L’amministratore delegato di Rai Cinema ha anticipato i titoli prodotti dall’azienda che vedremo prossimamente nelle sale. E ha anche lanciato alcuni campanelli di allarme sull’attuale situazione dell’industria cinematografica e audiovisiva.

Come già lo scorso anno, il Torino Film Festival è stato scelto da Rai Cinema come momento durante il quale presentare agli addetti ai lavori il suo nuovo listino, e di presentare alcune considerazioni sullo stato dell’industria audiovisiva nel nostro paese e sul futuro dell’azienda da parte del suo amministratore delegato, Paolo Del Brocco.
Riguardo la proposta di film Rai Cinema / 01 Distribution per i prossimi mesi, Del Brocco ha sottolineato che la diversificazione rimane il marchio di fabbrica dell’azienda, ulteriormente sottolineata dalla responsabilità che si sente nel trovare nuove strade per far crescere e amare il nostro cinema.
Il film di Natale di Rai Cinema, come noto è il Ferrari di Michael Mann presentato in prima mondiale  a Venezia, che arriverà al cinema il 14 dicembre.

Quattro saranno i film Rai Cinema /01 Distribution che vedremo prossimamente diretti da grandi e riconosciuti autori del nostro cinema: il 14 febbraio uscirà Finalmente l’alba di Saverio Costanzo (anche questo presentato a Venezia), mentre il 7 marzo sarà la volta di Un altro ferragosto, vero e proprio sequel di Ferie d’agosto, che ci riporterà a trent’anni di distanza a contatto con le due inconciliabili famiglie dei Mazzalupi e dei Molino, ovviamente con la regia di Paolo Virzì, qui tornato a collaborare col suo storico sceneggiatore, Francesco Bruni.
Gabriele Salvatores ha sviluppato un soggetto firmato da Federico Fellini e Tullio Pinelli, che racconta la storia di due ragazzini nella Napoli del dopoguerra che sbarcano a New York, nel suo nuovo Napoli New York, mentre Gabriele Muccino mescolerà azione e sentimenti in un film dal titolo Here Now.

Se è oramai noto e dimostrato che la commedia è uno dei generi più in crisi di questi anni, l’attenzione al pubblico family verrà comunque salvaguardata con film come Succede anche nelle migliori famiglie di Alessandro Siani (che debutterà al cinema o l’ultimo dell’anno o il primo giorno del 2024) e Pare parecchio Parigi di Leonardo Pieraccioni.

Dopo la trilogia di Diabolik (il cui ultimo capitolo è in uscita in questi giorni), i Manetti Bros. torneranno nelle sale con un film dal titolo U.S. Palmese, storia di una piccola e sgangherata squadra di calcio calabrese nel quali si mescoleranno riflessioni sullo sport, sentimenti e attenzione al mondo giovanile.

I film con i quali Rai Cinema /01 Distribution cercheranno di raggiungere i multisala sono Emma e il giaguaro nero, nuovo film “animalista” del Gilles De Maistre di Mia e il leone bianco e Il lupo e il leone previsto per il 22 febbraio; il nuovo action con Jason Statham The Beekeeper che debutterà l’11 gennaio; Ballerina, atteso spin off della saga di John Wick con Ana de Armas nel quale vedremo comunque anche Keanu Reeves.

Cinque co-produzioni internazionali, quattro delle quali girate in una lingua che non è l’italiano, sono citate da Paolo Del Brocco come esempio della ricerca espressiva portata avanti da Rai Cinema: sono Another end di Piero Messina, con Gael García Bernal, Renate Reinsve e Bérénice Bejo, “una storia intensa, ambientata in futuro distopico, sul tema della morte e della memoria”; il nuovo film di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza, Iddu, con un cast di grande livello, che parla della storia di Matteo Messina Denaro, scritta prima della cattura del boss; Il diluvio di Gianluca Jodice, che dopo il suo Il cattivo poeta su D’Annunzio affroronta ultimi giorni di vita di Luigi XVI e Maria Antonietta; e The Return di Uberto Pasolini, storia sul ritorno di Ulisse a Itaca che vede Ralph Fiennes e Juliette Binoche accanto a Claudio Santamaria e Angela Molina.
Il listino Rai Cinema / 01 Distribution anche il nuovo film di Luca Barbareschi, The Penitent, scritto da David Mamet e presentato a Venezia, e i nuovi film di giovani autori come Simone Godano (il film è Sei fratelli, commedia corale che con toni leggeri esplora le tensioni familiari di sei fratelli nati dallo stesso padre e da madri diverse) e Leonardo D’Agostini, che dopo Il Campione torna a lavorare con Andrea Carpenzano, affiancato questa volta da Laetitia Casta, in Una storia nera, che affronta il tema della violenza domestica.

