Un incontro “cordiale e istituzionale”, dove il ministro della Difesa ha potuto approfondire nel dettaglio, come persona informata sui fatti, quanto detto giorni fa sui rapporti tra magistratura e governo: insomma l’intenzione di rivelare i nomi e i particolari che riguardavano timori e cose a lui riferite – ma tenendoli riservati per la tutela dei magistrati – si è definitivamente concretizzata per Crosetto in Procura a Roma. Elementi che il titolare di via XX settembre, subito dopo le polemiche per le sue dichiarazioni nell’intervista del 26 novembre al Corriere della Sera, si era già detto pronto a condividere con la commissione Antimafia o con il Copasir, sempre per motivi di segretezza. Non erano materie di loro competenza e alla fine gli stessi temi sono stati affrontati di fronte al procuratore capo Francesco Lo Voi: a quanto si apprende però non ci sarebbe comunque alcun ‘segreto’ o rivelazione, perché gli argomenti sono quelli noti e riguardano le problematiche sui rapporti tra toghe ed esecutivo e in Procura il ministro sarebbe stato sentito nell’ambito in un’indagine aperta come modello 45, ossia senza indagati o ipotesi di reato.
“A me raccontano di una corrente della magistratura in cui si parla di come fare a fermare la deriva antidemocratica a cui ci porta la Meloni. Siccome ne abbiamo viste fare di tutti i colori in passato, se conosco bene questo Paese mi aspetto che si apra presto questa stagione, prima delle Europee…”, aveva detto Crosetto nell’intervista al Corriere, aggiungendo, inoltre, che l’attuale governo di centrodestra può essere messo a rischio soltanto dalla “opposizione giudiziaria”.
Non aveva poi placato le polemiche il chiarimento del ministro nella sua risposta in aula alla Camera il primo di dicembre scorso ad una interpellanza del capogruppo di +Europa Benedetto Della Vedova.
E sulla vicenda Crosetto tornerà ancora a Montecitorio il prossimo 19 dicembre con un’informativa urgente, calendarizzata quel giorno – a quanto si apprende – solo per un problema di agende, dopo aver sentito in queste ore il presidente Fontana.
In quell’occasione è molto probabile che il ministro ribadirà il riferimento a riunioni e dichiarazioni di esponenti di Magistratura Democratica e di Area, che si ponevano a suo dire in contrasto con il governo Meloni: una presa di posizione che ha già scatenato la dura reazione dell’Anm, che aveva definito le accuse del ministro “una fake news” senza “alcun fondamento” e che “fa male alle istituzioni”. Lo stesso presidente Giuseppe Santalucia aveva chiesto a Crosetto che venissero “fugati sospetti e ombre, non deve lasciare che le sue parole cadano nel vago. Se c’è da chiarire lo faccia, nei modi che preferisce”. 

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