Proseguono le proteste degli agricoltori che con i loro trattori invadono le strade in diversi Paesi europei e in Italia. Intanto si muove l’Europa.

I trattori hanno bloccato il casello autostradale di Brescia centro creando una loro colonna che di fatto impedisce il passaggio dei mezzi in uscita e in entrata. I mezzi degli agricoltori del coordinamento Riscatto agricolo – che da ieri stanno manifestando a Brescia contro le politiche europee – hanno mandato in tilt il traffico nella zona Sud della città. I trattori vogliono raggiungere la sede di Coldiretti.

 La Commissione europea ha annunciato una nuova proroga della deroga alla regola della politica agricola comune (Pac) che prevede che per accedere agli aiuti comunitari gli agricoltori debbano lasciare delle quote di terreni a riposo. Lo ha annunciato il vicepresidente dell’esecutivo comunitario Margaritis Schinas in conferenza stampa. Quella legata al maggese è una delle misure per rendere sostenibile il settore agroalimentare contro le quali però stanno protestando gli agricoltori schierando i trattori sulle strade di diverse città europee. L’esecutivo comunitario propone in particolare di consentire agli agricoltori dell’Ue di avvalersi di deroghe per il 2024 alle norme della politica agricola comune che li obbligano a mantenere determinate aree non produttive. Per ricevere il sostegno della Pac, gli agricoltori devono rispettare una serie rafforzata di nove standard benefici per l’ambiente e il clima. Questo principio di condizionalità si applica a quasi il 90% della superficie agricola utilizzata nell’Ue e svolge un ruolo importante nell’integrazione delle pratiche agricole sostenibili. Lo standard sulle ‘buone condizioni agricole e ambientali’ prevede di dedicare una quota minima di terreno coltivabile ad aree o caratteristiche non produttive, tipicamente terreni incolti ma anche ad elementi quali siepi o alberi. Le aziende agricole con meno di dieci ettari di terreno coltivabile sono generalmente esentate da tale obbligo.

Oggi la Commissione offre la possibilità a tutti gli agricoltori dell’Ue di essere esentati da questo requisito e di continuare ad avere diritto al pagamento diretto di base della Pac: invece di mantenere il terreno incolto o improduttivo sul 4% dei loro seminativi, gli agricoltori dell’Ue che coltivano colture che fissano l’azoto (come lenticchie, piselli o fave) e/o colture intercalari sul 7% dei loro seminativi saranno considerati conformi ai requisiti.

 Il ministro dell’agricolture Francesco Lollobrigida ha incontrato poco fa i rappresentanti del movimento dei trattori, giunti a manifestare davanti alla Fieragricola di Verona. Il ministro ha dialogato con i portavoce del gruppo, annunciando che più tardi, dopo l’inaugurazione della fiera, incontrerà una loro delegazione ristretta. “Non ci devono essere agricoltori contro agricoltori” ha ripetuto più volte il ministro, spiegando che il Governo è consapevole delle istanze del settore. Davanti alla fiera si trovano circa 300 manifestanti, mentre la presenza dei trattori è ridotta a meno di una decina di mezzi. 

 “Bene, l’incontro è andato molto bene” ha detto brevemente Lollobrigida entrando nel quartiere di Fieragricola di Verona dopo aver parlato a lungo con i rappresentanti del movimento dei trattori.
Per ragioni di sicurezza e di viabilità, ai dimostranti le autorità non avevano consentito agli agricoltori di arrivare in corteo con tutti i trattori, limitando il presidio davanti alla fiera a soli cinque mezzi agricoli. 

