“Quel sabato maledetto resterà scolpito nella storia di Israele. Non lo dimenticheremo”. Lo ha detto il premier israeliano Benyamin Netanyahu aggiungendo: “Stiamo colpendo i nostri nemici con una forza senza precedenti. I nostri nemici hanno iniziato a pagare il prezzo, non sanno cosa avverrà, è solo l’inizio. Distruggeremo e sradicheremo Hamas, arriveremo alla vittoria”.

Il Premier – che ha parlato a riposo sabbatico iniziato – ha ricordato di aver parlato con il presidente Usa Joe Biden e con altri leader mondiali che hanno mostrato ampio sostegno a Israele “Usciremo da questa guerra – ha concluso – più forti”.

Video Striscia di Gaza, una cronistoria

 

Le Forze di difesa israeliane stanno conducendo raid su vasta scala su obiettivi terroristici appartenenti ad Hamas nella Striscia di Gaza. Lo rende noto l’Idf sul proprio canale Telegram. Le truppe israeliane hanno effettuato oggi raid localizzati nella Striscia di Gaza.I raid hanno coinvolto “forze di fanteria e corazzate”, ha detto l’Idf e le truppe hanno cercato ostaggi.

Video Israele, raid su vasta scala nella Striscia di Gaza: colpiti obiettivi di Hamas

Intanto Hamas ha pubblicato un video – la cui autenticità non è verificabile – in cui si mostrano i miliziani armati con in braccio diversi bambini israeliani in ostaggio, mentre un neonato viene cullato in una carrozzina. L’organizzazione sostiene di aver girato le immagini in un kibbutz nel primo giorno dell’assalto.

“Almeno 70 morti e 200 feriti”: è il bilancio del “bombardamento di Israele sugli sfollati che con auto e camion si spostavano verso il sud di Gaza”, lo scrive l’agenzia palestinese Maan, citando il ministero dell’Interno di Gaza. “Quattro bombe sono finite sugli sfollati lungo l’arteria stradale di Salah al-Din”, precisa l’agenzia.

La fine dell’ultimatum. Il portavoce in lingua araba delle forze armate, Avichay Adraee, ha fatto sapere che i palestinesi avevano tempo fino alle 20.00 (le 19 in Italia) per spostarsi a sud della Striscia. La mossa – secondo i media – indica che l’esercito si sta preparando per una massiccia operazione nel nord della Striscia. In un primo tempo l’esercito aveva dato 24 ore di tempo ai palestinesi per spostarsi da nord a sud. “Se siete preoccupati per voi e i vostri cari, dovreste andare a sud”.

Il primo ministro palestinese Mohammed Shtayyeh ha accusato Israele di commettere un “genocidio” nella sua guerra contro Hamas nella Striscia. “Il nostro popolo a Gaza sta subendo un genocidio, Gaza è diventata un’area disastrata”, ha detto Shtayyeh in una conferenza stampa a Ramallah.

Il ministero dell’Interno di Hamas a Gaza ha invitato la popolazione del nord della Striscia a non muoversi dalle proprie case definendo l’annuncio dell’esercito di Israele “propaganda”.

L’esercito israeliano ha ordinato l’evacuazione di “tutti i civili da Gaza” nel sud dell’enclave palestinese nel settimo giorno di guerra tra Israele e Hamas. In una nota, l’esercito israeliano ha chiesto “l’evacuazione di tutti i civili di Gaza City dalle loro case a sud per la loro sicurezza e protezione e lo spostamento nell’area a sud di Wadi Gaza”, un corso d’acqua situato a sud della città. “Sarà permesso di tornare a Gaza City solo quando verrà fatto un altro annuncio che lo consentirà”, ha aggiunto l’esercito.

L’Onu è stata informata dall’esercito israeliano dell’ordine di “ricollocare” circa 1,1 milioni di residenti dal nord della Striscia di Gaza al sud entro 24 ore, ha detto all’AFP il portavoce del segretario generale dell’organizzazione, Stéphane Dujarric, chiedendo che questo ordine venga annullato. Ieri sera “i funzionari delle Nazioni Unite a Gaza “sono stati informati dai loro ufficiali di collegamento militari israeliani che l’intera popolazione a nord di Wadi Gaza sarebbe stata trasferita a sud entro 24 ore”- Secondo Dujarric, un’evacuazione di tale portata è “impossibile senza causare conseguenze umanitarie devastanti”.

L’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (Unrwa) ha criticato la decisione di Israele di ordinare a più di un milione di civili nel nord di Gaza di evacuare, definendolo “orrendo”. Lo riporta Sky News. “Ciò porterà solo a livelli di miseria senza precedenti e spingerà ulteriormente la popolazione di Gaza nell’abisso”, ha detto il commissario dell’agenzia Onu, Philippe Lazzarini. Più di 423.000 persone sono già state sfollate, ha affermato. “La portata e la velocità della crisi umanitaria in corso sono agghiaccianti. Gaza sta rapidamente diventando un inferno ed è sull’orlo del collasso”.