Ancora in produzione sono poi:  
Campo di battaglia di Gianni Amelio, che attraverso gli anni terribili della Grande guerra ci parla con forza del presente; Eterno visionario di Michele Placido, un racconto appassionato e inedito su Luigi Pirandello e sugli aspetti della sua vita meno conosciuti; L’orto americano di un Pupi Avati che torna al gotico; Prima la vita di Francesca Comencini, una storia appassionata, tenera e a volte conflittuale sul rapporto con suo padre; The Opera! di Davide Livermore e Paolo Gep Cucco, un musical di respiro internazionale sul mito di Orfeo ed Euridice rivisitato in chiave moderna, girato dal direttore artistico di fama internazionale e con la partecipazione produttiva di Dolce e Gabbana; Ho visto un re di Giorgia Farina che ripercorre un curioso ritratto di una comunità di provincia durante la seconda guerra mondiale; Il canto delle meduse, di Paolo Taviani, ambientato a Roma nel periodo del lockdown; La vita accanto, di Marco Tullio Giordana, tratto dal romanzo omonimo di Mariapia Veladiano, scritto insieme a Marco Bellocchio; Nonostante, di Valerio Mastandrea; Facciamo tutti centro  di Paola Randi; La casa degli sguardi, l’esordio alla regia di Luca Zingaretti, con un coming of age di un giovane poeta che entra in contatto con le vite difficili degli ospiti e degli operatori di un ospedale pediatrico.
Sono inoltre in lavorazione altre opere prime, tra le quali: Gloria! di Margherita Vicario, un film ambientato in un ‘700 rivisitato in chiave pop; Quasi a casa di Carolina Pavone; Sulla terra leggeri di Sara Fgaier.

Terminata la presentazione del listino e delle anticipazioni, Paolo Del Brocco è passato a parlare della situazione attuale dell’industria cinematografica e audiovisiva, lanciando anche dei chiari segnali di allarme.
“Negli ultimi anni, dalla pandemia in avanti, abbiamo assistito a un forte sviluppo audiovisivo in termini produttivi”, ha detto Del Brocco, che ha sottolineato come in questo periodo Rai Cinema abbia svolto funzione di sostegno all’industria e di volano economico e industriale. “Però, come sappiamo, negli ultimi mesi il contesto è cambiato”, ha proseguito. “C’è una chiara difficoltà di assorbimento di questo surplus di produzione da parte delle sale, c’è un aumento del 40% dei costi produttivi, e c’è anche un ridotto assorbimento della produzione da parte delle piattaforme e delle pay tv”.
Quest’ultimo punto – il mancato acquisto dei primi diritti di sfruttamento per pay tv e svod al termine della finestra di 105 giorni dall’uscita in sala – è, per Del Brocco, fonte di grande preoccupazione. “In questa situazione diventa più difficile distribuire, perché diventa più complesso coprire i costi di distribuzione, e in generale guadagnare con la produzione”. Questo, sostiene Del Brocco, può portare a un brusco passaggio da un eccesso di produzione come quello attuale a un eccesso nella contrazione della produzione stessa, che andrebbe a colpire soprattutto i produttori più piccoli, indipendenti e creativi.  E c’è anche il problema della “visibilità azzerata” per buona parte del cinema italiano attualmente prodotto, e quindi un problema non solo economico ma anche culturale. Soluzioni, Del Brocco non ne ha e non ne azzarda, ma sottolinea come in Francia si sia trovato un accordo tra le parti per evitare che tutto il settore venisse penalizzato, sollecinando una riflessione collettiva per evitare che, invece, sia penalizzata l’industria italiana.
Inoltre, Paolo Del Brocco ha anche sottolineato come, al calo delle risorse economiche, è inevitabile un calo dell’investimento produttivo, e parlando della Rai ha sottolineato la necessità di un ragionamento sui “famosi 110 milioni di euro che derivano dal canone Rai che però vengono dirottati altrove e alla Rai non arrivano”, evidenziando anche come il canone attuale corrisponde alla cifra di 5,8 euro al mese, ben più bassa di quelle di abbonamento a una qualsiasi piattaforma streaming.
Quanto alla questione dei biglietti, e nella consapevolezza che è fondamentale incrementare il numero degli stessi staccati nel nostro paese, Del Brocco ha detto che “serve un cinema di narrazione che coinvolga le persone, anche attravero l’inserimento di temi sociali. La gente al cinema si vuole emozionare, il film autoriale asettico non lo guarda più nessuno. Noi cerchiamo grandi storie, dobbiamo realizzare film con storie ben raccontate e una buona qualità realizzativa, anche per aiutare il pubblico a riprendere l’abitudine di farsi raccontare storie”. Ma, avverte, come Rai Cinema è “impossibile pensare a una valutazione che pensi solo agli incassi, rimanendo fondamentale anche la qualità del prodotto”.

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