Si intensifica la battaglia intorno al principale ospedale di Gaza City. La struttura di al-Shifa, secondo testimoni e portavoce di Hamas, sarebbe stata colpita da un raid israeliano che avrebbe danneggiato alcuni reparti e ucciso almeno 13 persone. Qui le forze israeliane ritengono si nasconda la raccaforte di Hamas. Sarebbe stato colpito anche l’ospedale di Al-Nasr.

Si attende la liberazione degli ostaggi mostrati in video ieri, una donna anziana e un bambino di 13 anni, che saranno rilasciati “per motivi umanitari”. Intanto l’esercito israeliano consentirà interruzioni di quattro ore nei combattimenti per permettere l’evacuazione in sicurezza dei civili.

“A causa dell’aumento dell’intensità della guerra contro i residenti civili di Gaza, l’espansione della portata della guerra è diventata inevitabile”, ha detto il ministro degli Esteri iraniano Hossein Amir-Abdollahian.

Oms. “A Gaza sono fuori uso 20 ospedali su 36”

L’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), tramite la sua portavoce la dottoressa Margaret Harris, ha dichiarato che 20 dei 36 ospedali di Gaza non sono più funzionanti, compreso l’ospedale pediatrico al-Rantisi che ha interrotto i suoi servizi dopo un attacco israeliano nella zona. Harris ha detto che alcuni bambini sono sottoposti a cure come la dialisi e il supporto vitale che non ne consentono quindi la l’evacuazione sicura. “Gli ospedali non dovrebbero mai essere un obiettivo”, ha aggiunto Harris

(reuters)

La Lega araba chiede il cessate il fuoco completo

La Lega Araba ha chiesto un “cessate il fuoco completo” a Gaza. Lo si legge in una dichiarazione. “Le tregue umanitarie non sono al centro della posizione araba, poichè la posizione araba richiede un cessate il fuoco completo. Le tregue umanitarie sono un’idea di cui alcuni parlano per cercare di affrontare il deterioramento della situazione umanitaria a causa della guerra e dell’aggressione israeliana. La posizione araba si basa chiaramente ed esplicitamente su un cessate il fuoco immediato”, ha affermato il portavoce della Lega Araba Hossam Zaki. I ministri degli Esteri arabi hanno tenuto ieri un incontro preparatorio a Riad, guidato dal ministro degli Esteri saudita, il principe Faisal bin Farhan Al-Saud, in vista del vertice arabo di emergenza previsto per sabato in Arabia Saudita, “per discutere le modalità per fermare l’aggressione israeliana a Gaza”, si legge nel comunicato

Un video mostra degli spari durante l’evacuazione dell’ospedale pediatrico al-Rantisi

Non ci sono indicazioni al momento che possano chiarire da parte di chi siano stati esplosi i colpi che hanno raggiunto un gruppo di persone fuori dall’ospedale per bambini al-Rantisi, a Gaza. Dopo l’ordine di evacuazione diramato dall’Idf la folla era uscita al di fuori della struttura sventolando bandiere bianche per segnalare la propria presenza: nonostante questo sono arrivati comunque gli spari, come documentato in post su X, l’ex Twitter

Blinken, “Troppi palestinesi uccisi”

“Troppi palestinesi sono stati uccisi. Troppi hanno sofferto nelle ultime settimane”. Lo ha detto il segretario di Stato americano Antony Blinken durante una conferenza stampa a Nuova Dehli. “Vogliamo fare tutto il possibile per prevenire loro danni e massimizzare l’assistenza – ha aggiunto – continueremo a discutere con Israele i passi concreti da intraprendere per portare avanti questi obiettivi”.

(afp)

Oms, l’unico ospedale psichiatrico di Gaza non è più operativo

“Questa settimana, l’unico ospedale psichiatrico di Gaza non è più operativo dopo aver subito danni a causa di un attacco il 5 novembre. Gli operatori sanitari sono stati costretti a dimettere i pazienti ricoverati e a interrompere altri servizi. A causa del crescente disagio psicologico legato ai conflitti, questi servizi sono necessari ora più che mai”. Lo spiega l’Organizzazione mondiale della Sanità nei Territori occupati palestinesi, in un post rilanciato anche dal direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus: “L’Oms chiede la protezione attiva dei civili e l’assistenza sanitaria”.

