“Non vi è dubbio” che quanto accaduto alla manifestazione per l’eccidio di via Acca Larentia “suscita indignazione, è contrario alla nostra cultura acquisita. E l’indignazione è trasversale”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, in audizione alla Commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza.   “Vietare e non osservare è controproducente e meno proficuo”, ha aggiunto Piantedosi, commentando la manifestazione in via Acca Larentia. 

“Concordo pienamente con Rampelli quando dice che FdI è totalmente estranea all’episodio dei saluti romani alla commemorazione delle tre giovanissime vittime dell’attentato di Acca Larenzia. Peraltro, il fatto è stato eclatante e ha avuto molta visibilità, ma il partito davvero non ha alcun ruolo o responsabilità in quello che è successo”. Lo afferma in un colloquio con il Corriere della Sera il presidente del Senato Ignazio La Russa. “Abbiamo sempre detto ai nostri di non partecipare a certe manifestazioni, che vengono inevitabilmente strumentalizzate da chi vuole attaccarci – aggiunge – Non c’entriamo nulla, non c’entra il partito”.

Il Pd intanto ha depositato un ddl  “che rende più efficace l’azione di repressione della apologia di fascismo e dei fenomeni eversivi neofascisti. Se tutto il Parlamento lo sostenesse si farebbe chiarezza sulla legislazione vigente e la rafforzerebbe”. Lo ha scritto su X Andrea De Maria, deputato Pd. 

    “Va detto, storicamente – prosegue il presidente del Senato La Russa riferendosi alle vittime di Acca Larentia – che questi ragazzi, come tanti altri vittime di anni di piombo o di violenza terroristica, non hanno avuto giustizia. Io non vorrei che ci fossero morti di serie A e morti di serie B, che la memoria scomparisse”.

    Sul saluto romano La Russa afferma: “Non aiuta a risolvere la questione, e le polemiche che ogni volta si scatenano, il fatto che ci sia incertezza su come considerare certi gesti in caso di commemorazione di persone defunte. Attendo con interesse la prevista riunione a sezioni riunite della Cassazione proprio su questo punto”.

    Dello stesso argomento La Russa parla anche a Repubblica: “Finora – afferma – ci sono state sentenze contrastanti sul fatto che il saluto romano in occasione di celebrazioni di persone decedute sia reato oppure no. Per alcune sentenze della Cassazione non era reato, per altre invece sì”. Quindi “credo sia importante si faccia chiarezza dal punto di vista giuridico, ce n’è bisogno. Una cosa è l’apologia di fascismo, una cosa è la ricostituzione del partito fascista, un’altra è la commemorazione di deceduti”. 

Salvini: ‘Fascismo e comunismo sconfitti dalla storia’

 “Chi si dichiara fascista o comunista nel 2024 mi fa tenerezza; è stato sconfitto dalla storia. Fortunatamente, il comunismo e il fascismo che hanno portato guerre, morte, fame e miseria, non torneranno. Sono proiettato nel futuro e non nel passato; spero che anche la politica guardi al futuro e che questo dibattito finisca”. Lo ha detto il vicepremier Matteo Salvini a RTL 102.5 in Non Stop News 

Parrini e Orlando (Pd), ‘aspettiamo le parole di Meloni. La Cassazione? Pensavamo bastasse il 25 aprile’

 “Tajani sui saluti romani di via Acca Larentia: “Fi è antifascista. L’apologia di fascismo è vietata dalla legge”. Ma La Russa: “Dubito che ci sia un reato”. Dissonanze non da poco. Dovrebbe parlare Giorgia Meloni. Che però tace: sugli argomenti ostici è cintura nera di mutismo”. Così il senatore del Pd Dario Parrini, vicepresidente della commissione Affari costituzionali. 

 “La Russa attende la Cassazione. Scemi noi che pensavamo fosse stato sufficiente il 25 Aprile del ’45”. Lo scrive sui social il deputato Pd ed ex ministro del Lavoro Andrea Orlando

 “Davvero il presidente del Senato, seconda carica dello Stato, ritiene giustificabile il saluto romano? Ma dove siamo finiti? Dopo il silenzio/assenso di Meloni, La Russa sdogana il saluto fascista. È stato superato ogni limite”. Lo scrive su twitter Alessandro Zan, deputato del Pd

Baldino (M5s), ‘tentano di riscrivere la Storia e i principi antifascisti della Repubblica’

 “L’intervista del Corriere della Sera a Ignazio La Russa ha dei profili raccapriccianti. La seconda carica dello Stato, commentando i fatti di via Acca Larentia, si lascia andare candidamente ad alcune dichiarazioni che dimostrano quale sia la loro vera cultura”, dice Vittoria Baldino, vicecapogruppo M5s a Montecitorio, che in un lungo post su Fb incalza sulle parole del presidente del Senato sull’attesa pronuncia della Cassazione: “In poche parole attendiamo con ansia – dice Baldino – che sia definitivamente sdoganato il saluto romano così si potrà finalmente inneggiare al duce come si deve in questo Paese di ingrati!”. 

“Siamo di fronte ad un chiaro tentativo di riscrittura della storia, della cultura e dei principi antifascisti della nostra Repubblica. Non chiamiamoli fascisti perché per loro non è un insulto, è solo un complimento”, conclude Baldino. 

Paita (Iv), ‘sorpresa dal silenzio di Meloni’

 “Mi ha sorpreso il fatto che tutti siano intervenuti sulla vicenda di Acca Larentia, tranne una persona: Giorgia Meloni. La presidente del Consiglio, che parla di tutto, di pandori e panettoni, non è riuscita a dire una parola netta di condanna dei gravi fatti che sono avvenuti”. Lo afferma la senatrice Raffaella Paita, coordinatrice nazionale di Italia Viva a Sky. “Si tratta di apologia del fascismo, non ci sono dubbi. Porrò la questione al ministro Piantedosi, che sarà in audizione oggi in Commissione Segre”, annuncia Paita. 

De Cristofaro (Avs), ‘La Russa dica se si dissocia’

 “Il presidente del Senato Ignazio La Russa lasci stare cosa dirà la Cassazione sul saluto fascista, ci faccia sapere invece, senza girarci intorno, se si dissocia o no dalla parata inequivocabilmente fascista di Acca Larentia’. Lo scrive su Fb il capogruppo dell’Alleanza Verdi e Sinistra Peppe De Cristofaro, presidente del gruppo Misto di Palazzo Madama.

Dire che Fratelli d’Italia non c’entra ma, aggiungere di ‘attendere con interesse’ le decisioni della Cassazione, riflette De Cristofaro, “suona come il solito cerchiobottismo della destra italiana, sempre incapace di chiudere definitivamente col fascismo. La seconda carica della Repubblica nata dalla Resistenza deve andare oltre le frasi di circostanza che non levano e non mettono”. 

“Qualcosa che non sia né il silenzio raccapricciante della Meloni né il balbettio di chi prende tiepidamente le distanze senza mai recidere davvero il cordone ombelicale con quelle centinaia di braccia tese che hanno riportato indietro l’Italia di un secolo. Coprendo il paese di vergogna. La curiosità è un fatto personale, se la tenga per sé, mi interessa il suo giudizio politico. È esattamente questo che chiedo al Presidente del Senato di cui faccio parte. Il Presidente La Russa deve pronunciare parole chiare di condanna”, conclude l’esponente di Avs. 

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