Qualcosa non va con il portoghese: dopo il grande gol contro la Roma, manca la voglia di fare male sotto porta. Il commento di Pioli sul colpo di tacco: “In quella situazione avrei spaccato la porta”

Luca Bianchin

Buona la panna montata ma a digiuno, dopo un po’, stufa. Rafa Leao ieri sera – e allargando un po’, in questo periodo – è stato un creativo alla ricerca del colpo a effetto, un fenomenale performer con pallone. Il problema è che il Milan oggi, domani, sempre, ha bisogno di altro. La scena madre – tutto in 20 secondi, come sui social – è l’azione del primo tempo. Minuto 34, Theo in ripartenza gioca di prima per Leao che salta un avversario, fa il bis, stringe in area e… prova la giocata di tacco, mancando il pallone. Una delle migliori occasioni sprecata così. Il commento di Stefano Pioli, più coi tacchetti che col tacco, è questo: “Credo che Rafa piaccia anche agli amanti del calcio perché tenta cose non normali per altri, colpi a effetto che a lui riescono. Io però sono un difensore e in quella situazione avrei spaccato la porta”. Il calcio, ad alto livello, è questo: chi non vuole vincere abbastanza, perde (o se va bene pareggia). 

San Siro scontento

—  

Il momento di Leao è particolare. Rafa ad agosto è sembrato più forte che mai: in gran forma, impressionante per come salta sempre il primo uomo. Qualcosa però non va. Il gran gol segnato contro la Roma è da poster, il suo derby molto meno: un gol in mezzo a tanto camminare, nascosto tra le righe della partita. Quella sera tutto il Milan è sprofondato, ma Rafa certo non lo ha aiutato a risalire. Ieri sera, ha fatto il bis. Leao è stato pericoloso con un colpo di testa finito sulla parte alta della traversa e quel movimento a Pioli sarà piaciuto: ha attaccato la porta come si deve. Rafa però nel suo martedì ha anche rischiato di concedere un rigore appoggiandosi su Longstaff e soprattutto ha indugiato nel suo ciondolare annoiato. Non per caso, lo stadio, quando Leao ha tentato un’altra acrobazia, ha rumoreggiato, con un fastidio di fondo. Il suo talento merita molta più voglia di fare gol. 

Venticinque tiri

—  

Il problema ieri si è sentito più del solito perché al Milan è mancato giusto un gol. Altro, probabilmente, non sarebbe servito. Giroud è stato fermato da Pope, ha girato un cross sull’esterno della rete e chiuso un contropiede con tiro centrale. “Abbiamo avuto tante occasioni, ma l’efficacia è molto importante – ha detto Olivier alla fine della partita -. Abbiamo dato tutto, mancano la finalizzazione e un po’ di fortuna”. Gli altri esterni? Pulisic è entrato maluccio, Chukwueze ha provato molto e poco combinato. Nel complesso, la diagnosi è facile: allergia al gol. Il Milan ha calciato 25 volte, il massimo dal 2005, ma non ha segnato. Chiaro che il caso ha avuto un ruolo, che Pope è stato bravo su Theo, ma ci sono anche responsabilità individuali. 

Avanti i nuovi

—  

Il Milan per la prima volta in stagione non ha segnato e può pesare molto, in un girone così. La coppia Furlani-Moncada in estate ha preso Pulisic e Chukwueze, Okafor e alla fine Jovic: tre su quattro non hanno ancora inciso e qualche dubbio sulle scelte resta. Le occasioni ci saranno presto per tutti. Sabato pomeriggio a San Siro arriva il Verona che ha, assieme a diverse altre squadre, la terza difesa della A. Giroud potrebbe riposare per la prima volta ed è probabile che Pioli, prima di prendere una decisione su Leao, voglia guardarlo negli occhi. Da allenatore, o quasi da padre.



By admin

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

//doostozoa.net/4/6884838