Leader trattori, “chi ha visto Lollobrigida non ci rappresenta” .  “Chi ha parlato con il ministro Lollobrigida non ci rappresenta”. Lo dice all’ANSA Danilo Calvani che guida il Comitato degli Agricoltori Traditi (C.r.a.) da cui il 22 gennaio è partita la protesta dei trattori. Calvani in un comunicato pubblicato su Facebook parla di “un manipolo di opportunisti i quali, spacciandosi per rappresentanti dei contadini e della mobilitazione agricola ‘trattano’ con membri del Governo per il loro personale tornaconto. Gli stessi falsi rappresentanti, iscritti ai partiti che da anni stanno decimando il comparto agroalimentare”, si legge nella nota.
“Il C.r.a. e tutti i comitati, associazioni e ceti sociali aderenti alla mobilitazione, prendono le distanze da questi mercenari al soldo di una classe politica fallita e inaffidabile – si egge nella nota – e che ancora una volta manovra i suoi sottomessi spacciandoli per rappresentanti del mondo agricolo e della mobilitazione”. 

 “I trattori che sono in piazza in tutta Europa hanno problemi con l’attuale Commissione europea. La Commissione von der Leyen da questo punto di vista è disastrosa, sul fronte del lavoro e dei diritti”. Lo ha detto il vicepremier Matteo Salvini durante un punto stampa al Parlamento europeo. 

 

 La protesta degli agricoltori “va presa con la massima attenzione, da sindaco metropolitano dico che la provincia di Firenze ha una vocazione agricola importante e ho deciso di convocare l’associazione agricoltori”. Lo ha dichiarato il sindaco di Firenze Dario Nardella, ospite di Rai News24, sottolineando che “nell’ultima manovra non c’è niente a favore dell’agricoltura”.
“Il costo del gasolio è un tema anche italiano – ha aggiunto -. Le accise che dovevano essere tagliate non sono state tagliate, questo influisce anche sul mondo dell’agricoltura. Mi auguro che i soliti partiti non provino a strumentalizzare per raccattare qualche voto, mi auguro che ci siano proposte concrete”. 

Francia, presto nuovi annunci Attal

Il premier francese, Gabriel Attal, dovrebbe tornare ad esprimersi ”rapidamente”, ”senza dubbio prima del fine settimana”, per ”fare nuovi annunci” agli agricoltori in rivolta: è quanto annunciato dal ministro francese dell’Agricoltura, Marc Fesneau, ai microfoni di Sud Radio. Il ministro atteso oggi a Bruxelles ha anche detto di avere ”ottime speranze che la Commissione europea annunci deroghe” sull’obbligo dei terreni al riposo (set aside o maggese). Intanto, la il sindacato Confédération paysanne ha annunciato di essere stato ricevuto questa mattina, alle ore 10, dal premier a Parigi.

Nuovo blocco dei trattori nei pressi dell’aeroporto parigino di Roissy Charles-de-Gaulle di Parigi, il principale scalo aereo della Francia. Secondo quanto scrive il giornale La Voix du Nord, un gruppo di agricoltori provenienti dal nord del Paese si sono riuniti da questa mattina ad un punto di blocco dell’autostrada A1, tra Parigi e Lille, bloccati a loro volta dai mezzi blindati dei gendarmi ad appena due chilometri dal grande aeroporto transalpino che collega Parigi al resto del mondo. Gli agricoltori in rivolta hanno chiesto ai gendarmi di farli avanzare simbolicamente di dieci metri, ma le forze dell’ordine hanno rifiutato, mantenendo la posizione.

Diciotto persone sono state fermate questa mattina per ”intralcio alla circolazione” nei pressi dei mercati generali di Rungis, alle porte di Parigi, tra i possibili obiettivi della protesta degli agricoltori: è quanto riferito da fonti della polizia francese citate dall’Afp. Secondo quanto dichiarato questa mattina dal ministro dell’Interno, Gérald Darmanin, oggi si contano in Francia ”oltre 100 punti di blocco” dei trattori e “10.000 manifestanti”. “Non attaccano le forze dell’ordine, non entrano a Rungis, ma se mai dovessero farlo, ovviamente, lo ripeto qui, non lasceremo che accada”, aveva avvertito il ministro.

