Israele non accetterà un accordo sugli ostaggi “a ogni costo” perché ci sono delle “linee rosse” che non vogliamo che siano oltrepassate. Lo ha dichiarato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in un videomessaggio. “Stiamo lavorando per ottenere un altro accordo per liberare i nostri prigionieri, ma sottolineo non ad ogni costo”, ha detto Netanyahu. “Abbiamo delle linee rosse – continua – tra cui: non porremo fine alla guerra, non ritireremo l’Idf dalla Striscia, non rilasceremo migliaia di terroristi”, ha aggiunto.

Onu, Usa pronti a riprendere donazioni a Unrwa

Dopo giorni di feroci critiche all’agenzia Onu accusata di collusione con Hamas, i maggiori Paesi donatori, con gli Stati Uniti in testa, hanno detto che continueranno a sostenere l’organizzazione a patto che ci siano le “giuste condizioni”. Almeno dodici Paesi hanno sospeso temporaneamente i contributi dopo che il governo israeliano ha fatto circolare accuse che proverebbero il coinvolgimento di dodici dipendenti della Unrwa, l’agenzia per l’assistenza ai rifugiati palestinesi, negli attacchi del 7 ottobre, che hanno portato la morte di più di 1.200 israeliani.
Linda Thomas-Greenfield, ambasciatrice Usa alle Nazioni Unite, ha sottolineato nel pomeriggio che la sospensione era solo una misura temporanea, e ha elogiato il ruolo svolto dall’agenzia, che a Gaza impiega più di 12 mila persone.

Usa, 41 i soldati feriti nell’attacco in Giordania

La Guardia nazionale americana ha annunciato che 41 dei suoi membri sono rimasti feriti nell’attacco di droni contro una base Usa in Giordania che ha ucciso tre soldati statunitensi. I feriti provenivano da unità con sede in Arizona, California, Kentucky e New York. Di loro, 27 sono già tornati in servizio e 14 sono in fase di valutazione da parte dei medici.

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