Proseguono le proteste degli agricoltori che con i loro trattori invadono le strade in diversi Paesi europei e in Italia. Intanto si muove l’Europa.

 La Commissione europea ha annunciato una nuova proroga della deroga alla regola della politica agricola comune (Pac) che prevede che per accedere agli aiuti comunitari gli agricoltori debbano lasciare delle quote di terreni a riposo. Lo ha annunciato il vicepresidente dell’esecutivo comunitario Margaritis Schinas in conferenza stampa. Quella legata al maggese è una delle misure per rendere sostenibile il settore agroalimentare contro le quali però stanno protestando gli agricoltori schierando i trattori sulle strade di diverse città europee. L’esecutivo comunitario propone in particolare di consentire agli agricoltori dell’Ue di avvalersi di deroghe per il 2024 alle norme della politica agricola comune che li obbligano a mantenere determinate aree non produttive. Per ricevere il sostegno della Pac, gli agricoltori devono rispettare una serie rafforzata di nove standard benefici per l’ambiente e il clima. Questo principio di condizionalità si applica a quasi il 90% della superficie agricola utilizzata nell’Ue e svolge un ruolo importante nell’integrazione delle pratiche agricole sostenibili. Lo standard sulle ‘buone condizioni agricole e ambientali’ prevede di dedicare una quota minima di terreno coltivabile ad aree o caratteristiche non produttive, tipicamente terreni incolti ma anche ad elementi quali siepi o alberi. Le aziende agricole con meno di dieci ettari di terreno coltivabile sono generalmente esentate da tale obbligo.

Oggi la Commissione offre la possibilità a tutti gli agricoltori dell’Ue di essere esentati da questo requisito e di continuare ad avere diritto al pagamento diretto di base della Pac: invece di mantenere il terreno incolto o improduttivo sul 4% dei loro seminativi, gli agricoltori dell’Ue che coltivano colture che fissano l’azoto (come lenticchie, piselli o fave) e/o colture intercalari sul 7% dei loro seminativi saranno considerati conformi ai requisiti.

 Il ministro dell’agricolture Francesco Lollobrigida ha incontrato poco fa i rappresentanti del movimento dei trattori, giunti a manifestare davanti alla Fieragricola di Verona. Il ministro ha dialogato con i portavoce del gruppo, annunciando che più tardi, dopo l’inaugurazione della fiera, incontrerà una loro delegazione ristretta. “Non ci devono essere agricoltori contro agricoltori” ha ripetuto più volte il ministro, spiegando che il Governo è consapevole delle istanze del settore. Davanti alla fiera si trovano circa 300 manifestanti, mentre la presenza dei trattori è ridotta a meno di una decina di mezzi. 

 “Bene, l’incontro è andato molto bene” ha detto brevemente Lollobrigida entrando nel quartiere di Fieragricola di Verona dopo aver parlato a lungo con i rappresentanti del movimento dei trattori.
Per ragioni di sicurezza e di viabilità, ai dimostranti le autorità non avevano consentito agli agricoltori di arrivare in corteo con tutti i trattori, limitando il presidio davanti alla fiera a soli cinque mezzi agricoli. 

 “I trattori che sono in piazza in tutta Europa hanno problemi con l’attuale Commissione europea. La Commissione von der Leyen da questo punto di vista è disastrosa, sul fronte del lavoro e dei diritti”. Lo ha detto il vicepremier Matteo Salvini durante un punto stampa al Parlamento europeo. 

 

 La protesta degli agricoltori “va presa con la massima attenzione, da sindaco metropolitano dico che la provincia di Firenze ha una vocazione agricola importante e ho deciso di convocare l’associazione agricoltori”. Lo ha dichiarato il sindaco di Firenze Dario Nardella, ospite di Rai News24, sottolineando che “nell’ultima manovra non c’è niente a favore dell’agricoltura”.
“Il costo del gasolio è un tema anche italiano – ha aggiunto -. Le accise che dovevano essere tagliate non sono state tagliate, questo influisce anche sul mondo dell’agricoltura. Mi auguro che i soliti partiti non provino a strumentalizzare per raccattare qualche voto, mi auguro che ci siano proposte concrete”. 

Protesta dei trattori in Francia, presto nuovi annunci Attal

Il premier francese, Gabriel Attal, dovrebbe tornare ad esprimersi ”rapidamente”, ”senza dubbio prima del fine settimana”, per ”fare nuovi annunci” agli agricoltori in rivolta: è quanto annunciato dal ministro francese dell’Agricoltura, Marc Fesneau, ai microfoni di Sud Radio. Il ministro atteso oggi a Bruxelles ha anche detto di avere ”ottime speranze che la Commissione europea annunci deroghe” sull’obbligo dei terreni al riposo (set aside o maggese). Intanto, la il sindacato Confédération paysanne ha annunciato di essere stato ricevuto questa mattina, alle ore 10, dal premier a Parigi.

