Oggi sono in quattro a sostenere per la seconda volta l’esame orale di maturità, che per decisione del Tar va ripetuto, dopo che l’Ufficio scolastico regionale della Sicilia ha individuato irregolarità, confermate dai giudici. Undici studenti della quinta A del liceo scientifico Galileo Galilei di Spadafora, nel Messinese, sono tornati davanti alla commissione che li deve riesaminare, dopo un’estate nel segno dell’ansia.
    “Ora cercherò di concentrarmi sul mio percorso di studi e di dimenticare questo terribile sogno che considereremo come una delle cose della nostra vita da non ricordare”, dice Jolanda, appena dopo la conclusione del suo secondo esame. “Ora – prosegue – continuerò con il conservatorio e il percorso di studi che mi sono scelta”. Una sua compagna, Giulia, parla di “un periodo stressante: per mesi ho pensato all’eventualità di dover rifare l’esame, ed è accaduto”, mentre il padre della studentessa sottolinea “l’assurdità dell’accaduto. Una situazione aspetto che ha creato molto nervosismo per le ragazze ma anche per noi genitori”.
    Gli studenti soltanto tre settimane fa hanno appreso che i giudici amministrativi avevano respinto il ricorso, da loro presentato, per evitare che l’azione legale intrapresa da una loro compagna di classe li costringesse a rimettersi a studiare.
    Il secondo esame è cominciato ieri e si concluderà domani con gli ultimi due studenti da esaminare. Il caso si è aperto dopo che la famiglia di una studentessa, difesa dall’avvocata Maria Chiara Isgrò, ha deciso di presentare ricorso a seguito degli esiti finali della maturità. A sua volta, l’Ufficio scolastico regionale aveva disposto un’ispezione che ha rilevato “alcune significative irregolarità”, che hanno convinto l’amministrazione scolastica a emanare un provvedimento di annullamento delle prove orali, decisione confermata dal Tar.
   

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