Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, è tornato a parlare del tema degli incentivi auto, ribadendo alcuni punti importanti per il futuro, durante un incontro con i giornalisti a Bruxelles.

Abbiamo fatto un piano straordinario per gli incentivi, che ammonta a quasi un miliardo di euro. Piano che è stato presentato, come giusto che sia, a tutte le forze rappresentative del settore dell’Automotive (Stellantis, sindacati….). Il piano sarà attuato a breve e prevede 3 direzioni: incentivare la rottamazione delle auto più inquinanti, dato che abbiamo il parco auto più vecchio d’Eruopa, incentivare e supportare le famiglie che hanno un redito più basso ed incentivare in qualche misura le auto prodotte nel nostro Paese. Sostenibilità ambientale e sostenibilità sociale.


Ci auguriamo poi che a questo piano corrisponda un aumento della produzione di auto in Italia. Se ciò non avvenisse è chiaro che non possiamo destinare risorse dei cittadini per incentivare auto prodotte all’estero e importate in Italia.


Se ciò non avvenisse, lo abbiamo già detto, dal prossimo anno gli incentivi non saranno più diretti al consumo ma alla produzione, cioè incentivare chi voglia produrre nel nostro Paese sia auto e sia componentistica per supportare l’indotto automotive.

Dunque, il ministro ribadisce che se il nuovo Ecobonus 2024 non darà gli esiti sperati, dal prossimo anno si cambierà ancora e le risorse stanziate per il settore automotive saranno utilizzate per sostenere aziende che vorranno produrre in Italia.

Il ministro si è poi soffermato a parlare anche di Stellantis con cui c’è un confronto che sta andando avanti da mesi attraverso il Tavolo Automotive.

Mi sono confrontato con Stellantis più volte in questi mesi, incontrando due volte Tavares, una volta a Roma poi anche in Francia quando hanno inaugurato la prima gigafactory e mi aspetto che presto sarà realizzata anche nel nostro Paese.

Il dialogo con il Gruppo automobilistico sta andando avanti ma come abbiamo visto nelle ultime settimane non sono mancate le polemiche tra le parti con Carlos Tavares che ha criticato il Governo, affermando che l’Italia spende meno di altri Paesi per sostenere la produzione di modelli elettrici e che i nuovi incentivi sono arrivati troppo tardi.

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