Sappiamo ormai di per certo che alcune delle novità più importanti di iOS 18 saranno basate sull’intelligenza artificiale. Lo stesso Tim Cook lo ha confermato e, ormai, non è più una questione di se, ma di cosa. Cosa sarà in grado di fare Apple con l’intelligenza artificiale, insieme all’enorme potenza di calcolo dei suoi chip?

Tra i vari aspetti che verranno migliorati grazie all’IA generativa, ci si aspetta novità per Safari, Apple Music, Salute, Messaggi, le app della suite iWork (Numbers, Pages e Keynote) e, ovviamente, Siri. L’assistente vocale della mela potrebbe infatti essere al centro di una vera e propria rivoluzione, acquisendo la capacità di rispondere a richieste complesse e interagire in modo più naturale con l’utente.

L’aspetto forse più interessante di tutto questo è che il tutto potrebbe avvenire in locale, senza la necessità di connessione internet: è infatti possibile che Apple adotterà un approccio ibrido, rivolgerà a terzi (si parla di Google, OpenAI o Anthropic) per alcuni task che necessitano un’elaborazione in cloud, ma gestirà autonomamente in locale tutto il resto.

Questa ipotesi, già ampiamente circolata nei giorni scorsi, è stata recente confermata anche da Mark Gurman, famoso giornalista di Bloomberg esperto di Apple, che nella sezione Q&A della sua newsletter Power On, ha specificato che non è previsto alcun processo di elaborazione in cloud nel large language model di Apple.

A questo punto, la domanda che noi utenti italiani dovremmo farci è: quando vedremo tutto questo? E non è scontato rispondere. Anche se è vero che ormai quasi tutte le IA generative funzionano senza problemi anche con la nostra lingua, non è detto che Apple investirà sin da subito per supportare anche l’italiano, che rimane una lingua minore per il business dell’azienda.

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