“Il trasferimento forzato” della popolazione di Gaza “è un crimine”. Lo afferma la Lega Araba commentando l’ordine di evacuazione rivolto dall’esercito israeliano.

“Israele ha concesso all’ospedale Al Awda”, nella Striscia di Gaza, “solo due ore per evacuare. Il nostro personale sta ancora curando i pazienti. Condanniamo inequivocabilmente questa azione, il continuo spargimento di sangue indiscriminato e gli attacchi all’assistenza sanitaria a Gaza. Stiamo cercando di proteggere il nostro personale e i nostri pazienti”. Lo denuncia Medici Senza Frontiere in un messaggio su X.

Molte migliaia di persone hanno lasciato a precipizio stamane le proprie abitazioni a Gaza City e si stanno dirigendo a sud in seguito all’avvertimento dell’esercito israeliano secondo cui il nord della Striscia diventerà zona di operazioni militari. Fonti locali riferiscono che chi non dispone di mezzi di trasporto sta procedendo a piedi con qualche bagaglio in mano. E’ una marcia di almeno 10 chilometri, intrapresa da famiglie intere. Una fonte dell’ospedale al-Quds ha detto all’ANSA che medici e pazienti resteranno nella zona di pericolo, in assenza di ambulanze e di soluzioni adeguate per il ricovero dei malati più gravi.

“Medici, pazienti e personale sanitario non si sposteranno dall’ospedale di Shifa perché non possono farlo”. Lo dice all’ANSA Lucia Elmi, la rappresentante speciale Unicef per lo Stato della Palestina che in questo momento si trova a Gerusalemme. “Ho parlato con dei colleghi che lavorano per il ministero della Sanità a Gaza, i medici, i direttori dei più grandi ospedali compreso quello di Shifa, con cui l’Unicef lavora per i reparti di neonatologia, ci hanno detto che non riescono a spostare i malati, i bambini che sono nelle incubatrici, le partorienti e hanno deciso di rimanere li. Ci hanno fatto delle telefonate disperate”.

Video Israele ordina l’evacuazione, famiglie in marcia da Gaza City

Msf, Israele posticipa alle ore 6 evacuazione ospedale Gaza

“Le forze israeliane hanno ora rinviato la richiesta di evacuazione dell’ospedale Al Awda nella Striscia di Gaza fino alle 6 del mattino”, le ore 5 italiane. “L’evacuazione dei pazienti resta complicata”. Lo scrive Medici Senza Frontiere in un aggiornamento su X.

‘Riad congela l’accordo con Israele’

“L’Arabia Saudita sta congelando i piani sostenuti dagli Stati Uniti per normalizzare i legami con Israele”. Due fonti vicine alla corte di Riad hanno svelato alla Reuters quello che rappresenterebbe di certo un primo risultato per Hamas: un ripensamento – o quanto meno uno stand by – delle priorità del Regno in politica estera, mentre la guerra si intensifica tra Israele e i miliziani palestinesi, accusati di aver lanciato l’offensiva contro lo Stato ebraico in combutta con l’Iran proprio per porre un freno al suo avvicinamento al mondo arabo. Secondo quanto scrive l’agenzia di stampa sul suo sito web, il conflitto ha inoltre spinto Riad a impegnarsi con Teheran: il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman ha infatti ricevuto la sua prima telefonata dal presidente iraniano Ebrahim Raisi, mentre il Regno cerca di scongiurare un’ondata di violenza in tutta la regione. Le due fonti hanno detto a Reuters che ci sarebbe stato un rinvio nei colloqui sostenuti dagli Stati Uniti sulla normalizzazione con Israele, un passo considerato fondamentale da Riad per assicurarsi un patto di difesa con gli Stati Uniti, vero trofeo dell’intesa. Fino a quando Hamas non ha assaltato Israele, i leader israeliani e quelli sauditi avevano affermato che si stavano muovendo costantemente verso un accordo che avrebbe potuto rimodellare il Medio Oriente. E l’Arabia aveva assicurato che non avrebbe permesso il naufragio del patto di difesa con gli Usa, anche se Israele non avesse offerto concessioni significative ai palestinesi sulla creazione di un loro Stato. Tuttavia un approccio che dovesse mettere da parte i palestinesi ora rischierebbe di scatenare la rabbia degli arabi nella regione. Così una prima fonte che ha familiarità con la posizione saudita ha riferito che i colloqui con Israele non possono continuare per ora, e che la questione delle concessioni israeliane ai palestinesi dovrà essere una priorità maggiore quando le discussioni riprenderanno.

Il premier palestinese accusa Israele di genocidio a Gaza

Il primo ministro palestinese Mohammed Shtayyeh ha accusato Israele di commettere un “genocidio” nella sua guerra contro Hamas nella Striscia. “Il nostro popolo a Gaza sta subendo un genocidio, Gaza è diventata un’area disastrata”, ha detto Shtayyeh in una conferenza stampa a Ramallah.

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