C’è un prima, carico di gloria e di imprese agonistiche, nella storia di O.J. Simpson, il campione maledetto di un football violento e senza sconti che ormai non esiste più. Delle sue vicende delittuose, delle sue imperdonabili azioni, si sa tutto. Ma c’è stato un tempo, ormai lontano, dove un giocatore afroamericano rompeva record impensabili con il pallone sotto il braccio, attraversando le linee avversarie senza esitazioni, con coraggio e un talento unico, muovendo le gambe e le anche per sbilanciare i difensori che gli davano la caccia come una preda da non mancare. Senza riuscire a prenderlo e neppure ad arginarlo.

O.J. Simpson è stato un campione assoluto del football americano in un’epoca in cui proprio non si andava per il sottile e ogni colpo era consentito. Niente a che vedere con le regole attuali che cercano, giustamente, di mitigare la pesantezza di una disciplina dove forza, coraggio e strategia costituiscono un mix unico nello sport.

Nel giorno della sua scomparsa molti, rammentando la sua vita dopo la carriera, chiedono che il busto di “The Juice” sia rimosso dalla Hall of Fame, la casa della gloria degli atleti del football.

Ma proprio la pagina ufficiale di quella istituzione sportiva ricorda Simpson per le sue gesta sportive e fa capire che non darà seguito a quelle richieste che in queste ore riempiono le pagine dei commenti via web: “O.J. Simpson è stato il primo giocatore a raggiungere un traguardo che molti pensavano non potesse essere raggiunto in una stagione di sole 14 partite quando ha superato le 2.000 yard”, ha affermato Jim Porter, presidente della Pro Football Hall of Fame.

“I suoi contributi sportivi sul campo saranno conservati negli archivi della Hall a Canton, Ohio”, ha scritto sulla pagina ufficiale della Hall of Fame.

LA STORIA/Quel pallone con la sua firma

Accadde 51 anni fa. Era una gelida giornata il 16 dicembre del 1973, a New York ma non per gli spettatori del football accorsi in massa allo Shea Stadium per vedere quel ragazzo con la magia nella sua corsa irrefrenabile.

Quella sera O.J. superò le duemila yard di corsa, 2003 per la precisione, un primato assoluto nella stagione regolare della National football league.

Il running back dei Buffalo Bills toccò il punto più alto della sua carriera e passò in secondo piano anche il risultato che comunque fu una vittoria del suo team sui New York Jets per 9-5.

Simpson passerà quasi tutta la sua carriera con i Bills, non un team di primo piano all’epoca, e otterrà numerosi riconoscimenti personali senza però mai vincere un Super Bowl.

In seguito il muro delle duemila yard verrà superato da altri running back ma nessuno ci riuscirà in sole 14 partite come, invece, fece il numero 32 dei Bills. Ed è racchiusa in questi due numeri: 2000 e 14 la grandezza della sua impresa agonistica. Qualità uniche nel campo, forse l’unico luogo dove i suoi demoni non riuscivano a precipitarlo negli abissi della sua esistenza.

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