Allarme razzi da Gaza su Tel Aviv e nel centro di Israele

Le sirene di allarme antirazzi da Gaza sono risuonate a Tel Aviv e nel centro di Israele invitando gli abitanti a correre nei rifugi. Lo ha constato l’Ansa sul posto. Si è trattato di una forte salva di razzi e in aria si è sentita l’eco di diverse esplosioni dovute all’intercettazione dei razzi da parte dell’Iron Dome. Erano due giorni che a Tel Aviv non c’erano allarmi

Erdogan: “Diecimila morti, qualcuno dovrà pagare il conto”

Israele sta mettendo a dura prova la nostra pazienza”. Lo ha detto questa mattina il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, tornato a parlare del conflitto in corso in Medio Oriente. “Una tragedia che si sta consumando dinanzi agli occhi del mondo. Un crimine contro l’umanità che sta mettendo a dura prova la nostra pazienza. Ci sono diecimila vittime, una violenza per cui qualcuno dovrà pagare il conto. I complici di questo massacro ne risponderanno prima dinanzi alla propria coscienza, poi dinanzi alla storia”, ha detto Erdogan oggi. Il presidente turco sarà in Germania la prossima settimana

Monito di Blinken: “Troppi palestinesi sono stati uccisi”

“Finora troppi palestinesi sono stati uccisi, troppi hanno sofferto in queste ultime settimane”. Lo ha detto il segretario di Stato Usa Antony Blinken in India, secondo quanto riferisce il Guardian, sottolineando che dovrebbe essere fatto tutto il possibile per prevenire danni ai civili e massimizzare l’assistenza di cui hanno bisogno

(afp)

Onu: “Chiediamo un’indagine sulle armi esplosive ad alto impatto usate da Israele su Gaza”

Il capo dei diritti umani delle Nazioni Unite ha sollecitato un’indagine su quello che definisce l’uso da parte di Israele di “armi esplosive ad alto impatto” a Gaza, che starebbero causando una distruzione indiscriminata. Volker Turk, l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, ha affermato che Israele deve porre fine all’uso di tali armi nell’area densamente popolata. Gaza ospita 2,3 milioni di palestinesi, metà dei quali sono stati sfollati a causa dei combattimenti dell’ultimo mese. Turk ha dichiarato in una conferenza stampa durante una visita ad Amman che l’uso di queste armi “sta chiaramente avendo un impatto devastante sul piano umanitario e sui diritti umani”

(ansa)

Unrwa: “La carneficina a Gaza deve finire”

“La carneficina deve semplicemente finire”: lo scrive in un editoriale sul Washington Post il capo dell’agenzia Onu per i rifugiati palestinesi (Unrwa), Philippe Lazzarini, riferendosi al conflitto tra Israele e Hamas. L’editoriale, pubblicato ieri, appare oggi anche sul sito della Unrwa

L’esercito israeliano bracca Sinwar: preso l’ufficio del fratello

I soldati israeliani hanno preso il controllo a Gaza dell’ufficio di Muhammad Sinwar, fratello del leader di Hamas Yahya Sinwar. Lo ha reso noto l’esercito israeliano. La 7ma brigata del Corpo corazzato ha condotto una serie di raid contro l’avamposto militare e il centro di addestramento di Hamas, che si trovano nel cuore di un distretto civile a Gaza. Preso anche il controllo del complesso della brigata Tzabra di Hamas, dove sono state trovate grandi quantità di munizioni, dispositivi elettronici e rapporti di intelligence

Siria, raid israeliani su obiettivi Hezbollah vicino Homs

Una serie di raid aerei attribuiti a Israele sono stati compiuti nelle ultime ore nella Siria centrale, nella regione di Homs. Lo riferisce l’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria, secondo cui gli attacchi aerei israeliani hanno preso di mira caserme dell’esercito siriano e depositi di armi degli Hezbollah libanesi

Fonti: “Combattimenti attorno all’ospedale al-Shifa a Gaza City”

Hamas e fonti palestinesi hanno segnalato combattimenti all’esterno dell’ospedale al-Shifa, dove Israele ritiene ci sia il comando centrale della fazione islamica, e anche intorno all’ospedale Rantisi. Rapporti – segnalati da Times of Israel – hanno riferito che nell’area stanno operando forze speciali e che corpi corazzati si stanno avvicinando

Abu Mazen: “Pronti ad assumerci la responsabilità di Gaza”

L’Autorità nazionale palestinese è pronta ad assumersi le proprie responsabilità nella Striscia di Gaza nell’ambito di una soluzione politica globale per la Cisgiordania, Gerusalemme Est e Gaza. Lo ha ribadito il presidente palestinese Abu Mazen secondo quanto riferisce l’agenzia Reuters.