Il presidente del sindacato agricolo francese Fnsea, Arnaud Rousseau, nel corso di un’audizione al Senato di Parigi, ha assicurato di ”appellarsi alla calma e alla ragione” dinanzi al protrarsi della protesta degli agricoltori, aggiungendo che a suo avviso molti ”temi europei” non si possono risolvere ”in tre giorni”. Mentre le dimostrazioni e i blocchi dei trattori proseguono in tutta la Francia, Rousseau ha detto che oggi dinanzi all'”accumulo delle norme e delle regole” c’è “un’attesa enorme”. Ma ”ci sono anche molti temi europei che non si risolvono in tre giorni – ha avvertito – Quindi cerco di appellarmi alla calma e alla ragione”. Rousseau è intervenuto questa mattina dinanzi alla Commissione economica del Senato.

50 mezzi davanti al porto di Oristano

  Una cinquantina di trattori davanti al porto industriale di Oristano. Si allarga la protesta degli agricoltori e dei pastori sardi dopo il via a Cagliari con il presidio del porto da ieri mattina.
Al momento i partecipanti alla mobilitazione non stanno bloccando le merci e i camion in entrata e in uscita dallo scalo oristanese.
Molti trattori, almeno una decina, sono partiti dal vicino paese di Riola Sardo. I mezzi sono schierati di fronte alle aiuole: dai trattori sventolano solo bandiere con il tricolore e i Quattro mori.
I manifestanti decideranno nelle prossime ore quanto tempo si tratterranno davanti al porto. 

Hanno trascorso la prima notte davanti al porto di Cagliari pastori e agricoltori che da ieri mattina protestano contro le politiche dell’Unione europea sulle produzioni nelle campagne sarde. Niente tende, ma i manifestanti hanno passato la notte sotto i gazebo e nelle cabine dei trattori riscaldati da un falò.
“Siamo pronti a un’altra giornata di battaglia – racconta all’ANSA Giorgio Congia, uno dei portavoce della protesta – continueremo con i blocchi a singhiozzo. E incontreremo i dirigenti di Argea e Laore”.
Nel frattempo la mobilitazione si allarga: i trattori hanno raggiunto il porto industriale di Oristano, mentre venerdì alle 10 si aprirà un altro fronte della protesta a Muros, in provincia di Sassari. “Siamo stanchi – ribadisce Congia- di farci dire dall’Ue come dobbiamo lavorare. Abbiamo rivendicazioni concrete su Irpef e credito d’imposta: qualcosa ci era stata concessa, ma poi non è stata confermata. E intanto le campagne sono in crisi”.
Le fiamme del fuoco della scorsa notte sono ormai spente, ma pastori e agricoltori hanno già preparato un’altra catasta di legno perché hanno intenzione di rimanere a Cagliari almeno sino a giovedì.
Nel frattempo sono anche arrivati gli approvvigionamenti: bevande e cibo sono conservate sotto un gazebo. Una ventina di trattori sono rimasti nella strada sterrata di accesso all’ingresso del porto: sarà un’altra giornata di lotta. 

Oltre 50 mezzi in presidio nel Brindisino

 Un presidio permanente con oltre cinquanta trattori da questa mattina sta protestando in Largo Machiavelli a Carovigno, in provincia di Brindisi, unendosi alla mobilitazione in corso degli agricoltori in tante realtà italiane. “Ci stanno togliendo la dignità. Ma questa volta non ci fermeremo” puntualizza la delegazione.
Cartelli e slogan contro le politiche comunitarie che sostengono gli imprenditori “porteranno alla chiusura di molte aziende. E tanti saranno i posti di lavoro a rischio”. Riforma della Pac, costi di produzione, calamità e fitopatie, concorrenza sleale e burocrazia: questi i temi rilanciati durante il presidio a cui ha partecipato anche il sindaco dello stesso comune, Massimo Lanzilotti. “Un comitato spontaneo – spiega il primo cittadino – che decide in maniera pacifica di presidiare questa piazza per manifestare tutta la propria insofferenza verso delle politiche europee, e del governo nazionale, va sostenuto con forza da parte della politica soprattutto quella locale. Ci troviamo di fronte a delle richieste che provengono dal basso ma che sono purtroppo poco ascoltate”.
Il governo, secondo il sindaco, “nel decreto Milleproroghe deve abolire l’Irpef agricola e ragionare per trovare le coperture per detassare il gasolio agricolo”. Territorio, quello dell’Alto Salento, alle prese da anni con l’emergenza xylella, e quindi ad un forte calo della produzione a causa di un batterio che anche in quest’area della Puglia ha già provocato l’abbattimento di migliaia di piante. “Ho già chiesto un’audizione al ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali per questo tema, che va affrontata come un’emergenza nazionale – conclude Lanzilotti – e non come un territorio isolato a sé stesso. Perché a rischio è il futuro immeditato di numerose aziende”. 

