Sono rientrati in Israele i 13 ostaggi liberati da Hamas: la situazione si è sbloccata ieri sera grazie alla mediazione di Qatar ed Egitto. Hamas aveva annunciato uno slittamento del rilascio sottolineando il mancato rispetto “dell’accordo sull’ingresso di camion umanitari nel nord della Striscia di Gaza”.

Dopo essere stati in un primo tempo consegnati alla Croce Rossa e portati al valico di Rafah, gli ostaggii sono stati riportati in Israele per essere sottoposti a esami medici in ospedale. Liberati anche quattro cittadini thailanesi.

Intanto il servizio carcerario israeliano ha confermato di aver rilasciato il secondo gruppo di 39 prigionieri palestinesi concordato oggi.

Parente ostaggi liberati: “Combatteremo per il ritorno di tutti”

“Per quanto felici siamo, e non c’è persona più felice di noi in questo momento, noi continueremo a combattere per il ritorno di tutti il prima possibile”. Queste le parole con cui uno dei parenti degli ostaggi liberati oggi da Hamas ha commentato il rilascio a Canale 13, come riportato da Haaretz. Aviv Habaron ha potuto riabbracciare oggi la nipote Adi Shoham e i suoi figli Neve, di 8 anni, e Yahel, di 3. “Speriamo che i prossimi gruppi vengano rilasciati nei prossimi giorni”, ha detto.

Colloquio Austin-Gallant: “Necessità di maggiori aiuti umanitari a Gaza”

Il segretario alla Difesa americano Lloyd J. Austin ha avuto un colloquio telefonico con il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant e ha espresso la necessità di maggiori aiuti umanitari a Gaza. Lo riporta il quotidiano Haarets citando il Pentagono. “Il segretario Austin ha condiviso il suo punto di vista secondo cui gli aiuti umanitari devono aumentare e che i civili devono avere aree sicure per ricevere aiuti in tutta Gaza”, riferisce la nota del Dipartimento Usa alla Difesa.

Austin ha inoltre riaffermato la necessità di impedire che il conflitto si espanda al Libano.

Germania, ‘sollevati’ per il rilascio di 4 ostaggi tedeschi

La ministra degli Esteri tedesca si è detta ‘sollevata’ per il rilascio di un secondo gruppo di ostaggi da parte di Hamas, tra cui compaiono altri quattro cittadini con la doppia cittadinanza, tedesca e israeliana.
“Sollievo e paura sono ancora oggi così vicini – scrive su X -. Tra gli ostaggi liberati ci sono quattro cittadini tedeschi con doppia cittadinanza. Penso a loro e a quelli ancora in mano ad Hamas. Stiamo lavorando con tutte le nostre forze perché anche loro tornino presto liberi”. Già venerdì, nel primo giorno di tregua, Hamas aveva rilasciato altri quattro cittadini israelo-tedeschi.

Israele annuncia la scarcerazione di 39 palestinesi

Il servizio carcerario israeliano ha confermato di aver rilasciato il secondo gruppo di 39 prigionieri palestinesi concordato oggi in cambio del rilascio da parte di Hamas di 13 ostaggi israeliani, dopo ore di ritardo in questo scambio.
“Il servizio carcerario conclude la seconda fase di rilascio dei prigionieri come parte del piano per il ritorno a casa degli ostaggi. Durante la notte sono stati rilasciati 39 prigionieri”, ha dichiarato l’agenzia poco dopo che Israele ha confermato che gli ostaggi – 13 israeliani e quattro thailandesi – si trovavano già in territorio israeliano.

Rientrati in Israele i 13 ostaggi rilasciati da Hamas

Sono rientrati in Israele i 13 ostaggi rilasciati da Hamas: dopo essere stati in un primo tempo consegnati alla Croce Rossa e portati al valico di Rafah sono stati riportati in Israele per essere sottoposti a esami medici in ospedale.
Le autorità hanno fornito i nomi degli ostaggi rilasciati: Shoshan Haran, 67 anni, sua figlia Adi Shoham, 38 anni, e suoi nipoti, Naveh e Yahel, rispettivamente di otto e tre anni. Sono state liberate anche Shiri Weiss, 53 anni, e sua figlia Noga, 18 anni, Sharon Avigdori, 52 anni, e suo figlio Noam, 12 anni, e i fratelli Noam e Alma Or, rispettivamente di 17 e 13 anni. Sono state rilasciate anche Maya Regev, 21 anni, Hila Rotem, 12, e Emily Hand, nove anni. Anche i quattro ostaggi thailandesi liberati torneranno in Thailandia direttamente dall’Egitto. Il rilascio è avvenuto dopo ore di stallo che aveva fatto temere in un blocco dell’operazione: gli ostaggi dovevano essere liberati alle 16, ora locale ma Hamas aveva annunciato uno slittamento fino a quando Israele avesse “rispettato i termini dell’accordo relativo all’ingresso di camion umanitari nel nord della Striscia di Gaza”.

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