Su TikTok potrebbe presto accadere quanto successo anche in Italia nei mesi scorsi su Instagram: ritrovarsi senza musica. Se entro oggi non verrà trovato un nuovo accordo di licenza, infatti, la Universal Music Group ritirerà tutte le canzoni presenti nel suo catalogo dalla piattaforma, cosa che inciderà anche sui video già pubblicati che diventerebbero “muti”

In una lettera aperta indirizzata alla comunità di artisti e cantautori, intitolata “Perché è necessario chiamare un Time Out con TikTok”, la Universal Music Group ha accusato TikTok, società di proprietà della cinese ByteDance, di volerla costringere a stipulare un accordo “di valore inferiore a quello precedente”, “molto inferiore al giusto valore di mercato” e che “non rifletteva la loro crescita esponenziale”.

Le discussioni sul rinnovo si sarebbero focalizzate anche su altre tre questioni cruciali: un compenso adeguato per gli artisti e cantautori, la protezione degli artisti dagli effetti dannosi dell’intelligenza artificiale e la sicurezza online per gli utenti di TikTok.

Per quanto riguarda la questione del compenso degli artisti e dei cantautori, TikTok avrebbe proposto alla UMG di pagarli in base a una tariffa che “è una frazione della tariffa pagata dalle principali piattaforme social situate in modo simile”.

“Oggi, a dimostrazione di quanto poco TikTok compensi artisti e cantautori, nonostante la sua base di utenti massiccia e in crescita, le entrate pubblicitarie in rapido aumento e la crescente dipendenza dai contenuti musicali, TikTok rappresenta solo circa l’1% delle nostre entrate totali”

Per quanto riguarda l’intelligenza artificiale, secondo UMG, TikTok starebbe permettendo che la piattaforma venga “inondata di registrazioni generate dall’intelligenza artificiale”, oltre a sviluppare strumenti per abilitare, promuovere e incoraggiare la creazione di musica basata su AI sulla piattaforma stessa, e quindi “richiedendo un diritto contrattuale che consentirebbe a questo contenuto di diluirsi in modo massiccio”.

Inoltre, prosegue la nota, TikTok farebbe pochi sforzi per gestire le grandi quantità di contenuti sulla sua piattaforma “che violano la musica dei nostri artisti” e non ha offerto soluzioni significative alla crescente ondata di problemi di adiacenza dei contenuti, di incitamento all’odio, bigottismo, bullismo e molestie sulla piattaforma.

“Quando abbiamo proposto a TikTok di adottare misure simili a quelle degli altri nostri partner della piattaforma per cercare di affrontare questi problemi, ha risposto prima con indifferenza e poi con intimidazione”.

UMG ha affermato che il suo accordo con TikTok, che ha definito “una piattaforma sempre più influente con una tecnologia potente e un’enorme base di utenti in tutto il mondo”, scadrà il 31 gennaio. “Le società non hanno concordato i termini per un nuovo accordo e alla scadenza dell’accordo attuale, Universal Music Group, incluso Universal Music Publishing Group, cesserà di concedere in licenza i contenuti ai servizi TikTok e TikTok Music”.

Tra gli artisti della Universal Music Group ci sono Taylor Swift, Bad Bunny, Sting, The Weeknd, Alicia Keys, SZA, Steve Lacy, Drake, Billie Eilish, Kendrick Lamar, Rosalía, Harry Styles, Ariana Grande, Justin Bieber, Adele, U2, Elton John, J Balvin, Brandi Carlile, Coldplay, Pearl Jam, Bob Dylan e Post Malone.

TikTok, ovviamente, fa molto affidamento sugli accordi di licenza con le etichette discografiche in quanto la musica è una delle componenti fondamentali dei contenuti che vengono pubblicati sulla piattaforma. La società ha comunque prontamente risposto al comunicato della Universal Music Group:

“È triste e deludente vedere che la Universal Music Group abbia messo la propria avidità al di sopra degli interessi dei propri artisti e cantautori. Nonostante la “falsa narrativa! e la retorica della Universal, allo stato di fatto hanno scelto di abbandonare il potente supporto di una piattaforma con oltre un miliardo di utenti che funge da veicolo promozionale e di scoperta gratuito per i loro talenti”

Il precedente accordo tra le due società risale al 2021. All’epoca, questo accordo fu annunciato con un comunicato che lo definiva come “un compenso equo per gli artisti e i cantautori discografici” che “espandeva e migliorava in modo significativo le relazioni esistenti tra le aziende, promuovendo lo sviluppo di nuove esperienze innovative”. Evidentemente, ora tutto è cambiato.

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