Annunciati 3 giorni mobilitazione in Vda

 “Cara Europa, giù le mani dalla nostra terra. La nostra terra è la nostra vita”. E’ quanto si legge in un volantino diffuso ad Aosta durante la Fiera di Sant’Orso – la più importante kermesse di artigianato dell’arco alpino – nel quale si annuncia una mobilitazione di agricoltori, allevatori e cittadini dal 7 al 9 febbraio in Valle d’Aosta. Manifesti inoltre sono stati messi in varie parti della città.
“Difendiamo l’eccellenza italiana dagli interessi delle multinazionali e da una politica incapace di reagire. Cosa preferite mangiare? Farina di Grilli o farina di grano? Difendiamoci dalla depredazione dei nostri terreni e dai nostri settori produttivi perché le direttive dell’Unione Europea prevedono l’espropriazione di terreni agricoli per l’installazione di pannelli solari a favore di multinazionali, minacciando la sostenibilità e l’autonomia alimentare italiana.
Tale pratica comprometterà la ricchezza del suolo e la diversità agricola. L’ultimo frutto sul mercato deve essere italiano.
Proteggiamo il nostro made in Italy” si legge nel volantino che si conclude con un appello: “Sovranità popolare, Sovranità monetaria, Fuori dall’Unione Europea”. 

A Ragusa convocato tavolo tecnico

 Un tavolo tecnico per affrontare i temi dell’emergenza del comparto agricolo, a supporto della protesta degli agricoltori è stato convocato per domani alle 10,30 nella sala conferenze dell’ufficio Sviluppo economico, alla zona industriale di Ragusa. Il sindaco di Ragusa, Peppe Cassì ha accolto la richiesta degli agricoltori e ha invitato i sindaci dei comuni iblei, i parlamentari regionali e nazionali e le associazioni di categoria. Intanto, al terzo giorno di protesta, gli agricoltori, con i trattori e i camion, continuano a presidiare il Foro Boario. Hanno chiesto e ottenuto di poter spostare il presidio in Viale delle Americhe, la principale via di accesso alla città. Non è stato ancora deciso quando il presidio verrà spostato. 

In Calabria corteo sulla Ss Ionio- Tirreno

 Presidio e corteo di trattori anche oggi nella Piana di Rosarno, in provincia di Reggo Calabria.
Agricoltori e allevatori stanno proseguendo nella protesta contro la politica agricola dell’Ue e la mancata difesa del settore, procedendo a rilento alla guida dei loro mezzi lungo il tratto della statale 682 Ionio-Tirreno tra Rosarno e Cinquefrondi. Disagi per i tanti automobilisti che percorrono l’arteria. Ai manifestanti ha portato la solidarietà sua e della Amministrazione comunale il sindaco di Cinquefrondi Michele Conia. Sulla zona sono presenti uomini e mezzi di Polizia stradale, carabinieri e guardia di finanza.
Resta sempre attivo nel Cosentino il presidio di imprenditori agricoli di Spezzano Albanese dove i manifestanti da giorni sottolineano la fase di difficoltà grave che sta attraversando il settore primario. In particolare si mette in evidenza l’aumento dei prezzi delle materie prime che ha raggiunto livelli non più sopportabili e la concorrenza di prodotti provenienti dall’estero. Domani, annunciano gli agricoltori, è in programma un corteo di trattori e mezzi agricoli che, dal presidio di Spezzano, si muoverà fino a Castrovillari.
A Botricello, al confine tra le province di Catanzaro e Crotone, dopo una settimana di presidio e di limitazioni del traffico sulla statale 106, si è deciso per il momento di smobilitare. La decisione è stata presa dopo le rassicurazioni ottenute al tavolo tecnico con l’assessore all’Agricoltura della Regione Calabria Gianluca Gallo che ha annunciato una serie di provvedimenti mirati a venire incontro ad alcune specifiche richieste dei manifestanti. 

