Sarà Samantha Cristoforetti a guidare la Low Earth Orbit (Leo) Cargo Return Initiative dell’Esa (Agenzia Spaziale Europea), un programma mirato a sviluppare un servizio di consegna merci da e verso le stazioni spaziali in orbita bassa. Si tratta di un primo passo per la messa a punto di quello che potrebbe diventare un veicolo europeo per il trasporto di equipaggi. Quello che AstroSamatha definisce come il proprio sogno: “Sogno che l’Europa abbia la propria astronave, come gli Stati Uniti, la Russia, la Cina e presto l’India – racconta Cristoforetti in un post pubblicato sul suo profilo Linkedin. “Sogno equipaggi internazionali che volino nello spazio non solo su veicoli privati statunitensi, ma anche su veicoli europei”.

Il progetto

L’iniziativa era stata annunciata a maggio dello scorso anno, e la prima fase consisterà nella selezione dei partner industriali europei, ai quali verrà chiesto di svolgere tutte le attività necessarie per un primo volo dimostrativo verso la Stazione Spaziale Internazionale (Iss) da effettuare entro il 2028. L’idea iniziale è quella di sviluppare veicoli di trasporto merci, che possano però essere adattati senza fondamentali modifiche strutturali al trasporto di astronauti.

Al momento l’Europa si affida ai partner internazionali per il trasporto di carichi e astronauti nello spazio, attraverso un sistema di scambio reciproco. Ma in passato l’Esa ha già fornito servizi di questo tipo, come l’Automated Transfer Vehicle, che fra il 2008 e il 2015 ha trasportato più di 30mila chilogrammi di merci sulla Iss.

L’Europa, scrive Samantha Cristoforetti, ha infatti dimostrato di avere tutte le capacità necessarie per le operazioni di docking e di rientro dalle stazioni in orbita bassa: “Ora è giunto il momento per la nostra industria di mettere insieme tutti gli elementi e sviluppare un servizio end-to-end competitivo e conveniente”.

Animazione del LEO Cargo Return Service dell’Esa

Prospettive a breve e lungo termine

Nell’immediato, spiega AstroSamatha, l’Europa potrà sviluppare dei rapporti vantaggiosi con i fornitori delle future stazioni spaziali commerciali, assicurando il trasporto di merci in cambio di opportunità di ricerca e voli di astronauti. “Perché vogliamo essere partner, non solo clienti”, sottolinea. E sul lungo termine, come anticipato, il veicolo cargo potrebbe diventare un veicolo per equipaggi o arrivare a servire destinazioni cislunari.

Non vediamo l’ora di ricevere le proposte industriali entro la fine di febbraio – conclude Cristoforetti – e poi selezionare i partner industriali che si imbarcheranno con noi in questa avventura di squadra!

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