LONDRA – Il Regno Unito potrebbe utilizzare il riconoscimento facciale per chi guarda i porno online. Non per punire gli adulti che ne usufruiscono generalmente, bensì i minorenni britannici cui non è permesso accedere a simili contenuti, almeno fino a quando compiono 18 anni. Ma come si fa? I “parental control” sinora non si sono dimostrati efficaci in ogni situazione, e tantomeno le “autocertificazioni” online da parte degli utenti.

Per questo, l’autorità governativa delle telecomunicazioni britannica, Ofcom, non ha escluso questa misura, attraverso la videocamera frontare del cellulare o del computer. Obiettivo finale: far sì che sempre meno minorenni abbiano accesso a contenuti pornografici online. Tra i provvedimenti al vaglio ci sono i controlli obbligatori delle carte di identità, il controllo su potenziali divieti di utilizzo negli anni precedenti sullo stesso dispositivo, quello sulle carte di credito e la creazione di “portafogli di identità digitale”. Al vaglio, però c’è anche il riconoscimento facciale, in modo da capire se i lineamenti del viso di una persona siano quelli di un ragazzino – se non bambino – o quelli di un adulto.

Ovviamente, la proposta ha generato critiche nel Regno Unito. Sia chiaro: si tratta solo di raccomandazioni, almeno al momento, e il governo di Rishi Sunak non ha (ancora) presentato una legge al riguardo. In ogni caso, se lo dice una autorità istituzionale come la Ofcom, la proposta vige in quanto tale. Anche perché, secondo diversi studi nazionali, l’età media di un minorenne britannico che accede a contenuti pornografici oltremanica è pari a 13 anni. Troppo bassa, per le autorità. Secondo la società informatica Yoti, il riconoscimento facciale in simili circostanze è possibile e sicuro, “perché i dati vengono cancellati appena si capisce che ad usufruire della pornografia non è un minorenne”, dicono i suoi rappresentanti alla Bbc.

E tutti gli altri frequentatori del porno online? Possono essere davvero così sicuri di non lasciare tracce online e nei server governativi, in nome della privacy? Anche se non stanno compiendo alcun reato, qualora non guardino filmati illegali? Difficile dirlo e tantomeno assicurarlo. Siti come Pornhub considerano controproducente l’iniziativa: “Così si rischia di indirizzare gli utenti verso siti illegali, con ancora meno controllo. E l’acquisizione di dati personali come il riconoscimento facciale può mettere a repentaglio la sicurezza in generale”. Veementi le proteste anche delle principali associazioni per la privacy dei cittadini oltremanica: “Conseguenze catastrofiche”. In ogni modo, l’esecutivo britannico di Rishi Sunak ha assicurato di pubblicare le nuove linee guida a inizio 2024.

Secondo Ofcom, 14 milioni di britannici su 67 ricorrono abitualmente a contenuti pornografici. E un riconoscimento facciale in diretta, per l’autorità governativa, sarebbe il metodo migliore per riconoscere se dall’altra parte dello schermo di un filmato porno, c’è un minorenne. Pornhub resta, ancora oggi, il 14esimo sito online più visto al mondo.

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