I terroristi arrestati dall’Idf: “Sinwar è sotto ospedale Shifa”

L’esercito israeliano (Idf) ha diffuso un video su X in cui due terroristi di Hamas arrestati il 7 ottobre, giorno del massacro, dichiarano durante gli interrogatori chi si nasconde nei sotterranei del più grande ospedale di Gaza, l’al-Shifa. “Shifa è un grande ospedale, non piccolo, sotto si nascondono il leader di Hamas come Yahya Sinwar e altri comandanti senior, sia militari che politici”, dice uno dei due. L’altro risponde sull’uso delle ambulanze: “Hamas sulle ambulanze trasporta cose importanti. Comandanti e tutto quello che serve. Perché usano ambulanze e non auto normali? Pechè gli ebrei non attaccano le ambulanze”, afferma

Hamas: “Almeno 13 morti nell’ospedale al-Shifa”

Il governo di Hamas ha comunicato il bilancio del bombardamento israeliano sull’ospedale al-Shifa di Gaza: almeno 13 persone sono morte nel raid e diversi sono i feriti

(reuters)

Il direttore dell’ospedale al-Shifa: “Danneggiato un edificio della struttura”

Il direttore dell’ospedale al-Shifa di Gaza ha dichiarato questa mattina che l’edificio del poliambulatorio dell’ospedale è stato danneggiato da un attacco israeliano. E ha spiegato che l’edificio serve per le emergenze mediche e ospita i rifugiati provenienti da tutta la Striscia di Gaza. Il ministero della Sanità di Gaza, gestito da Hamas, ha affermato che i carri armati israeliani sono entrati nel complesso dell’ospedale Ranteesi di Gaza City, situato a circa due chilometri a nord di Al-Shifa. Ranteesi è l’unico ospedale di Gaza per i bambini malati di cancro

L’esercito di Israele ha arrestato 41 ricercati in Cisgiordania

L’esercito israeliano – insieme alla forze di sicurezza – ha arrestato la scorsa notte 41 palestinesi ricercati in Cisgiordania, 14 dei quali identificati come operativi di Hamas. Ad Hebron – ha detto il portavoce militare – i soldati hanno individuato e confiscato equipaggiamento e materiale di propaganda di Hamas in un magazzino. Le truppe hanno anche operato nei campi profughi di al-Arroub, Dheisheh e Aldiiah arrestando 22 sospetti. Dall’inizio della guerra i ricercati arrestati in Cisgiordania sono oltre 1.540, una larga parte affiliata ad Hamas.

Nyt: “Non ci sono prove contro il fotografo di Gaza, il loro lavoro è importante”

Non ci sono prove a sostegno delle insinuazioni di HonestReporting” contro il fotografo di Gaza, Yousef Masoud: è la dura risposta del New York Times alle accuse sollevate dal sito pro-Israele, secondo cui il tempismo e la presenza di alcuni freelance della Striscia sui luoghi dei massacri del 7 ottobre in Israele farebbero pensare che conoscessero in anticipo i piani di attacco e che fossero embedded con i terroristi di Hamas. Accuse definite “vaghe”, “false e scandalose” dal Nyt, che ha rilanciato sostenendo che “è sconsiderato farne di simili, mettendo a rischio i nostri giornalisti sul campo in Israele e a Gaza”. “Il Times – ha aggiunto – ha ampiamente coperto gli attacchi del 7 ottobre e la guerra con equità, imparzialità e una costante comprensione delle complessità del conflitto”. “Sebbene Yousef non lavorasse per il Times il giorno dell’attacco, da allora ha svolto un lavoro importante per noi”

Carenza di carburante a Gaza: l’olio per friggere viene utilizzato al posto della benzina

Alcune immagini scattate nei giorni scorsi a Khan Yunis, nel Sud della Striscia di Gaza, mostrano dei venditori di strada intenti a rifornire alcune automobili di carburante alternativo. Al posto della benzina, per rispondere alla crisi del carburante, viene inserita una miscela di olio vegetale comunemente utilizzato in cucina per friggere gli alimenti

Onu: “Dal 21 ottobre sono arrivati nella Striscia 756 camion umanitari”

Un totale di 756 camion sono entrati fino a ieri nella Striscia di Gaza da quando è iniziata la consegna degli aiuti umanitari il 21 ottobre scorso: lo ha detto il portavoce delle Nazioni Unite, Stephane Dujarric, come l’riporta l’Onu sul suo sito. Dujarric ha inoltre confermato, come aveva reso noto ieri il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale americana, che mercoledì sono entrati nella Striscia altri 106 camion di aiuti