Nuovo blocco dei trattori nei pressi dell’aeroporto parigino di Roissy Charles-de-Gaulle di Parigi, il principale scalo aereo della Francia. Secondo quanto scrive il giornale La Voix du Nord, un gruppo di agricoltori provenienti dal nord del Paese si sono riuniti da questa mattina ad un punto di blocco dell’autostrada A1, tra Parigi e Lille, bloccati a loro volta dai mezzi blindati dei gendarmi ad appena due chilometri dal grande aeroporto transalpino che collega Parigi al resto del mondo. Gli agricoltori in rivolta hanno chiesto ai gendarmi di farli avanzare simbolicamente di dieci metri, ma le forze dell’ordine hanno rifiutato, mantenendo la posizione.

Protesta trattori, corteo blocca la tangenziale di Alessandria

Sono poco meno di 300, ad Alessandria, i partecipanti al corteo di trattori organizzato dal coordinamento degli Agricoltori Autonomi Alessandria-Asti che, questa mattina, dopo avere attraversato il capoluogo di provincia, si è immesso nella tangenziale bloccandla,
Dopo la manifestazione a piedi di lunedì fino alle sedi di Prefettura e Provincia, i manifestanti si sono mossi dal presidio alla periferia della città, in viale Milite Ignoto (al quartiere Orti), allestito venerdì scorso, per dirigersi verso la tangenziale alessandrina.
Sui mezzi – in sfilata a clacson spigati – bandiere tricolori, cartelloni a sostegno del Made in Italy, scritte contro “costi esorbitanti e guadagni bassi”. 

Continua protesta nel Sannio, per agricoltori notte nel presidio

 “Da qui non ci muoviamo”. E’ la risposta degli agricoltori sanniti che, all’indomani della protesta dei trattori nella città di Benevento, hanno deciso di continuare a manifestare dopo aver trascorso la notte presso la Rotonda dei Pentri, alle porte della città, dove hanno allestito un presidio.
“Fino a quando non avremo risposte certe e credibili da parte delle istituzioni – dice Gabriele Forte, uno dei portavoce di “Riscatto agricolo” che ha organizzato l’iniziativa – continueremo a manifestare. La gente comprende la nostra protesta tanto da accoglierci come eroi”. 

 “Da qui non ci muoviamo”. E’ la risposta degli agricoltori sanniti che, all’indomani della protesta dei trattori nella città di Benevento, hanno deciso di continuare a manifestare dopo aver trascorso la notte presso la Rotonda dei Pentri, alle porte della città, dove hanno allestito un presidio.
“Fino a quando non avremo risposte certe e credibili da parte delle istituzioni – dice Gabriele Forte, uno dei portavoce di “Riscatto agricolo” che ha organizzato l’iniziativa – continueremo a manifestare. La gente comprende la nostra protesta tanto da accoglierci come eroi”. 

Trattori, all’Aquila tre giorni di protesta

 La mobilitazione dei trattori arriva all’Aquila con tre giorni di presìdi e cortei da parte degli agricoltori riuniti sotto la sigla del ‘Movimento spontaneo agricoltori Cospa Abruzzo’.
Dalla giornata odierna fino a venerdì ci sarà un sit-in in forma statica in due aree distinte e opposte della città.
Nell’area ovest il punto di ritrovo è il parcheggio dell’area commerciale Agorà (Statale, 80). Dall’altro lato della città, è stata scelta l’area camper dell’Aquila Est (via Domenico D’Ascanio).
Proprio da via D’Ascanio, domani partirà un corteo dalle 9.30 che interesserà anche la Sr 17 bis, via Panella, rotatoria angolo viale De Gasperi, viale Gran Sasso e piazza Battaglione Alpini (Fontana luminosa). Disposti divieti e rimozioni da oggi a venerdì (ore 16.30) nelle aree interessate dai presìdi e dal corteo. 

