L’esercito ucraino dovrà evolversi ed essere pronto a modificare il modo in cui combatte le forze russe per vincere la guerra: lo ha detto oggi il nuovo comandante in capo delle forze armate di Kiev, Oleksandr Syrsky. 

    “Solo i cambiamenti e il miglioramento continuo dei mezzi e dei metodi di guerra ci permetteranno di avere successo su questa strada”, ha detto Syrsky nel suo primo commento pubblico da quando ha assunto l’incarico. 

    E da Mosca, intanto, il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha dichiarato che il cambio al vertice delle forze armate ucraine, con la sostituzione del generale Valery Zaluzhny con Syrsky, “non cambierà il corso” del conflitto in Ucraina.

   Più duro il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, Dmitry Medvedev, ha subito attaccato il nuovo capo delle forze armate ucraine,  definendolo “un traditore”. In un post sui social ripreso dalla Tass, l’ex presidente ed ex premier russo Medvedev ha dichiarato di provare “disprezzo” per il generale ucraino definendolo “un uomo che era un ufficiale sovietico russo, ma è diventato un seguace di Bandera, un traditore che ha violato il suo giuramento e serve i nazisti, distruggendo i suoi cari”.

  Medvedev, già noto per le sue dichiarazioni aggressive, ha così ripetuto la tanto criticata tesi della propaganda del Cremlino secondo cui le truppe russe avrebbero invaso l’Ucraina con l’obiettivo di “denazificarla”, tesi che Kiev e i Paesi occidentali ritengono un pretesto infondato usato da Mosca per muovere guerra all’Ucraina.

The Economist, silurare Zaluzhny può essere un rischio per Zelensky

     Il siluramento di Zaluzhny, annunciato ieri dal presidente Volodymyr Zelensky, rischia di penalizzare il leader ucraino e avere ripercussioni negative sul conflitto contro la Russia. Lo scrive il settimanale britannico Economist, secondo cui il generale ha avuto un “ruolo cruciale e contro ogni previsione” nel respingere le forze di Mosca nei primi giorni dell’invasione e ha quindi acquisito una grande popolarità tra le sue truppe e i civili ucraini.

   Ma, soprattutto, la decisione di sostituire il vertice dell’esercito segna l’inizio di una nuova fase della guerra, in cui la scelta del leader ucraino “può rivelarsi errata”, sottolinea la testata. “La domanda più importante è se Zelensky potrà trarre profitto dal siluramento del generale Zaluzhny per riorientare la sua visione della guerra”, prosegue il settimanale, che avanza qualche dubbio sulla scelta del sostituto, il generale Syrsky, in quanto ha la reputazione del comandante pronto a sostenere alti costi in termini di uomini e mezzi pur di affrontare il nemico.

   L’Economist osserva che, nonostante i propositi di Zelensky, “a meno che non cambi qualcosa di completamente inaspettato, una
guerra definita dal territorio è una guerra che l’Ucraina non può vincere”. Diventa quindi cruciale un rapporto di piena collaborazione tra vertici politici e militari con obiettivi precisi e condivisi, oltre a una maggiore capacità di produrre armi a livello nazionale tramite e una minore dipendenza dagli aiuti dall’estero.

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