Netanyahu boccia la tregua di Hamas. E annuncia che Israele andrà avanti nella guerra a Gaza fino alla “distruzione totale” della fazione islamica. L’esercito ora ha avuto l’ordine di dirigersi verso Rafah, nel sud della Striscia, dove ci sono centinaia di migliaia di sfollati. Un attacco a Rafah, ha detto il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, “aumenterebbe quello che è già un incubo umanitario, con conseguenze regionali incalcolabili”. E serie preoccupazioni sarebbero state espresse anche da Antony Blinken nel faccia a faccia con Netanyahu. Il figlio di Liliana Segre intanto annuncia querela contro l’ex ambasciatrice Elena Basile dopo l’attacco alla senatrice a vita che sarebbe tormentata “solo dal pensiero dei bambini ebrei”. “Le denunce e le querele alimentano il clima d’odio e di antisemitismo”, risponde Basile.

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Arabia: rapporti con Israele solo se riconosce Palestina

L’Arabia Saudita ha comunicato agli Stati Uniti che non avrà relazioni diplomatiche con Israele finché non terminerà “l’aggressione” nella Striscia di Gaza e venga riconosciuto uno Stato palestinese indipendente con i confini del 1967 e Gerusalemme Est come capitale.
Lo ha detto ieri il Ministero degli Esteri di Riad, citato dai media internazionali. In una dichiarazione separata l’ambasciatore saudita nel Regno Unito, Khalid bin Bandar, ha dichiarato alla Bbc che Riad è interessata a normalizzare le relazioni con Israele dopo la guerra, ma che qualsiasi accordo deve portare alla creazione di uno Stato palestinese.

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