Uccisero ad agosto una maestra israeliana a Hebron: distrutte le loro case

Le forze di sicurezza israeliane la scorsa notte a Hebron (Cisgiordania) hanno distrutto le case dei due terroristi di Hamas, Muhammad Shnetir e Zakar Shnetir, che hanno assassinato in agosto Bat Sheva Negri, maestra d’asilo 40enne israeliana, madre di tre figli. La donna è stata uccisa in un attentato mentre guidava sulle colline a Sud di Hebron

Autorità Gaza: “Attaccato anche l’ospedale pediatrico Al-Nasr”

Il principale ospedale pediatrico di Gaza, l’ospedale di Al-Nasr, è stato ripetutamente attaccato dall’esercito israeliano. Lo afferma Ashraf al-Qidra, portavoce del ministero della Sanità gestito da Hamas. Le ambulanze non possono raggiungere l’ospedale per evacuare i feriti perché la struttura viene preso di mira. Al-Qidra ha chiesto alle Nazioni Unite e al Comitato internazionale di essere presenti all’ospedale Al-Rantisi e all’ospedale Al-Nasr per proteggerli e fare spazio alle ambulanze per evacuare i feriti. Ha aggiunto che le autorità di Gaza hanno fatto tutto il possibile per mantenere i servizi sanitari in funzione, ma che restano solo “poche ore” prima che gli ospedali di Gaza e del Nord smettano di fornire servizi

Gli Usa criticano la demolizione della casa di un attentatore palestinese di 13 anni

Gli Stati Uniti hanno stigmatizzato la demolizione, da parte israeliana, della casa di un tredicenne palestinese che a febbraio ha accoltellato a morte un poliziotto. “Il governo d’Israele ha demolito la casa di una famiglia palestinese in risposta all’azione di un minorenne di 13 anni. Un’intera famiglia non dovrebbe perdere la casa a causa delle azioni di un individuo”, ha scritto sul social X l’Ufficio degli Stati Uniti per gli Affari palestinesi. La casa è stata demolita ieri nel campo profughi di Shufat, a nord di Gerusalemme. Vi abitava la famiglia di Muhammad Zalbani che ha ucciso un agente 22enne della polizia di confine, Asil Sawaed, mentre ispezionava un autobus vicino Shuafat. La pratica di demolire le case di responsabili di atti terroristici è molto controversa, anche in Israele, ed è stata criticata come punizione collettiva. Intanto, scrive Times of Israel, i media palestinesi riferiscono che questa mattina è stata abbattuta nell’area di Hebron la casa di due fratelli palestinesi accusati di aver ucciso in agosto la 42enne Batsheva Nigri, madre di tre figli. I due presunti attentatori, Saqer e Mohammed a-Shanter, sono stati arrestati il giorno successivo all’attacco.

Israele: raid in Siria per colpire i responsabili dei droni su Eilat

Le forze israeliane (Idf) hanno confermato di aver effettuato raid in Siria. “In risposta a un drone dalla Siria che ieri ha colpito una scuola a Eilat (nel sud di Israele), le Idf hanno attaccato l’organizzazione responsabile dell’attacco”, si legge sul social X. Le forze israeliane ritengono “il regime siriano pienamente responsabile per ogni attività di terrore che parte dal suo territorio”. Le Idf non chiariscono chi fosse dietro all’esplosione provocata ieri dal drone, che non ha fatto vittime, o quali obiettivi siano stati colpiti in Siria.

Erdogan: stiamo facendo di tutto per il cessate il fuoco a Gaza

“Come Turchia, stiamo tenendo aperte tutte le opportunità diplomatiche per assicurare il cessate il fuoco” nella Striscia di Gaza. Lo ha affermato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. “Stiamo tentando di fare qualcosa per fermare lo spargimento di sangue (a Gaza). Se anche gli Usa iniziassero ad avere questo sentimento, sarebbe più semplice fermare Israele”, ha detto il leader turco, come riporta l’agenzia Anadolu. “Se siete sinceri riguardo al cessate il fuoco allora esercitate pressione su Israele per mettere in pratica le decisioni dell’Onu”, ha aggiunto rivolgendosi all’Occidente, durante un discorso ad Ankara. “Il nostro obiettivo è assicurare il passaggio di persone da Gaza a luoghi dove possano avere assistenza medica, tra loro ci sono anche pazienti (malati) di cancro e feriti”, ha sottolineato Erdogan, riferendosi anche a una proposta del ministero della Sanità per curare in Turchia un migliaio di palestinesi provenienti dalla Striscia di Gaza. “Fino a che la questione israeliana non sarà risolta non ci potrà mai essere una pace completa o un ordinamento legale completo nella nostra regione o nel mondo intero”, ha aggiunto il presidente turco.

