Il tribunale di arbitrato rigetta il ricorso del presidente federale contro la squalifica (già scaduta) della Federazione mondiale per presunti illeciti

Il Tribunale Arbitrale dello Sport (Tas) di Losanna rigetta il ricorso di Paolo Barelli contro la squalifica di due anni inflittagli l’8 novembre 2022 dal Panel etico della Fina, oggi World Aquatics, che aveva indagato su “molteplici deferimento di presunti illeciti provenienti da casi separati” (la vicenda dei 497.000 da restituire alla Corte dei Conti per i lavori allo stadio del nuoto dopo un contenzioso col Coni concluso con l’assoluzione di Barelli, e l’addendum da un milione di euro della Len alla Fin per gli Europei di Roma 2022). La sospensione, per un anno scontata e per l’altro ridotta, scadrà l’8 novembre ma si tratta di un primo filone, perché sulla seconda squalifica fino al 2025 relativa al caso dei rimborsi alla Fina di 297.000 dollari si riprenderà il 23 settembre sempre a Losanna, dove ieri il presidente della federnuoto e presidente dei deputati di FI, si è recato. Barelli fa sapere che ricorrerà al Tribunale federale svizzero. Una vicenda nata dalle denunce di Bartolo Consolo per presunte irregolarità gestionali di Barelli e che aveva portato la Fina alla sospensione dell’8 novembre 2022. Il 21 gennaio 2022 la Procura di Morges (Svi) aveva archiviato la vicenda penale. Il 9 marzo 2023, la Fina aveva rincarato di un altro anno la sospensione, dopo i due già decisi, per aver ricevuto “pagamenti indebiti”. Il panel della federazione mondiale aveva precisato che il divieto di un anno inflitto a Barelli “resterà in vigore anche dopo la sua scadenza se l’importo di 297.000 euro non verrà interamente rimborsato”. Il 9 maggio il procuratore generale dello Sport del Coni, Ugo Taucer archivia le tre procedure di indagine autorizzando il procuratore federale del nuoto.

Attesa Coni

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Al Coni valutano attentamente la situazione venutasi a creare dopo questa decisione del Tas, ma non si sa quali saranno le prossime mosse: il Coni aspetterà il verdetto del ricorso del Tribunale svizzero prima di commissariare? Dalle reazioni di Barelli non ci dovrebbero essere scossoni operativi sulla Federazione, attualmente rappresentata dal vice presidente Andrea Pieri.

Difesa Barelli

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Ecco la difesa del numero uno del nuoto: “La pronuncia del Tas non cambia nulla ai fini della vita federale; l’anno di squalifica è scaduto il 14 settembre scorso e le attività nel contempo sono proseguite in pieno esercizio, ma ricorrerò comunque alla Corte Suprema Svizzera per tutelare la correttezza del mio operato e della Federazione Italiana Nuoto. Accolgo con soddisfazione, invece, la cancellazione dell’altro anno di inibizione disposto dalla Federazione Mondiale di nuoto in relazione alla gestione del finanziamento diretto alle piscine olimpiche di Roma nel triennio 2005-2007. La Corte Arbitrale dello Spor sottolinea che la Lega Europea di nuoto presieduta da Antonio Silva ha approvato e ratificato l’addendum relativo al contratto dei campionati europei di Roma 2022 e ha ringraziato l’appellante per l’ottima organizzazione dell’evento, in periodo di Covid era pratica comune modificare accordi in relazione ai cambiamenti generati dalla pandemia. Il danno di immagine procurato alla World Aquatics è di modesta entità. Nonostante ciò il Tas considera palesarsi il conflitto di interesse perché sono stato io a firmare, in qualità di presidente della Len, l’addendum al contratto per gli europei organizzati dalla Fin. Tutto ciò appare chiaramente un ossimoro; peraltro nella sua approfondita indagine il Tas non considera che in qualità di presidente avevo l’obbligo non derogabile di firmare tutti gli atti amministrativo-commerciali, anche in occasione del contratto per l’organizzazione degli Europei di Roma 2022”.

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