In centinaia nel centro di Cuneo

 Sono affluiti in centinaia da diverse parti della provincia di Cuneo i manifestanti del movimento “Agricoltura Indipendente”, riuniti sotto lo slogan “No farmers no food no future”. La protesta di agricoltori e allevatori, inaugurata la settimana scorsa nella Granda, aveva fissato il raduno nel piazzale del Palasport di San Rocco Castagnaretta.
Da lì un corteo di trattori è partito, sfilando nel centro cittadino fino a piazza Galimberti. Dopo lunghe trattative e malgrado le rimostranze dei manifestanti, la Questura ha autorizzato solo 50 mezzi a raggiungere il centro città. Una delegazione di rappresentanti del movimento esporrà le rivendicazioni in un incontro con il presidente della Provincia Luca Robaldo.
Agricoltori e allevatori reclamano un’azione di contrasto contro “i gravosi tassi di interesse sugli investimenti e l’aumento dei costi delle materie prime”, l’attivazione di un gruppo di lavoro per intraprendere un dialogo con le istituzioni in vista di “una programmazione del lavoro seria” e la lotta alla “sleale concorrenza inflitta da Paesi in cui non vigono le stesse restrizioni operative e produttive a cui oggi ci adeguiamo in Italia”. 

L’allerta arriva al confine di Ventimiglia

 L’allerta per la protesta degli agricoltori tocca anche il confine franco italiano di Mentone, dopo che sui social si era diffusa la notizia che il corteo, attualmente sulla A9 all’altezza di Puget, avrebbe raggiunto il sud della Francia e in particolare la frontiera di Ventimiglia all’altezza del valico di Ponte san Luigi. Secondo quanto comunicato dalla Prefettura del Dipartimento del Var, gli agricoltori si troverebbero nei pressi di Frejus, in direzione di Nizza. “L’autostrada A8 è bloccata al casello di Capitou”, si legge nell’alert lanciato dalla prefettura del var diffusa sui social, dove si indica come obbligatoria l’uscita a Puget Sur Argens. La polizia di frontiera italiana e la gendarmerie e la police nationale hanno disposto un rafforzamento dei controlli ai varchi. 

Corteo blocca la tangenziale di Alessandria

Sono poco meno di 300, ad Alessandria, i partecipanti al corteo di trattori organizzato dal coordinamento degli Agricoltori Autonomi Alessandria-Asti che, questa mattina, dopo avere attraversato il capoluogo di provincia, si è immesso nella tangenziale bloccandla,
Dopo la manifestazione a piedi di lunedì fino alle sedi di Prefettura e Provincia, i manifestanti si sono mossi dal presidio alla periferia della città, in viale Milite Ignoto (al quartiere Orti), allestito venerdì scorso, per dirigersi verso la tangenziale alessandrina.
Sui mezzi – in sfilata a clacson spigati – bandiere tricolori, cartelloni a sostegno del Made in Italy, scritte contro “costi esorbitanti e guadagni bassi”. 

