Bolzano. Vestita di bianco e con la voce colma di emozione, Olga Karatch ha ritirato oggi, domenica 3 marzo, a Bozlano il premio dedicato all’altoatesino Alexander Langer e assegnato da ventisei anni dalla omonima fondazione a chiunque si distingua per la pace nel mondo. Ieri, presso la Josefsaal della casa Kolping, si è tenuta la cerimonia di premiazione. 

«È un vero onore ricevere questo importante riconoscimento», ha esordito la giornalista e attivista bielorussa, candidata al premio Nobel per la pace, «La filosofia di Alexander Langer è stata tracciata per i cittadini europei perché potessero trasformare un sogno in realtà. Il suo lavoro sarà sempre fonte di ispirazione per il mio attivismo in Bielorussia e ovunque ci siano conflitti», prosegue il discorso, «Prometto che porterò avanti le mie battaglie: la voce dei non violenti deve essere fatta sentire ancora più forte oggi che le guerre sono scoppiate di nuovo e sono intorno a noi».  Attualmente Olga Karatch, vive a Vilnius in esilio, senza la possibilità di tornare in Bielorussia dove è accusata di terrorismo e rischia la pena di morte per essersi opposta al regime di Lukashenko. 

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