LONDRA – Per il secondo inverno consecutivo, la Russia sta conducendo una intensa campagna di bombardamenti sulle centrali elettriche e termiche dell’Ucraina, allo scopo di lasciare i civili al freddo e demoralizzare la popolazione in quello che è ormai il terzo anno di guerra. La differenza rispetto all’anno scorso è che stavolta Kiev rischia di “perdere la guerra dell’energia”, come dicono fonti ucraine al Financial Times, in particolare se il Congresso americano non autorizzerà nuovi aiuti in grado di rafforzare le sue difese antiaeree, necessarie per fermare i missili e i droni russi o almeno ridurne l’impatto.

Lo afferma tra gli altri Maksim Timchenko, amministratore delegato di Dtek, la maggiore azienda privata ucraina produttrice di energia. “Dopo due anni di conflitto”, dice al quotidiano finanziario britannico il dirigente della società che fornisce il 20 per cento del fabbisogno energetico nazionale, “non possiamo permetterci di perdere la guerra dell’energia. E c’è il rischio di perderla, perché quello che ci era stato promesso non arriva”. Fonti del governo ucraino affermano che un pacchetto di aiuti bloccato dai repubblicani al Congresso Usa deve arrivare a Kiev “entro un mese” per aiutare l’Ucraina a respingere l’invasione di Mosca.

La campagna di bombardamenti ordinata da Vladimir Putin non mira soltanto a lasciare gli ucraini al freddo nel gelo dell’inverno, ma anche a paralizzare tutto l’anno l’economia di Kiev. “La vittoria non dipende soltanto dai nostri soldati al fronte” commenta Timchenko, “ma pure dalla sopravvivenza dell’economia, dalla capacità della nostra industria e delle nostre imprese di continuare ad operare. E da questo punto di vista le forniture energetiche sono importanti in estate quanto in inverno”.

La Banca Mondiale calcola che più del 50 per cento delle infrastrutture energetiche ucraine siano state danneggiate nell’inverno 2022-’23. Quando possibile, vengono immediatamente riparate e rimesse in funzione, ma la chiave è proteggerle con efficaci difese antiaeree: “E nelle ultime settimane un maggior numero di razzi e droni russi hanno raggiunto il bersaglio”, avverte l’ad della Dtek, le cui centrali termiche hanno subito 160 attacchi missilistici dall’inizio della guerra. Senza gli aiuti occidentali, Kiev rischia di trovarsi in crescente difficoltà anche da questo punto di vista.

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