Il governo di Haiti ha dichiarato lo stato d’emergenza e ha imposto il coprifuoco per almeno 72 ore nella capitale Port-Au-Prince e in tutto l’ovest del Paese, dopo gli assalti a due penitenziari da parte delle gang che hanno consentito l’evasione di quasi 4mila detenuti. Il coprifuoco, in vigore dalle 18 alle 5 del mattino, dovrà permettere di ripristinare d’ordine si legge in una nota del premier facente funzioni Patrick Michel Boivert, che regge l’esecutivo in assenza di Ariel Henry.

Almeno una decina di persone sono morte durante l’evasione di massa scatenata dall’assalto di una gang alla più grande prigione della capitale. Solo un centinaio dei circa 3.800 detenuti del penitenziario erano ancora all’interno della struttura dopo l’assalto avvenuto sabato notte. Anche un altro penitenziario, il Croix des Bouquets con 1400 detenuti, è stato attaccato con centinaia di prigionieri fuggiti.

E’ da giovedì scorso, quando il premier Henry è partito per il Kenya per negoziare l’invio nell’isola caraibica di una forza multinazionale guidata da militari keniani, che le bande criminali imperversano nella capitale caraibica, di cui controllano l’80% del territorio anche con posti di blocco.

Il capo delle gang Jimmy Chèrizier, soprannominato “Barbecue”, ha lanciato un’azione coordinata per cacciare il premier che guida il Paese dall’assassinio nel 2021 del presidente Jovenel Moise, mai rimpiazzato. Molti dei detenuti evasi erano membri di gang arrestati proprio in relazione all’assassinio di Moise. Tra i pochi detenuti a non evadere sono stati 18 ex soldati colombiani arrestati nel 2021 con l’accusa di essere mercenari che hanno raccontato di massacri indiscriminati nelle celle.

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