Probabile euro-esordio del difensore centrale di destra, con Darmian avanzato. I tre sommano appena 311’ in Champions

Dal nostro inviato Filippo Conticello

– salisburgo (austria)

Un po’ per necessità e molto per scelta, Simone Inzaghi sta portando a compimento la sua piccola rivoluzione del pensiero: il tecnico interista non ragiona più su 11 titolarissimi incisi nella pietra, ma pesca felicemente da un mazzo più ampio. Ha deciso di dare una rimescolata profonda perfino in una partita decisiva per il percorso europeo. Se ciò può capitare, è perché la fiducia sulla profondità della rosa è cresciuta ad Appiano, allenamento dopo allenamento. E così non stupisce questa iniezione di benzina verde in terra austriaca: se davanti per far rifiatare Lautaro, il tecnico nerazzurro non può che puntare sul conservatorismo di Sanchez, è a centrocampo, in difesa e sulle fasce che le scelte sono più “progressiste”. Coraggiose, ma razionali. Dentro in un colpo solo tre giocatori che insieme sommano appena 311’ in Champions: ai 186’ di Carlos Augusto, che ci sta prendendo gusto visto che è arrivato alla terza presenza dall’inizio in Coppa, si aggiungono i 125 di Davide Frattesi, decisivo all’andata con il Salisburgo in entrambi i gol. Il terzo ingresso, la sorpresa di giornata, è invece un 22enne di belle speranze che in questi luoghi non ha mai avuto cittadinanza: Yann Bisseck, tedeschino messo a bottega d’estate, potrebbe fare il suo esordio assoluto in Champions e quello dall’inizio in maglia nerazzurra.

Nuovo braccetto

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La frana improvvisa a destra ha portato Inzaghi a pensare seriamente di lanciare il debuttante e pazienza se Bisseck sia stato “ammirato” finora solo per la miseria di 8 minuti tra Monza e Torino. Sembrava destinato a restare una comparsa sbiadita, iniziavano pure a girare voci di prestito secco a gennaio, poi ecco un concatenarsi di eventi che rischiano di cambiare la stagione dell’ex capitano dell’U21 tedesca: dopo il ritardo nel recupero di Cuadrado e il crac di Pavard, si è aggiunto un po’ di sovraffaticamento di Dumfries, che ieri non ha partecipato a gran parte dell’allenamento pre-partenza. Ciò porta di riflesso all’avanzamento di Darmian nel ruolo di quinto sulla linea dei centrocampisti e un buco nel ruolo di braccetto destro. Per riempirlo, ecco quindi l’idea Bisseck, anche se in alternativa c’è sempre De Vrij, soluzione più “esperta”. Quella posizione, invece, è la preferita del buon Yann, definito semplicemente “in crescita” da Inzaghi. In realtà, ad Appiano è una spugna e non teme mai i contrasti con Thuram e Lautaro: ha atteso parecchio, ma il premio pare arrivato.

In rampa di lancio

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In una formazione più ingarbugliata del solito, due 24enni in rampa di lancio, Frattesi e Carlos Augusto, sono invece più sicuri di un posto al calduccio. Il ritorno dal primo minuto dell’azzurro lo ha annunciato direttamente Inzaghi in conferenza: un tocco di solennità ma anche un modo per responsabilizzare chi scalpita alle spalle dei centrocampisti titolari. Nella prova della vigilia per fargli posto c’era Barella tra le riserve, ma su questo tema Inzaghi non ha dato certezze: «Sto valutando chi far riposare perché Mkhitaryan e Barella stanno bene e ho pure Asllani…». L’esterno sinistro brasiliano, invece, proseguirà nella sua staffetta con Dimarco, spremuto parecchio sia contro la Roma che contro l’Atalanta. Per un po’ Inzaghi ha pure riflettuto sull’idea di spostare Carlos Augusto a destra, a piede invertito, nelle terre di Dumfries. E in una formazione in cui sia il capitano Lautaro sia il vicecapitano Barella rischiano di essere fuori, l’ulteriore sorpresa rischia di stare proprio nella fascia: potrebbe essere avvolta al braccio di Bastoni, un altro 24enne ma con esperienza da veterano. Tra l’altro, il mancino azzurro ha da farsi perdonare lo scivolone nell’ultima trasferta europea: a San Sebastian da un suo errore è nato il gol basco che poteva complicare la Champions.



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