Israele ha le prove che fra i miliziani di Hamas che hanno preso parte alle stragi del 7 ottobre in Israele “vi erano dipendenti dell’Unrwa”, la organizzazione delle Nazioni Unite per i profughi palestinesi a Gaza. Lo ha affermato la radio militare, citando informazioni pervenute allo Shin Bet, il servizio di sicurezza interno israeliano. Israele ha inoltre raccolto prove sul terreno, secondo la emittente, secondo le quali, pur essendo considerata una organizzazione umanitaria, l’Unrwa ha cooperato con Hamas in ”attività terroristiche”. 

In quel contesto l’emittente ha menzionato ”l’apertura di imbocchi all’interno delle sue scuole che erano diretti verso i tunnel militari di Hamas, l’utilizzazione di edifici scolastici per l’immagazzinamento di mezzi da combattimento e testi di insegnamento che esaltano la lotta armata”. Oggi intanto il quotidiano Israel ha-Yom riferisce che la Ong ‘Un-Watch’ ha avuto visione di messaggi interni scambiati su Telegram fra dipendenti dell’Unrwa il 7 ottobre, mentre erano in corso i massacri in Israele. Questi messaggi – secondo la Ong – includono espressioni di gioia e di sostegno alla Jihad. Queste informazioni sono giunte all’indomani della visita in Israele in cui il Segretario di stato Usa Antony Blinken ha sollecitato Israele a sostenere maggiormente gli sforzi umanitari a Gaza, ricorrendo fra l’altro anche alle strutture dell’Unrwa.

Si apre oggi ad Aqaba, nel sud della Giordania, un vertice su Gaza al quale parteciperanno re Abdallah, il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi e il presidente dell’Autorità nazionale palestinese (Anp) Abu Mazen. I tre leader – secondo l’agenzia Petra – discuteranno della guerra e degli sviluppi in Cisgiordania. Il vertice si terrà “come parte degli sforzi giordani per coordinare le posizioni e premere per un cessate il fuoco immediato e la fornitura di aiuti umanitari senza interruzioni”. 

Il ministero della Sanità di Hamas ha annunciato che 23.357 persone sono state uccise nella Striscia di Gaza dall’inizio della guerra. Hamas ha anche riferito di 59.410 feriti. La maggior parte delle vittime, secondo la stessa fonte, “erano donne, adolescenti e bambini”. 

Israele ha annunciato intanto la morte di un altro soldato, ucciso in battaglia nel centro di Gaza. Lo ha detto il portavoce militare secondo cui si tratta del riservista Elkana Newlander (24 anni). Il bilancio dei soldati uccisi in combattimento dall’inizio dell’operazione di terra nella Striscia è ora di 186.

Israele deve evitare ulteriori danni ai civili nella guerra che sta conducendo contro Hamas a Gaza e che ha già provocato troppi morti, oltre 23mila finora.

Nella sua quarta missione a Tel Aviv dal 7 ottobre, il segretario di Stato Usa Antony Blinken è tornato ieri ad incalzare il premier Benyamin Netanyahu pur ribadendo il pieno sostegno a Israele per impedire in futuro un nuovo attacco terroristico dei miliziani palestinesi. Sebbene per gli Usa l’accusa di genocidio mossa contro lo Stato ebraico all’Aja sia “infondata”, il bilancio delle vittime nella Striscia, in particolare di civili e bambini, “è troppo alto”, ha avvertito l’inviato di Joe Biden. Che, partecipando a una riunione del gabinetto di guerra israeliano, ha ottenuto che una delegazione dell’Onu visiti il nord di Gaza per rendersi conto della situazione sul terreno, in particolare umanitaria, e per svolgere “una valutazione” in vista del rientro degli sfollati alle loro case.

Per Blinken, “la guerra a Gaza potrebbe finire domani se Hamas prendesse le decisioni giuste” ma, ha insistito, per “una pace duratura” serve la nascita di uno Stato palestinese, così come chiedono molti Paesi della regione visitati dal capo della diplomazia americana prima della tappa a Tel Aviv. “Il punto di vista espresso da questi Paesi – ha spiegato – è fondamentale per porre fine una volta per tutte a un ciclo di violenza attraverso la realizzazione dei diritti politici palestinesi”. In omaggio alle preoccupazioni Usa per le attività dei coloni, Israele ha fatto coincidere l’arrivo di Blinken con lo sgombero a sorpresa di un insediamento ebraico presso Betlemme, in Cisgiordania, e la demolizione di abitazioni in alcuni avamposti eretti nelle vicinanze della colonia Pney Kedem, mentre il ministero degli Esteri ha negato che ci sia un piano per trasferire la popolazione di Gaza in Africa: “Non siamo impegnati nell’esame della fattibilità” di questo dossier, ha assicurato il portavoce. Il ministro della destra radicale Itamar Ben Gvir – tra i sostenitori dell’uscita dei palestinesi dalla Striscia e del ritorno dei coloni – ha però avvertito il segretario di Stato che “non è tempo di parlare dolcemente con Hamas” ma “di usare un grosso bastone”. 

Video Manifestazione a Tel Aviv perche’ gli Stati Uniti mantengano il loro sostegno

 

Gallant: ‘Le operazioni a Khan Yunis si intensificheranno. Fondamentale aumentare la pressione sull’Iran’
Le operazioni a Khan Yunis, nel sud di Gaza, “si intensificheranno e continueranno fino a quando i capi di Hamas saranno raggiunti e gli ostaggi recuperati”. Lo ha detto il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant a Blinken. “I cambiamenti nelle tattiche di combattimento nella zona nord della Striscia – ha aggiunto Gallant – permetteranno a Israele di raggiungere i suoi obiettivi nella guerra”.

“Un aumento della pressione sull’Iran è fondamentale e potrebbe impedire un’escalation regionale in ulteriori aree”, ha detto ancora Gallant a Blinken. Gallant ha anche definito “prioritario il ritorno al nord del Paese degli sfollati israeliani” costretti a fuggire dalle azioni degli Hezbollah libanesi. “Israele – ha confermato – preferisce ottenere questo obiettivo con la via diplomatica, ma sta preparando anche alternative militari”.

 

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