“Il cinema dei fratelli Taviani è stato per me fondativo e seminativo di un certo modo di guardare il racconto cinematografico immergendosi nelle radici popolari e trasformandolo in epica e poesia”. Lo dice all’ANSA Paolo Virzì in Campidoglio alla Sala della Protomoteca, dove si svolge la cerimonia laica per Paolo Taviani. La vedova del regista, Lina Nerli Taviani, insieme ai figli Valentina e Ermanno e ai nipoti, con il sindaco Roberto Gualtieri e l’assessore Miguel Gotor hanno accolto il feretro. Tra gli amici già arrivati per rendere omaggio al cineasta anche Pupi Avati, Laura Morante, Lello Arena, Mario Martone.

“C’e in particolare un film, La notte di San Lorenzo che io e la mia famiglia – aggiunge Virzì – guardavamo religiosamente perché raccontava la nostra storia in un modo tenero e struggente. Paolo era una persona dolcissima e generosa, un grande amico che mi accolse quando ero giovanissimo, al quale chiesi tanti consigli e che mi diede spesso coraggio. Io gli chiesi anche dov’è che comprasse quei bellissimi cappellini cinesi e lui me ne regalo uno, quello che porto oggi”.

Nella sala, risuonano, in attesa inizi la cerimonia, le note della colonna sonora di Leonora Addio, l’ultimo film di Paolo Taviani. Sul feretro un cuscino di rose rosse e fra le corone quella di Roma Capitale. In fondo, un grande schermo su cui scorrono le foto di Paolo e Vittorio Taviani sui loro set.

   

Gualtieri, per Taviani affetto e gratitudine

“Abbiamo un grande sentimento di affetto e gratitudine per tutto quello che Paolo ha donato insieme a Vittorio”, un “enorme grazie per tutte le emozioni che ci avete fatto vivere con la profondità e l’umanità dei vostri film”. Lo dice il sindaco di Roma Roberto Gualtieri nell’intervento alla cerimonia laica per Paolo Taviani in corso nella Sala della Protomoteca in Campidoglio.
“Cosa abbiano significato per la storia del cinema e la cultura lo stanno scrivendo in tutto il mondo. Io con la mia generazione aspettavo ogni loro film – aggiunge -. Ci siamo formati con quei film, con personaggi capaci di toccarci nel profondo e farci riflettere”. Tra i ricordi che il sindaco ha legato ai loro film “c’è la sera del novembre ’78 quando i miei genitori mi tennero alzato per vedere Padre Padrone, un film che ha segnato un’epoca, la morte sulle lance del fascista Giglioli in La notte di san Lorenzo, la montagna bianca di Kaos”.
Nel cinema “di Paolo e Vittorio c’era lo scarto tra le scelte e la vita delle persone e grandi eventi che ci hanno segnato, il rapporto fra il popolo e una Storia di individui”. Avevano “il dono naturale del racconto, dai grandi autori come Shakespeare e Pirandello al passo lungo del racconto popolare. I loro film non invecchiano, sono classici, universali, accessibili proiettati nel futuro”.
Per l’omaggio al regista sono arrivati anche, fra gli altri, Nanni Moretti che si è seduto commosso in fondo alla sala, Jasmine Trinca, Laura Morante, Angelo Barbagallo, Roberto Andò, Lello Arena, Mario Martone, Pupi Avati. Tra gli interventi quelli del presidente della Regione toscana Giani, Marco Bellocchio, il montatore Roberto Perpignani, la produttice Donatella Palermo, Claudio Bigagli, i nipoti Sebastiano e Emilia. 

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