Gli articoli di stampa, web radio e tv che si sono occupati di femminicidio nell’ultimo anno sono stati oltre 24mila ma l’attenzione dei media sul fenomeno ha un andamento molto “altalenante” o “intermittente” come ha fatto notare il Capo dello Stato Mattarella. Il ritmo delle pubblicazioni segue necessariamente quello della cronaca del dibattito politico, ma “ci sono mesi, magari quelli privi di femminicidi, in cui l’attenzione dei media cala, quando invece l’attenzione dovrebbe restare altissima”, dice una ricerca condotta dagli analisti di Volocom, società informatica specializzata in Media Monitoring.

Volocom ha infatti analizzato il “racconto” che i media fanno del drammatico fenomeno che nell’anno in corso ha assistito all’aumento del numero delle vittime a 105. Tra picchi di attenzione nel lasso di tempo analizzato (novembre 2022-novembre 2023) si parte dal mese dello scorso anno ed in particolare dalla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne con 775 citazioni. Osservando invece il giorno con più alte citazioni, il femminicidio assume carattere “politico” a settembre 2023, quando la Commissione bicamerale d’inchiesta per il contrasto degli omicidi e della violenza di genere partecipa alla mostra del cinema di Venezia (9 settembre). Interviene anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che parla di “una intollerabile barbarie sociale”. Osservando inoltre le uscite di settembre, i restanti articoli vertono principalmente su fatti di cronaca.

Tra le vittime di cui si parla di più, Anna Lisa Fontana – 80/a vittima del 2023, bruciata viva dal compagno dopo una lite – e Vefa Klodiana, uccisa a pistolettate dall’ex marito. Anche sul web il 25 novembre è il giorno in cui si rileva un maggior numero di citazioni, anche se in questo mese di novembre 2023 gli articoli web che trattano il tema del femminicidio lo fanno principalmente in relazione a fatti di cronaca: “protagonista – ricorda Volocom – è ovviamente Giulia Cecchettin il cui caso ha scosso profondamente l’opinione pubblica e convinto la politica a non temporeggiare oltre: Giulia è la 105/a vittima di femminicidio del 2023”. La distribuzione delle fonti in termini percentuali indica poi che a dedicare maggior attenzione al tema sono le edizioni locali dei quotidiani nazionali (61%), seguiti dai quotidiani locali (26%) mentre le fonti nazionali cubano il 10% delle uscite. Infine, troviamo i periodici che, con il 3% delle uscite, sono le fonti che citano in misura minore il femminicidio.

Carta, web, tv e radio: come il femminicidio fa notizia

 Nell’ultimo anno la questione dei femminicidi ha faticato ad assurgere a tema di rilevanza nazionale sulla stampa italiana.
“La distribuzione delle fonti in termini percentuali mostra che a dedicare maggior attenzione al tema dei femminicidi sono le edizioni locali dei quotidiani nazionali (61%), seguiti dai quotidiani locali (26%) mentre le fonti nazionali cubano il 10% delle uscite” dice una ricerca Volocom, società informatica specializzata in Media Monitoring, sull’attenzione dedicata al fenomeno dai media tra il 20 novembre 2022 e il 20 novembre 2023.
Nella classifica si trovano nel fondo della lista i periodici che, con il 3% delle uscite, sono le fonti, afferma Volocom, che citano in misura minore il femminicidio. Quanto al web e alle testate online, Volocom ha rilevato che dal 20 novembre 2022 al 20 novembre 2023 sono stati 71.472 gli articoli in cui il termine ‘femminicidio’ è stato citato almeno una volta.
Per quanto riguarda la Tv, nell’arco di tempo analizzato le trasmissioni in cui è comparsa almeno una citazione per il termine “femminicidio” sono state 15.319 . A mostrare però maggior interesse per il tema sono state le fonti televisive nazionali, le quali cubano più della metà delle citazioni registrate nell’intero palinsesto.
Infine, le trasmissioni radiofoniche: quelle in cui è risultata presente almeno una citazione per il termine ‘femminicidio’ sono state 6.856. Anche in questo caso le fonti che si sono dimostrate più interessate al tema sono le fonti nazionali che, come nel palinsesto televisivo, cubano oltre la metà delle citazioni (65%). 

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