Continua protesta nel Sannio, per agricoltori notte nel presidio

 “Da qui non ci muoviamo”. E’ la risposta degli agricoltori sanniti che, all’indomani della protesta dei trattori nella città di Benevento, hanno deciso di continuare a manifestare dopo aver trascorso la notte presso la Rotonda dei Pentri, alle porte della città, dove hanno allestito un presidio. “Fino a quando non avremo risposte certe e credibili da parte delle istituzioni – dice Gabriele Forte, uno dei portavoce di “Riscatto agricolo” che ha organizzato l’iniziativa – continueremo a manifestare. La gente comprende la nostra protesta tanto da accoglierci come eroi”. 

 “Da qui non ci muoviamo”. E’ la risposta degli agricoltori sanniti che, all’indomani della protesta dei trattori nella città di Benevento, hanno deciso di continuare a manifestare dopo aver trascorso la notte presso la Rotonda dei Pentri, alle porte della città, dove hanno allestito un presidio.
“Fino a quando non avremo risposte certe e credibili da parte delle istituzioni – dice Gabriele Forte, uno dei portavoce di “Riscatto agricolo” che ha organizzato l’iniziativa – continueremo a manifestare. La gente comprende la nostra protesta tanto da accoglierci come eroi”. 

All’Aquila tre giorni di protesta

 La mobilitazione dei trattori arriva all’Aquila con tre giorni di presìdi e cortei da parte degli agricoltori riuniti sotto la sigla del ‘Movimento spontaneo agricoltori Cospa Abruzzo’.
Dalla giornata odierna fino a venerdì ci sarà un sit-in in forma statica in due aree distinte e opposte della città.
Nell’area ovest il punto di ritrovo è il parcheggio dell’area commerciale Agorà (Statale, 80). Dall’altro lato della città, è stata scelta l’area camper dell’Aquila Est (via Domenico D’Ascanio).
Proprio da via D’Ascanio, domani partirà un corteo dalle 9.30 che interesserà anche la Sr 17 bis, via Panella, rotatoria angolo viale De Gasperi, viale Gran Sasso e piazza Battaglione Alpini (Fontana luminosa). Disposti divieti e rimozioni da oggi a venerdì (ore 16.30) nelle aree interessate dai presìdi e dal corteo. 

Bloccata A21, cortei anche a Cuneo e Novara

 La protesta degli agricoltori ad Alessandria, con circa 300 manifestanti, ha bloccato, per oltre mezz’ora, anche il casello Alessandria ovest della autostrada A21 Torino-Piacenza. In precedenza il corteo aveva paralizzato la tangenziale alessandrina. I mezzi in doppia fila hanno bloccato l’intera careggiata per il tempo del passaggio del corteo.
La protesta degli agricoltori ha toccato altre città piemontesi: a Cuneo un corteo si è mosso nella mattinata dalla frazione San Rocco Castagnaretta diretto verso il centro cittadino.
A Novara i manifestanti, a bordo di circa 150 trattori, divisi in due gruppi, si sono riuniti sul piazzale dello stadio ‘Silvio Piola’ Piola.
Oltre che dal Novarese gli agricoltori sono arrivati dal Vercellese e dalla Lombardia, dalla vicina Lomellina. I manifestanti hanno suonato i clacson esibendo cartelli con slogan come “Senza agricoltura niente cibo niente futuro” e “Se l’agricoltura muore muori anche tu”.
Nel pomeriggio è previsto un corteo diretto nel parcheggio dell’outlet di Vicolungo a una quindicina di chilometri da Novara. 

200 in marcia da casello A16 lungo statale

Circa 200 trattori si sono mossi dal casello autostradale dell’A16 a Candela nel Foggiano e stanno percorrendo in marcia la strada statale 655 in direzione di Foggia occupando solo parte della la carreggiata nord. Non si segnalano al momento grossi disagi per gli automobilisti che transitano lungo la corsia di sorpasso.
“Percorreremo circa sette chilometri lungo la statale fino all’uscita di Ascoli Satriano e poi faremo rientro al presidio – confermano alcuni agricoltori. Percorreremo in tutto una quindicina di chilometri”. Gli agricoltori che stanno partecipando alla marcia arrivano da Candela e da molti comuni dei Monti Dauni. 