Israele: uccisi membri della forza Nukhba coinvolti nel massacro del 7 ottobre

Le truppe israeliane hanno ucciso nel quartiere di Jabalia, nel nord di Gaza, alti esponenti della forza Nukhba di Hamas che avevano partecipato all’attacco del 7 ottobre. Come specificano forze armate e Shin Bet, tra i morti c’è Ahmed Musa, un comandante dell’unità speciale del Movimento islamico che ha diretto gli attacchi alla base militare Zikim, al Kibbutz Zikim e alla postazione militare a Iftah. Uccisi anche il comandante sul campo, Omar Alhandi, e Muhammad Kahlot, responsabile dell’unità dei cecchini al nord.

Israele: uccisi 3 capi militari di Hamas nel nord della Striscia

L’esercito israeliano ha ucciso la notte scorsa a Jabalya, nel nord della Striscia, due capi di Hamas dell’Unità Nukbha che hanno preso parte all’attacco omicida del 7 ottobre scorso. Lo ha annunciato il portavoce militare spiegando che si tratta di Ahmed Musa e Omar Al-Hindi. Insieme a loro è stato ucciso il capo dell’Unità dei cecchini della Brigata nord di Hamas, Mohammed Kahlout. Secondo il portavoce, la notte scorsa sono anche stati uccici 19 operativi di Hamas. Nel sobborgo di Sheikh Ijlin – parte sud di Gaza City – è stata scoperta una postazione di lancio di razzi collocata vicino a edifici residenziali.

Il ministro degli Esteri Iran: l’espansione della guerra è inevitabile

Un ampliamento della guerra a Gaza è inevitabile a causa della crescente “aggressione” israeliana. Lo ha affermato il ministro degli Esteri iraniano Hossein Amirabdollahian al suo omologo del Qatar, Mohammed Bin Abdulrahman al-Thani, secondo quanto riferito dall’emittente iraniana Press Tv.

Onu: 106 camion con aiuti a Gaza, due ospedali in crisi per mancanza di carburante

Mercoledì 106 camion, che trasportavano soprattutto cibo, medicine, materiale medico, bottiglie d’acqua e prodotti igienici, sono arrivati a Gaza passando dall’Egitto attraverso il varco di Rafah. Dal 21 ottobre sono 756 i camion arrivati nella Striscia. Lo ha detto Stèphane Dujarric, portavoce del segretario generale delle Nazioni Unite. “Questo numero – ha aggiunto – rappresenta soltanto una frazione di ciò che servirebbe. Il carburante, invece, non è ancora arrivato”. L’ospedale di Al Quds, nella città di Gaza, ha spiegato Dujarric, ha dovuto chiudere una serie di servizi fondamentali. L’ospedale Al Awda, l’unico a garantire servizi di maternità, “è prossimo alla chiusura”.

Sale a 36 il numero dei soldati israeliani uccisi

E’ salito a 36 il numero dei soldati israeliani uccisi nelle operazioni di terra contro Hamas nella Striscia di Gaza, rendo noto oggi l’esercito. L’ultima vittima è il sergente Gilad Rozenblit, 21 anni. Le Forze di difesa israeliane (Idf) spiegano che Rozenblit veniva dal kibbutz di Ginegar, era un medico di prima linea ed è stato ucciso in combattimento nel nord di Gaza.

Fonti palestinesi: sei morti in raid sull’ospedale di Shifa

Sei persone sono state uccise in un attacco israeliano che ha colpito il complesso ospedaliero di Shifa a Gaza. Lo riferisce il direttore generale del nosocomio Abu Salmiya citato dai media palestinesi.

(reuters)

Israele: attaccati in Siria responsabili del lancio di un drone su Eilat

L’esercito israeliano ha reso noto di aver attaccato in Siria l’organizzazione che ha lanciato il drone che ieri ha colpito una scuola nella città israeliana meridionale di Eilat. “Il regime siriano è completamente responsabile di tutte le attività terroristiche che hanno luogo sul suo territorio”, si legge in un comunicato in cui si aggiunge che “l’Idf risponderà con la forza a qualsiasi tentativo di attaccare Israele”.

