Una miniatura, concentrato di sofisticazione ed eleganza. Così, a primo impatto, si può descrivere la principessa Sirivannavari, figlia del re di Thailandia Vajiralongkorn. Ha 36 anni, un passato da hit girl  presente nei front row delle sfilate dei più desiderati brand di lusso del mondo, e dal 2005 disegna una linea tutta sua per il brand che porta il proprio nome: Sirivannavari.
In Italia è arrivata tre collezioni fa, ma ora Sua Altezza Reale ha scelto Milano per festeggiare la presenza della nuova AI23 in un pop up store aperto presso la Rinascente fino al 31 ottobre 2023. Treccia alta, tacchi altissimi (nonostante quel che si legge in Rete è alta non più di 1.60 cm) e grandi occhi a mandorla su un viso luminoso, ha raccontato un poco di sé circondata da una “corte” che mescolava Oriente e Occidente: “Disegno per una donna indipendente, che è forte e decisa, sa cosa vuole. Vuole conquistare il mondo, ma è anche molto premurosa verso la sua famiglia e i suoi amici e sostiene le cause che le stanno a cuore”, spiega quando le chiediamo di descrivere lo stile del suo brand a chi non lo conosca già. La nuova collezione è dedicata a tre donne coraggiose e pionione dei diritti femminili; un’ispirazione coraggiosa, in un regno in cui si viene ancora condannati per lesa maestà. Si tratta di Amelia Earhart, prima donna a completare un volo in solitaria attraverso l’Oceano Atlantico, Valentina Tereshkova, prima donna nello spazio nel 1963, e Jerrie Mock, che nel 1964 infranse gli stereotipi di genere circumnavigando in solitaria il globo.
Quanto alla stilista, una presentazione è d’obbligo: Sirivannavari Nariratana Rajakanya è nata l’8 gennaio 1987 ed è l’unica figlia femmina del re Vajiralongkorn di Thailandia (Rama X), e della sua ex seconda moglie, Sujarinee Vivacharawongse. Quando è nata, in realtà, suo padre era principe ereditario e non ancora sposato a Sujarinee; si sono uniti in matrimonio nel 1994 per divorziare due anni dopo. Sujarinee si trasferì nel Regno Unito con Sirivannavari e i fratelli, ma suo padre riportò Sirivannavari in Thailandia (ripudiando invece i figli maschi) dove nel tempo la principessa ha trovato la sua strada. Una laurea in Fashion Design a Bangkok e un Master in moda in Francia sono i punti saldi nel suo curriculum, ma tanto ha fatto la “pratica”, ovvero la possibilità di osservare da vicino il lavoro dei principali stilisti grazie all’assidua frequentazione delle sfilate, tra Parigi, Milano, New York, e alla possibilità di fare stage presso alcune delle case di lusso più influenti del mondo, tra cui Christian Dior, Giorgio Armani, Salvatore Ferragamo, Balmain e Bulgari.

Il titolo di HRH aumenta la curiosità verso il suo brand e la sua persona: come “indossa” il ruolo di principessa?
“Non posso cambiare chi sono e dove sono nata. Sono orgogliosa della mia eredità, ma in quanto stilista lavoro come tutti gli altri. Il mio titolo mi dà anche dei doveri, quindi nelle mie collezioni cerco sempre di sostenere l’artigianato thailandese, per esempio usando la nostra seta o il ricamo tradizionale”. In un regno fatto di luci e ombre, la principessa lavora per costruire un’immagine positiva di sé e della famiglia cui appartiene.
 

Alcuni anni fa Forbes ha inserito il suo nome nella lista dei “20 Hottest Young Royals” del mondo (assieme a quello del principe Harry d’Inghilterra): da dove nasce la sua passione per la moda?
“La mia passione per la moda è nata da mia nonna, la regina Sirikit. Lei mi ha aperto gli occhi”.
Vedova del re Bhumibol Adulyadej, noto come Rama IX, è madre dell’attuale sovrano ed è stata regina amatissima dal Paese, poiché ha dedicato molta parte della sua vita a compiere opere di bene e farsi ambasciatrice della cultura thai nel mondo. All’empatia e alla compassione, Sirikit ha sempre accompagnato la bellezza; amante del bello e della moda, si è imposta a livello internazionale come una delle donne più eleganti d’Oriente anche grazie a un’amicizia speciale: quella con Pierre Balmain. Fu infatti la prima regina thailandese a dare incarico a un couturier europeo di disegnarle un guardaroba quando, a soli 28 anni, assieme al marito partì per un royal tour di sette mesi tra America e vari paesi europei; la scelta, seppur azzardata e modernissima, fu un successo a livello politio e diplomatico, perché il mondo si innamorò della regina elegante vestita con abiti disegnati per lei da Balmain, a partire da un lavoro d’archivio svolto su foto e ritratti d’epoca, per incorporare elementi tradizionali thailandesi su una silhouette occidentale. Proprio per via della storica amicizia con Sirikit, Pierre Balmain decise di concedere a sua nipote un posto sul palcoscenico della moda quando, nel 2007, Sirivannavari disegnò la sua prima collezione (aveva solo 17 anni). La principessa fu invitata a presentarla a Parigi, un debutto dal nome “Presence of the Past” ispirato proprio alla nonna e agli abiti tradizionali che il Tatler commentò con una domanda retorica: “La principessa thailandese è da considerarsi la più talentuosa tra le esponenti delle casate reali mondiali?”.

Il mondo ricorda sua nonna come un’icona di eleganza, cosa le ha insegnato?
“Mi ha trasmesso la sua grande passione. Crescendo ho passato molto tempo con lei e lei ha trascorso molto tempo a insegnarmi ogni cosa”. La regina Sirikit ha dedicato il suo patrocinio reale a preservare la seta thailandese e i tradizionali tessuti tessuti a mano per assicurare un futuro a villaggi che vivono di questa tradizione in tutto il Paese, e la principessa si dice “determinata a portare avanti questo impegno”. La nuova collezione AI23 abbraccia i contrasti fondendo seta, pizzi e chiffon trasparente ricamato con lana pesante o pelle.

Qual è il capo principale del suo guardaroba, quello che la rappresenta di più?
“La mia giacca Iris. Lo puoi trovare in ogni collezione, adattata al tema della stagione”.

Quali sono i suoi interessi, oltre la moda?
“Equitazione, immersioni subacquee, disegno, musica”. La principessa ha perfino vinto un oro a squadre nel badminton, nel 2005 ai 23 Giochi del Sud-Est Asiatico nelle Filippine, e in sella ha gareggiato come membro della Thai equestrian sports team nel 2013 e 2017 ai Giochi del Sud-est asiatico”.

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