La Cina rompe con la tradizione e annuncia che non ci sarà la conferenza stampa del premier Li Qiang dopo la sessione annuale del Congresso nazionale del popolo, il ramo legislativo del Parlamento. E’ quanto ha annunciato Lou Qinjian, portavoce del Congresso, nel briefing alla vigilia dell’apertura dei lavori. Invece, “i rappresentanti dei dipartimenti competenti del Consiglio di Stato (il nome del governo di Pechino, ndr) terranno tre conferenze stampa per affrontare le principali questioni di diplomazia, economia e sostentamento delle persone”, ha aggiunto Lou.

Dal 1993, i premier di Pechino avevano iniziato a incontrare i media dopo la riunione annuale del Congresso nazionale del popolo, offrendo ai giornalisti, e soprattutto a quelli stranieri, la rara occasione di porre domande dirette nel corso di una conferenza stampa tipicamente di ampio respiro, in merito ai temi trattati, spesso della durata di oltre due ore La decisione sulla cancellazione è stata presa perché ci sarebbero stati “più briefing da parte dei ministri del governo” dedicati alla diplomazia, all’economia e al sostentamento delle persone”, ha notato il portavoce Lou Qinjian.

Alla chiusura delle due sessioni del 2023, Li Qiang, appena nominato, cercò nella conferenza stampa conclusiva di rassicurare il settore privato del Paese, nonché gli investitori esteri sull’impegno della Cina “ad aprire sempre di più il Paese verso l’esterno”.   

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