Milan-Fiorentina 1-0 La cronaca 

Il volto sbarbato di Camarda, quello di Maignan con il pallone stampato sulla guancia per il gol salvato nel finale. E quello di un Pioli che guarda più sollevato a martedì, alla sfida di Champions contro il Borussia Dortmund.

Ci mette la faccia, il Milan, e tutte le sue sfaccettature per portarsi a casa tre punti che facevano gola anche alla Fiorentina, ma che saziano solo la classifica rossonera e negano l’aggancio a Italiano. Apparecchiato il match, nel menù di serata per i padroni di casa c’era innanzitutto la necessità di ingrassare un campionato che aveva vissuto dei digiuni degli ultimi due turni casalinghi. Ci ha pensato Theo Hernandez, al rintocco del secondo di recupero del primo tempo, a mettere tutto nel piatto di Pioli: Jovic d’esterno prolunga per Theo, Parisi lo stende e il francese dal dischetto spiazza Terracciano.

È in quel momento che si riaccende la luce, in una serata in cui il timore dei rossoneri era che potesse piovere sul bagnato: dal temporale di fischi dopo l’ultima casalinga persa con l’Udinese al diluvio di infortuni prima della Fiorentina, con Okafor finito ko in Nazionale nel momento in cui Giroud è alle prese con la squalifica e Leao è indisponibile. Sull’arca, Pioli imbarca il giovanissimo Simic (già convocato con i friulani) e il baby Camarda. Cresciuto nel mito di Ibra, ma che al taekwondo ha preferito la kick boxing e per il quale – a 15 anni e 260 giorni – è stato necessario chiedere autorizzazione al Comitato regionale lombardo della Lega nazionale dilettanti, per averlo a quell’età in panchina.

Quando al minuto 83 Camarda debutta, scrive una nuova pagina di storia del calcio italiano, accompagnato dai cori che la Sud gli riserva sin dal riscaldamento pre partita. Qualche tocco, qualche piccolissimo errore, ma soprattutto tanto impegno e ancora più emozione per il giovanissimo attaccante rossonero. A suo modo protagonista in un Milan che è terzo in classifica. Il tutto dopo una partita in cui la Fiorentina non demerita: si posiziona alta, lasciando al Milan lo spazio per le ripartenze. I rossoneri si fanno vedere con il controbalzo dal limite di Pulisic e le manovre che partono dalla trequarti. Duncan serve invece bene Nico Gonzales, ma il suo sinistro a giro non scende. Chi si alza è invece Terracciano, che vola a smanacciare il colpo di testa di Pobega su angolo. È l’azione che precede l’1-0 e che inverte gli undici sul campo.

Con la Fiorentina che preme Nico Gonzales mette Beltran a tu per tu con Maignan, decisivo in un’uscita che nega il gol ma che gli vale un problemino muscolare. La Fiorentina spinge, colleziona angoli e trova il palo con il cross di Gonzales, deviato da Tomori. La potrebbe chiudere Jovic, pescato solo in area da Theo, ma ancora Terracciano si mette tra lui e la rete. Nel finale, assedio viola con Lopez che va vicinissimo al pari al termine, poi Maignan allo scadere del recupero si immola e ci mette la faccia per impedire a Mandragora, da meno di un metro, di buttarla dentro. La Fiorentina ha fame, ma il Milan le lascia le briciole e non si sazia: nei pensieri c’è già la coppa.

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