BOLZANO. Un anno caldo, a ben vedere fra i più caldi di sempre, almeno da quando esistono le misurazione scientifiche, e, per di più, inaspettatamente più piovoso della norma. Con un ulteriore duplice chiosa inusuale in questi giorni: venti fortissimi, da record; e temperature elevate come non mai in questo scorcio di fine dicembre. È il meteo di questa fine del 2023.Come chiarisce il meteorologo provinciale Dieter Peterlin, «negli ultimi giorni abbiamo avuto correnti molto forti da nord, soprattutto nella parte settentrionale della provincia, specie in Venosta e nel Burgraviato. Attorno ai tremila metri si sono registrati venti superiori ai 180 chilometri orari. Ma anche in valle spirava un forte vento, in particolare sempre in Venosta e nel Burgraviato, ma pure a Bolzano e nel resto della provincia». Raffiche diffuse e localmente forti. Questo vento ha portato con sé due fenomeni, spiega oltre Peterlin: «Per cominciare, tanta neve sulla cresta di confine». Ieri mattina attorno ai duemila metri di quota a terra si registrava un totale di un metro di neve. Era così da Resia al Brennero, fino in valle Aurina. Più si va verso sud, minori le precipitazioni registrate: per esempio a Obereggen sono caduti solo pochi centimetri. Insomma, precipitazioni a nord. «E caldo a sud. Con il Föhn, temperature in netto rialzo. A Merano, nella notte su sabato si è battuto ogni record da quando esistono le rilevazioni scientifiche: 9 gradi di minima notturna. Il più caldo giorno di dicembre, di sempre».Temperature elevate per la media di stagione anche durante la giornata di ieri, con quasi venti gradi in val d’Adige e in Bassa atesina. «Succede – così Peterlin – anche se non cosi spesso. In passato era già capitato di misurare massime di venti gradi a dicembre e a gennaio». Nei prossimi giorni la situazioni andrà tranquillizzandosi: «Temperature in flessione, massime attorno ai dieci gradi, vento in diminuzione. Abbastanza sole, poche nuvole, niente nuove precipitazioni».Volendo infine tracciare un bilancio annuale del meteo, così sempre Peterlin, «il 2023 è stato un anno molto caldo, uno dei più caldi mai registrati, con soli due mesi sotto la media: aprile e novembre. Dieci i mesi con temperature sopra la media». Fuori media anche le precipitazioni: «A inizio anno era molto secco, c’era il timore non arrivassero precipitazioni, ma prima dell’estate la situazione si è risolta: ad aprile e maggio ha piovuto, tanto che facendo la media annuale, attualmente, siamo sopra al normale: più precipitazioni non solo degli ultimi due anni, ma anche della media di lungo periodo». DA.PA

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