Onu: le pause umanitarie devono essere coordinate con noi

Le pause umanitarie hanno bisogno di “essere coordinate con le Nazioni Unite, specialmente riguardo i tempi e i luoghi”. Lo ha detto Stèphane Dujarric, portavoce del segretario generale dell’Onu, Antònio Guterres, commentando la disponibilità di Israele a concedere quattro ore di pausa umanitaria al giorno per garantire l’arrivo di aiuti umanitari. “E ovviamente – ha aggiunto – per fare questo in modo sicuro e per essere davvero efficace, dovrà essere realizzato in accordo con tutte le parti coinvolte nel conflitto”.

Netanyahu: “Cessate il fuoco significherebbe arrendersi ad Hamas”

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha ribadito che il suo governo non è d’accordo a un cessate il fuoco a Gaza. “Significherebbe arrendersi ad Hamas, arrendersi al terrore e alla vittoria dell’asse del male dell’Iran. Non ci sarà alcun cessate il fuoco senza il rilascio degli ostaggi”, ha detto Netanyahu a Fox News, sottolineando che la battaglia “continua contro Hamas ma in aree specifiche e per un certo periodo, qualche ora qui e qualche ora là: vogliamo facilitare il passaggio sicuro dei civili”.

Israele: “Hamas usa le ambulanze per trasferire armi e uomini”





Il piano di Netanyahu

In un’intervista a Fox News Benjamin Netanyahu ha spiegato il suo piano: “Penso che sia chiaro come dovrà essere il futuro di Gaza. Hamas se ne andrà, dobbiamo distruggere Hamas, non solo per il nostro bene, ma per il bene di tutti. Per il bene della civiltà, per il bene dei palestinesi e degli israeliani”. Secondo il premier israeliano, Gaza dovrà essere demilitarizzata, deradicalizzata e ricostruita.

Netanyahu: “Non cerchiamo di governare Gaza, né di occuparla”

“Non cerchiamo di governare Gaza, non cerchiamo di occuparla, ma cerchiamo di darle, così come a noi, un avvenire migliore”. Lo ha dichiarato Benjamin Netanyahu in un’intervista a Fox News. Il premier israeliano ha aggiunto che le operazioni militari nella Striscia vanno “eccezionalmente bene”.

Sale a 99 il numero dei dipendenti Unrwa uccisi

Sono 99 i dipendenti dell’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei rifugiati palestinesi (Unrwa) uccisi nella Striscia di Gaza dall’inizio del conflitto con Israele, il 7 ottobre scorso. Lo rende noto in un’intervista alla Bbc la direttrice delle comunicazioni dell’Unrwa, Juliette Touma. L’agenzia Onu “sta in questo momento aiutando più di 700.000 persone in 150 dei suoi rifugi – ha spiegato – Non abbiamo scorte, manca il carburante: serve un cessate il fuoco umanitario per consentirci di operare”.

Israele ha usato la difesa aerea Arrow 3 per un missile lanciato dallo Yemen

“L’aeronautica israeliana ha utilizzato ieri il sistema di difesa aerea Arrow 3 per intercettare un missile lanciato a Eilat dagli Houthi nello Yemen”. Lo riporta The Jerusalem Post.

Combattenti Houti calpestano bandiere israeliane e statunitensi a Sana'a

Combattenti Houti calpestano bandiere israeliane e statunitensi a Sana’a

 

Israele: attaccate infrastrutture di Hezbollah in Libano

Il portavoce delle Forze di difesa israeliane (Idf), ha annunciato questa sera che aerei da combattimento hanno recentemente attaccato le infrastrutture di Hezbollah in Libano, in risposta ai lanci verso Israele di oggi.

Media: è stato ucciso uno dei dispersi del massacro del 7 ottobre

“La famiglia di Oren Goldin, un residente del Kibbutz Nir Yitzhak disperso dopo il devastante attacco di Hamas del 7 ottobre, è stata informata che è stato ucciso durante l’assalto del gruppo terroristico che governa Gaza”. Lo scrive The Times of Israel, precisando che Goldin aveva 33 anni e lascia la moglie e due gemelli di due anni.

Biden: “Due corridoi umanitari a Gaza”

“Per settimane ho parlato con i leader di Israele sull’importanza di pause umanitarie. E a oggi ci saranno su corridoi umanitari che consentiranno di fuggire dalle aree ostili di Gaza”. Lo scrive su X Joe Biden, assicurando che continuerà a “premere per la sicurezza dei civili e per aumentare gli aiuti per alleviare le sofferenze della popolazione di Gaza”.

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