Gli Stati Uniti stanno lavorando per negoziare un cessate il fuoco di “almeno sei settimane” nella Striscia di Gaza, come parte di un accordo più ampio che implicherebbe anche il rilascio degli ostaggi. Lo ha detto il presidente Joe Biden dopo un incontro con il re giordano Abdallah II. Quanto alla situazione a Rafah,”la grande operazione militare di Israele a Rafah non può procedere senza un piano credibile per proteggere oltre un milione di civili” ha ribadito il presidente Usa. Monito che non sembra indurre il governo di Israele ad allentare la pressione sulla Striscia di Gaza, soprattutto dopo il successo del raid militare che ha permesso il rilascio di due ostaggi israelo-argentini. “Un punto di svolta, che dimostra che Hamas è vulnerabile” ha detto il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant. Dopo questa operazione, “la popolazione sa che può fidarsi di noi”, ha aggiunto il ministro, il cui governo è sottoposto a forti pressioni da parte di numerose famiglie di ostaggi, che chiedono un accordo che consenta il rilascio dei loro cari. “Ci saranno altre operazioni”, ha assicurato Gallant, mentre dei 130 ostaggi ancora nella Striscia di Gaza si stima che 29 siano morti. Secondo il ministro, Israele non ha altra alternativa che l’azione militare perché lo Stato deve impedire a gruppi armati come il movimento islamista libanese Hezbollah, alleato di Hamas e sostenuto dall’Iran, di lanciare attacchi simili a quello del 7 ottobre. “La nostra esistenza qui si basa sulla deterrenza”, ha detto, aggiungendo che i gruppi armati ci penserebbero due volte prima di attaccare “se c’è un prezzo molto alto” da pagare. In questo senso, la distruzione di Gaza è “un simbolo”, ha affermato.

Israele, colpite infrastrutture di Hezbollah nel sud del Libano

L’Aeronautica militare israeliana ha colpito in serata le “infrastrutture terroristiche” di Hezbollah nell’area di Tallouseh, nel sud del Libano: lo ha reso noto l’esercito su Telegram. Ieri mattina gli aerei da combattimento delle Forze di difesa israeliane avevano colpito un complesso militare nell’area di Blida e un posto di osservazione di Hezbollah nell’area di Khiam era stato colpito con fuoco di artiglieria, conclude il messaggio.

Attacchi Houthi colpiscono nave mercantile diretta in Iran

Gli Houthi hanno lanciato due missili contro una nave mercantile diretta in Iran, Paese sostenitore del gruppo ribelle yemenita, causando lievi danni e nessun ferito. Lo hanno riferito le autorità militari statunitensi, secondo quanto riporta Times of Israel. Il lancio, avvenuto all’alba, è il primo contro una nave diretta in Iran da quando gli Houthi hanno iniziato gli attacchi alle navi internazionali in solidarietà con i palestinesi per la guerra Israele-Hamas a Gaza. “I militanti Houthi sostenuti dall’Iran hanno lanciato due missili dalle aree dello Yemen da loro controllate verso Bab al-Mandeb”, afferma il Comando Centrale degli Stati Uniti su X. “Entrambi i missili sono stati lanciati verso la MV Star Iris, una nave mercantile battente bandiera delle Isole Marshall, di proprietà greca, in transito nel Mar Rosso che trasportava mais dal Brasile”. “La nave riferisce di essere idonea alla navigazione con lievi danni e nessun ferito all’equipaggio”, dicono i funzionari del CentCom su X. “Da notare, la destinazione della MV Star Iris è Bandar Iman Khomeini, Iran”.

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