In marcia per il blocco del porto a Oristano

 Hanno trascorso la prima notte davanti al porto di Cagliari pastori e agricoltori che da ieri mattina protestano contro le politiche dell’Unione europea sulle produzioni nelle campagne sarde. Niente tende, ma i manifestanti hanno passato la notte sotto i gazebo e nelle cabine dei trattori riscaldati da un falò.
“Siamo pronti a un’altra giornata di battaglia – racconta all’ANSA Giorgio Congia, uno dei portavoce della protesta – continueremo con i blocchi a singhiozzo. E incontreremo i dirigenti di Argea e Laore”.
Nel frattempo la mobilitazione si allarga: i trattori hanno raggiunto il porto industriale di Oristano, mentre venerdì alle 10 si aprirà un altro fronte della protesta a Muros, in provincia di Sassari. “Siamo stanchi – ribadisce Congia- di farci dire dall’Ue come dobbiamo lavorare. Abbiamo rivendicazioni concrete su Irpef e credito d’imposta: qualcosa ci era stata concessa, ma poi non è stata confermata. E intanto le campagne sono in crisi”.
Le fiamme del fuoco della scorsa notte sono ormai spente, ma pastori e agricoltori hanno già preparato un’altra catasta di legno perché hanno intenzione di rimanere a Cagliari almeno sino a giovedì.
Nel frattempo sono anche arrivati gli approvvigionamenti: bevande e cibo sono conservate sotto un gazebo. Una ventina di trattori sono rimasti nella strada sterrata di accesso all’ingresso del porto: sarà un’altra giornata di lotta. 

Protesta trattori blocca A21, cortei anche a Cuneo e Novara

 La protesta degli agricoltori ad Alessandria, con circa 300 manifestanti, ha bloccato, per oltre mezz’ora, anche il casello Alessandria ovest della autostrada A21 Torino-Piacenza. In precedenza il corteo aveva paralizzato la tangenziale alessandrina. I mezzi in doppia fila hanno bloccato l’intera careggiata per il tempo del passaggio del corteo.
La protesta degli agricoltori ha toccato altre città piemontesi: a Cuneo un corteo si è mosso nella mattinata dalla frazione San Rocco Castagnaretta diretto verso il centro cittadino.
A Novara i manifestanti, a bordo di circa 150 trattori, divisi in due gruppi, si sono riuniti sul piazzale dello stadio ‘Silvio Piola’ Piola.
Oltre che dal Novarese gli agricoltori sono arrivati dal Vercellese e dalla Lombardia, dalla vicina Lomellina. I manifestanti hanno suonato i clacson esibendo cartelli con slogan come “Senza agricoltura niente cibo niente futuro” e “Se l’agricoltura muore muori anche tu”.
Nel pomeriggio è previsto un corteo diretto nel parcheggio dell’outlet di Vicolungo a una quindicina di chilometri da Novara. 

Protesta trattori, 200 in marcia da casello A16 lungo statale

Circa 200 trattori si sono mossi dal casello autostradale dell’A16 a Candela nel Foggiano e stanno percorrendo in marcia la strada statale 655 in direzione di Foggia occupando solo parte della la carreggiata nord. Non si segnalano al momento grossi disagi per gli automobilisti che transitano lungo la corsia di sorpasso.
“Percorreremo circa sette chilometri lungo la statale fino all’uscita di Ascoli Satriano e poi faremo rientro al presidio – confermano alcuni agricoltori. Percorreremo in tutto una quindicina di chilometri”. Gli agricoltori che stanno partecipando alla marcia arrivano da Candela e da molti comuni dei Monti Dauni. 

 

Presidio fisso agricoltori all’imbocco dell’A1 a Melegnano

 È continuato nella notte e ancora prosegue a Melegnano, nel Milanese, vicino all’ingresso dell’A1, come presidi sono proseguiti in diverse parti della Lombardia come a Brescia dove, dopo aver sfilato ieri in città, i trattori si sono fermati nel parcheggio del campo da rugby annunciando che resteranno almeno due giorni.

Gli agricoltori che aderiscono al coordinamento “Riscatto Agricolo” chiedono che si arrivi a “un nuovo piano agricolo” ha ribadito Filippo Goglio, fra gli organizzatori del presidio di Melegnano, e a livello europeo. “Non servono più deroghe o proroghe di leggi sbagliate – ha osservato – ma serve un nuovo piano agricolo. Solamente l’unione delle differenze nelle differenze potrà ricostruire la dignità agricola europea”.

“Comprendiamo la scelta di chi manifesta” ha commentato il presidente di Confagricoltura Milano, Lodi, Monza e Brianza Francesco Pacchiarini ma “i problemi si risolvono ai tavoli istituzionali”.
“L’esasperazione degli agricoltori, trasformata in protesta in molte zone del Paese, e ora anche del nostro territorio, affonda le radici negli obiettivi del Green Deal europeo, condivisibili in linea teorica, ma da riformulare completamente all’atto pratico, per trovare un punto di equilibrio tra sostenibilità ambientale ed economica. Comprendiamo le ragioni della protesta e la decisione di chi ha aderito – ha aggiunto -.
Il comparto è unito dall’urgenza di direzionare la sensibilità della politica e della società sulle condizioni di precarietà economica in cui versa, tuttavia, la scelta della nostra organizzazione è stata, come sempre, quella del confronto istituzionale, anche duro e serrato, con il Governo e l’Europa.
Siamo convinti, infatti, che i problemi si risolvano innanzitutto partecipando e portando istanze ai tavoli di trattativa”. 

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