La resistenza ucraina è in affanno di fronte alla nuova offensiva russa nel nord di Kharkiv, dove le truppe di Mosca guadagnano terreno attaccando senza sosta lungo tutta la frontiera. Ad ammetterlo sono le stesse forze di Kiev: “La situazione si è sostanzialmente aggravata”, ha affermato il comandante delle forze armate Alexander Syrsky, “ma la difesa sta mantenendo le posizioni”.

 

Di tutt’altro parere è il ministero della Difesa russo che rivendica la conquista di altri quattro villaggi ucraini – Gatische, Krasnoye, Morokhovets e Oleinkovo – dopo quelli dei giorni scorsi. In risposta, le forze ucraine hanno martellato senza sosta la regione russa di Belgorod, dove secondo le autorità di Mosca frammenti di un missile ucraino “fornito dalla Nato” si sono abbattuti su un palazzo di 10 piani nell’omonimo capoluogo provocandone il crollo, con almeno 9 morti e 20 feriti tra cui due bambini.

“Continuano le battaglie difensive, feroci battaglie su gran parte della nostra fascia di confine” nel Kharkiv, ha spiegato Volodymyr Zelensky secondo cui “alcuni villaggi sono passati da una ‘zona grigia’ a una zona di guerra” e “gli occupanti stanno tentando di prendere il controllo di alcuni di essi mentre ne utilizzano altri per avanzare”.

Parole giunte al termine di una giornata in cui si sono moltiplicate sui media notizie preoccupanti, come quella secondo cui un’unità della Guardia nazionale ucraina si è vista costretta ad abbandonare alcune posizioni di difesa. “Alla periferia di Vovchansk la situazione è estremamente difficile: la città è costantemente sotto il fuoco russo e i nostri militari contrattaccano aiutando i residenti locali”, ha sottolineato Zelensky.

Proseguono infatti le evacuazioni dei civili – almeno 4.000 dall’inizio della nuova offensiva – ma lo scenario, definito “complesso” dagli analisti, sembra al momento escludere un affondo russo sulla città di Kharkiv: secondo il think tank statunitense Isw le operazioni degli invasori restano relativamente limitate lungo il confine, e nonostante i progressi “tatticamente significativi” in aree “probabilmente meno difese dagli ucraini”, le forze russe non stanno portando avanti un’operazione su larga scala per accerchiare o conquistare il capoluogo, dove intanto continuano ad abbattersi i raid aerei di Mosca.

 

 

E non è solo a Kharkiv che si concentrano le battaglie: nell’ultima giornata l’esercito del Cremlino ha attaccato su tutta la linea del fronte, ha sottolineato lo stato maggiore di Kiev, con il Donetsk che si conferma uno dei punti più caldi dello scontro.

Mentre il governo di Zelensky continua a chiedere rapide consegne delle forniture di armi occidentali, i partner osservano con preoccupazione gli ultimi sviluppi sul terreno, gli ennesimi a sfavore di Kiev. “E’ un momento estremamente pericoloso” per l’Ucraina, secondo il ministro degli Esteri britannico, David Cameron. “Non sottovaluterei ma nemmeno drammatizzerei la situazione”, ha invece affermato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, secondo cui “bisogna seguire con la massima attenzione le mosse di Mosca. Ma non ci sono pericoli di attacchi alla Nato, lo escludo”.

Con l’esercito in difficoltà sul fronte, la rappresaglia di Kiev prova ad avere successo oltre il confine abbattendosi sugli impianti industriali e petroliferi in Russia: l’intelligence militare ucraina ha rivendicato di aver attaccato con droni una raffineria di petrolio a Volgograd, un deposito petrolifero nella regione di Kaluga e lo stabilimento metallurgico Novolipetsk nel Lipetsk.

Ma è nella regione di Belgorod che sono risuonate tutto il giorno le sirene dell’allarme aereo. Il distretto e l’omonimo capoluogo “sono stati sottoposti a massicci bombardamenti da parte delle forze armate ucraine”, ha affermato il governatore Vyacheslav Gladkov. E negli attacchi “frammenti di uno dei missili Tochka U abbattuti hanno colpito un palazzo residenziale” riducendolo in macerie.

“Il brutale attacco terroristico di oggi da parte del regime di Kiev contro i quartieri pacifici di Belgorod ha causato decine di vittime, ed è stato effettuato con l’uso di armi fornite dai Paesi della Nato”, ha accusato la missione russa all’Osce chiedendo la condanna internazionale del raid, sul quale nessun commento è giunto dalle autorità di Kiev.

“L’attacco terroristico a Belgorod è un altro anello sanguinoso nella catena dei crimini del regime di Kiev”, ha tuonato la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova secondo cui i” bombardamenti mirati su civili sono diventati la firma del gruppo criminale di Zelensky, sostenuto da sponsor occidentali”.

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