LANA/EGNA. Non c’è – anzi, non c’era – solo la Brennero e Verona, il grande asse di collegamento nord-sud sui primi binari del nuovo secolo che guardava già oltre se stesso, per immaginare il Novecento. Non c’era in quella geografia delle strade ferrate che aveva iniziato a tracciare linee convergenti nell’Alto Adige ancora asburgico ma a cavallo di quello del Regno d’Italia. Che era fitto soprattutto di piccole ferrovie: dalla Trento-Malè e quella del Renon, qualche altro segno tra Ora e Predazzo oppure la Chiusa-Plan. Ma poi c’era la ferrotranvia. Vale a dire la modernità dell’elettrico che già provava a farsi strada tra i fumi delle ciminiere e del carbone, quasi un’estensione dei primi bus che percorrevano le città del Liberty.

Una di queste è la Lana-Postal. Curiosa, d’altra parte: veniva utilizzata da due locomotive elettriche come pure dai tram. Una sorta di metropolitana di superficie ante litteram. Le due locomotive sono sopravvissute. Stanno ancora lì, sull’argine dell’Adige. Ferme come due monumenti di archeologia industriale. Ma intatte, pur se usurate. Gli anni, la pioggia, il freddo e il caldo ma soprattutto i vandalismi le hanno ridotte malino ma, a guardarle, hanno ancora un bel po’ dell’antica dignità tecnologica. Erano all’avanguardia, per i tempi: addì in questi giorni del 1913 furono infatti inaugurate.

Sono dotate dunque di un certo orgoglio, quasi coscienti di essere state lo spartiacque tra due secoli e anticipatrici del nuovo. Ora, ecco la notizia, saranno risanate, restaurate, rilucidate per essere restituite a se stesse oltrechè al territorio. Come? Attraverso un singolare trasporto, a cura dei vigili del fuoco, che le hanno trasportate attraverso l’argine fino ad Egna, molto più a sud. Qui hanno trovato ad attenderle un capannone, quello della Zuest Ambrosetti messo a disposizione per l’occasione della Stahlbau Pichler. Anche solo questo spiegamento di forze fa comprendere entro quale disegno riqualificativo siano state inserite le due testimonianze industriali e che bisogno ci sia stato di mettere insieme istituzioni e sponsor privati.

Motore di tutto questo il Curatorium di Wittfrida Mitterer. “Abbiamo coinvolto un fabbro di Ortisei, Hannes Senoner, per la parte tecnica – dice l’instancabile osservatrice del nostro patrimonio tecnologico e di archeologia industriale – e per quella storica il Tiroler Museumbahnen, il museo ferroviario di Innsbruck”. Questa impresa, che non è certo lo spostamento del tempio di Abu Simbel ma che comunque per le nostre latitudini costituisce un inedito, è avvenuta ieri mattina, mercoledì 13 dicembre. Con avvio poco dopo l’alba, con l’arrivo dei vigili nei pressi delle locomotive e con l’inizio del trasporto della prima. Cui è seguita quella dell’altra locomotiva.

Storicamente la linea Lana-Postal era una piccola curiosità anche dopo i primi anni dall’inaugurazione. Era corta. Partiva da Lana con un interscambio con la linea del tram che andava fino a Merano e che aveva un diverso scartamento. Transitava poi per i vari villaggi del comune di Lana, attraversava l’Adige Sun un ponte di ferro per poi passare sulla linea delle ferrovie statali ordinarie e giungere infine alla stazione di Lana Postal. Questa mini-ferrovia, ma strategica nell’ambito dei trasporti non solo di persone in un quadrante molto abitato, secondo solo a quello bolzanino anche all’epoca, fu avviata nel 1913 per poi proseguire ininterrottamente nella sua attività fino al 1959 nel tratto Lana di sopra e Lana di sotto e fino al 1975 in quello fino a Lana Postal. Le due locomotive su cui opereranno prima i vigili del fuoco sul piano logistico e poi i tecnici nel capannone per il restauro, sono due locomotive della fabbrica “Maschinen una Wagonbau” si Semmering. Gli annessi per il trasporto comprendevano anche , come detto, tre tram con in più un vagone postale e un carro per la manutenzione della linea. Esiste ancora l’edificio della stazione, ora delle Ferrovie dello Stato, dove arrivava, nella località di Lana Postal-Buergstall, il binario della ferrovia per Lana con anche il magazzino adibito al carico scarico delle merci. Come pure sta al suo posto il vecchio ponte di ferro sul fiume. P.CAM.

 

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