriti spaziali sono un problema serio per le missioni, soprattutto in orbita bassa terrestre (LEO). Qui si trovano stazioni spaziali e, in futuro, ci sarà un incremento dell’attività umana che potrebbero portare a un rischio elevato per gli astronauti oltre che per altri satelliti. Fortunatamente negli ultimi anni la consapevolezza da parte di agenzie spaziali, governi e società private ha fatto in modo di ridurre questo problema bloccando anche i test ASAT (l’ultimo è stato condotto dalla Russia nel 2021).

Rimangono però in orbita molti detriti spaziali relativi ad attività degli ultimi decenni, sia di grandi che di piccole dimensioni. Alcune stime parlano di oltre 100 milioni di frammenti più grandi di un millimetro. La società SKY Perfect JSAT sta pensando a un nuovo sistema per la loro eliminazione grazie a una tecnologia che prevede l’impiego di laser per l’ablazione.

Un portavoce di SKY Perfect JSAT ha dichiarato che “come operatore satellitare, il problema dei detriti è ora considerato un problema ambientale significativo quanto il riscaldamento globale e l’inquinamento marino da plastica. SKY Perfect JSAT e Orbital Lasers stanno affrontando questa preoccupazione e mirano a contribuire al miglioramento per un ambiente spaziale sostenibile”.

detriti spaziali

Secondo il comunicato stampa ufficiale della società asiatica la tecnologia verrà sviluppata a partire dal prossimo anno fiscale. SKY Perfect JSAT punta ad avere modelli operativi dal 2029 così da iniziare le operazioni di rimozione dei detriti spaziali. In particolare si pensa di poter trovare i detriti spaziali e, puntando un raggio laser ad alta energia, ridurre la loro velocità orbitale per permettere il rientro in atmosfera il più velocemente possibile bruciando completamente.

detriti spaziali

Il primo prototipo potrebbe essere operativo nel 2027 e ci sarà un servizio di vendita delle prestazioni di questi satelliti così da liberare orbite utili per altre società. SKY Perfect JSAT ha anche aggiunto che questo sarà un sistema sicuro perché non ci sarà contatto fisico con gli altri oggetti evitando che questi possano ulteriormente perdere frammenti. I costi operativi dovrebbero invece essere ridotti in quanto non sarà necessario utilizzare propellente aggiuntivo per “spostare” un satellite non più funzionante o una parte di esso per il rientro atmosferico.

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