BOLZANO. «Gentile signora, da una nuova verifica contabile risulta che, nonostante i nostri ripetuti solleciti, lei non ha ancora recuperato l’arretrato accumulato, corrispondente alle seguenti mensilità…» Inizia così l’ultimo sollecito di pagamento inviato con raccomandata nei giorni scorsi da Ipes ad un’anziana inquilina del quartiere Don Bosco.

Sollecito che ha fatto sussultare la povera signora, anche perché Ipes non le aveva mai scritto nulla e lei ignorava di aver “saltato” una mensilità. Non solo: dopo averle spiegato che mancano all’appello 208,07 euro dell’affitto di luglio, l’Ipes le ha spiegato che se non avesse pagato, l’istituto avrebbe avviato «la procedura legale per il recupero delle somme dovute ed il rilascio dell’immobile. I costi per tale procedura ammontano ad almeno 600 euro e sono a totale carico del debitore».

In poche parole: paga, altrimenti scatta lo sfratto, che ti costerà 600 euro. Gli elementi per mandare nel panico una vedova settantottenne che vive da sola c’erano tutti, insomma. La donna, agitatissima, si è rivolta alla figlia, che si è subito attivata per capire cosa fosse successo: non solo non è stata trovata traccia di precedenti solleciti, ma è emerso che la signora vanta nei confronti di Ipes un credito di 994,29 euro, frutto della differenza tra le spese condominiali sostenute dall’istituto nel 2022 e gli acconti che erano stati richiesti alla settantottenne e che erano stati regolarmente versati.

A quel punto, la soluzione è stata rapidamente trovata: quei 208,7 euro che le avevano fatto perdere il sonno verranno “scalati” da quei 994,29 euro e così accadrà anche per il prossimo mese di novembre e quello di dicembre, fino ad esaurimento.

Tutto bene? Sì. E va detto che gli uffici dell’Ipes si sono mostrati solerti nel risolvere il problema, ma la signora e i suoi familiari si chiedono se tutte le necessarie verifiche non potessero essere compiute prima di inviare quella minacciosa raccomandata, con “ultimo sollecito”, che grande spavento e ansia hanno causato alla donna. «Per lei è stato davvero un colpo terribile, era agitatissima ed è stata davvero male – spiegano – ma non tutti gli anziani hanno la fortuna di avere qualcuno vicino che li tranquillizza e li aiuta a sbrogliare la situazione».

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