Quale sviluppo possiamo ancora permetterci? Per la sua sesta edizione, dal 5 al 9 ottobre, Milano Digital Week continua a mettere al centro il tema del progresso che si confronta con i limiti, senza cambiare la traiettoria di indagine e riflessione stabilita un anno fa.

Semmai, la richiesta, ai numerosi soggetti che hanno risposto all’appello progettuale lanciato la scorsa primavera, era di fare di più, di provare a dare “soluzioni, pezzi di visione” come raccontato all’evento di lancio dell’iniziativa (qui il programma) presso il Museo Nazionale della scienza e della tecnologia Leonardo Da Vinci di Milano. Il pubblico potrà cercare le risposte in un palinsesto che annovera oltre 350 eventi, tra quelli provenienti dalla call, quelli gestiti direttamente dal Comune, dalla curatela e dall’ecosistema dei partner.

Sette poli tematici sono stati pensati per incanalare una discussione estremamente ampia, che tocca lavoro e formazione, ambiente, salute, economia circolare, servizi al cittadino, progetti e idee per la città, nuove forme d’arte. In questo scenario dove si riassestano e trasformano i modi in cui il cittadino utilizza i servizi, i beni e usufruisce degli spazi collettivi e delle esperienze sociali e culturali, il digitale è quell’elemento che rende possibili numerosi cambiamenti virtuosi ma non solo. E anche in quest’ottica, i “cinque giorni di dialogo collettivo” vogliono spingere il pubblico a maturare consapevolezze, anche sui costi che innovazione e tecnologia presentano sotto diversi aspetti.

L’impatto energetico della rete è al centro dell’anteprima che vede ospite il documentarista Guillaume Pitron, autore di “Inferno digitale”, il 3 ottobre alla Fondazione Feltrinelli; l’accademico Giorgio De Michelis e il senatore e imprenditore Stefano Quintarelli, si confrontano sulla corsa ai materiali rari e sulle ricadute geopolitiche del fenomeno (5 ottobre, Cariplo Factory); il costo del cloud è al centro di un incontro moderato da Andrea Daniele Signorelli (6 ottobre, Politecnico di Milano), nell’ambito di un laboratorio organizzato dal Politecnico di Milano (intervengono i docenti Ingrid Paoletti e Francesco Bruschi). E poi ancora, cambiamento climatico e sviluppo sostenibile come opportunità di mitigazione, adattamento e ricerca di nuove vie all’energia, al centro del confronto tra il direttore di Fondazione Eni Enrico Mattei Alessandro Lanza e Federico Ferrazza, direttore di Wired (che è partner culturale della manifestazione, ndr). Di decarbonizzazione, digitalizzazione e mobilità si parla con Renato Mazzoncini, amministratore delegato di A2A: è una delle quattro lectio magistralis che vedranno ospiti anche il saggista Benjamin Labatut; Jacques Attalì, economista già consigliere di Mitterand e Sarkozy (con un contributo); Donald Norman, esperto internazionale di scienze cognitive.

By admin

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

//deenoacepok.com/4/6884838