 

Presidio fisso agricoltori all’imbocco dell’A1 a Melegnano

 È continuato nella notte e ancora prosegue a Melegnano, nel Milanese, vicino all’ingresso dell’A1, come presidi sono proseguiti in diverse parti della Lombardia come a Brescia dove, dopo aver sfilato ieri in città, i trattori si sono fermati nel parcheggio del campo da rugby annunciando che resteranno almeno due giorni.

Gli agricoltori che aderiscono al coordinamento “Riscatto Agricolo” chiedono che si arrivi a “un nuovo piano agricolo” ha ribadito Filippo Goglio, fra gli organizzatori del presidio di Melegnano, e a livello europeo. “Non servono più deroghe o proroghe di leggi sbagliate – ha osservato – ma serve un nuovo piano agricolo. Solamente l’unione delle differenze nelle differenze potrà ricostruire la dignità agricola europea”.

“Comprendiamo la scelta di chi manifesta” ha commentato il presidente di Confagricoltura Milano, Lodi, Monza e Brianza Francesco Pacchiarini ma “i problemi si risolvono ai tavoli istituzionali”.
“L’esasperazione degli agricoltori, trasformata in protesta in molte zone del Paese, e ora anche del nostro territorio, affonda le radici negli obiettivi del Green Deal europeo, condivisibili in linea teorica, ma da riformulare completamente all’atto pratico, per trovare un punto di equilibrio tra sostenibilità ambientale ed economica. Comprendiamo le ragioni della protesta e la decisione di chi ha aderito – ha aggiunto -.
Il comparto è unito dall’urgenza di direzionare la sensibilità della politica e della società sulle condizioni di precarietà economica in cui versa, tuttavia, la scelta della nostra organizzazione è stata, come sempre, quella del confronto istituzionale, anche duro e serrato, con il Governo e l’Europa.
Siamo convinti, infatti, che i problemi si risolvano innanzitutto partecipando e portando istanze ai tavoli di trattativa”. 

Sit-in davanti Camera commercio a Foggia

Gli agricoltori di Lucera e dei comuni del subappennino dauno nel Foggiano sono in presidio davanti alla camera di commercio di Foggia, dove questa mattina (come ogni mercoledì) si svolgerà la borsa merci sul grano, avendo appreso in via ufficiosa “che il prezzo del grano subirà un ribasso”. La protesta rientra nell’ambito delle iniziative di mobilitazione a livello nazionale degli agricoltori contro le politiche Ue. Sempre nel Foggiano circa 200 trattori stanno percorrendo in marcia la strada statale 655 in direzione del capoluogo occupando parte della carreggiata nord. “Noi – spiega l’agricoltore Raffaele Miano – chiediamo la tracciabilità del grano e l’inserimento del prodotto nella piattaforma sian (sistema informativo agricolo nazionale) in modo che il grano estero riporti la scritta ‘estero’. Lo si fa anche per altri prodotti e l’importante è farlo per avere una garanzia di sicurezza alimentare. Continueremo con i nostri presidi e non abbiamo alcuna intenzione di mollare fino a quando la comunità europea e le istituzioni italiane non ci daranno risposte certe e sicure”.

Oggi nel Potentino un’assemblea della Cia

 Dopo le manifestazioni dei giorni scorsi, nella fascia jonica, in provincia di Matera, e nell’area industriale di San Nicola di Melfi (Potenza), oggi in Basilicata l’attenzione è proiettata sull’assemblea dei direttivi zonali del Vulture (Melfi, Venosa, Lavello, Montemilone) della Cia.
In particolare – secondo quanto reso noto dall’organizzazione di categoria – con l’assemblea di questa sera “comincia la mobilitazione della Cia-Agricoltori indetta in Basilicata dagli organismi dirigenti. I cortei di trattori che percorrono le strade regionali, italiane ed europee sono il sintomo di un disagio reale”. 

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

By admin

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

//vaikijie.net/4/6884838