Walter Hill, con la lucidità di sguardo che gli era congeniale, in I Guerrieri della Notte seppe darci un punto di vista assolutamente scevro da ogni paternalismo e moralismo. Di fatto il film ancora oggi stupisce per la quasi totale assenza di una visione manichea, o comunque di un giudizio morale sui suoi protagonisti, tuti criminali, tutti, senza eccezione. Ma sono comunque dotati di un codice, di una profonda solidarietà, rappresentano quella foltissima realtà delle più varie minoranze e parti della società, che erano state lasciate totalmente in balia di sé stesse dalla leadership politica. Da questo punto di vista può sembrare sicuramente un paradosso il fatto che proprio Ronald Reagan, che negli anni Ottanta avrebbe abbracciato una politica ancora più conservatrice e distante dai ceti svantaggiati, avesse amato profondamente il film, tanto da chiamare personalmente gli attori per congratularsi. Il perché è semplice: I Guerrieri della Notte è un film ibrido, a metà tra un western, un action, ma anche una prova dell’impatto che Bruce Lee aveva avuto nella pop culture di quegli anni. Inutile dire che vi è molto anche di Kurosawa nel vedere questi ragazzi cercare di sopravvivere ai nemici che li inseguono. C’è molto degli spaghetti western, dei film della blaxploitation, dei poliziotteschi. La colonna sonora, il look dei vari personaggi, seguono e assieme anticipano il trionfo del funk, dell’R&B, così come dell’hard rock e punk. Inutile poi dire quanto il film abbia cambiato molto nel racconto post-apocalittico degli anni ’80, nella visione di un futuro anarchico e tribale, vedasi la fantascienza di John Carpenter o di lì a poco in Mad Max.

Un film che ha rivoluzionato l’estetica action urbana

I Guerrieri della Notte è però soprattutto un’Odissea metropolitana, in cui i protagonisti sono costretti di volta in volta a inventarsi qualcosa per sopravvivere, inseguiti dalle altre bande che li ritengono responsabili dell’uccisione di Cyrus, il carismatico leader dei Riffs, in cui Walter Hill crea non casualmente un grande parallelo con la figura di Ciro il giovane. Solo uno dei tanti momenti in cui il regista americano avrebbe reso omaggio all’antica Grecia, alla sua narrativa, potentissima ed eterna. Un altro esempio di tale fenomeno può essere riscontrato nella tematica del tradimento, nelle diverse prove da affrontare da parte dei protagonisti, che richiamano alla mente quelle degli Argonauti, di Ulisse o altri eroi del mito antico. Swan, Ajax, Fox e gli altri devono vedersela contro nemici la cui enumerazione ed il cui elenco e caratteristiche, sono sia una rievocazione di mostri e guerrieri antichi, sia l’eco della subcultura giovanile in fieri di allora, che musica, cinema, fumetti hanno influenzato né più né meno della povertà, appartenenza etnica o territoriale. Detroit, New York, Los Angeles o Houston da decenni ospitano gang non dissimili, non meno colorate. Non un caso che diversi attori, durante le riprese del film, fossero stati scambiati per criminali veri, mentre le vere gang, reclutate dalla produzione, fungessero da comparse o addirittura vigilassero su furgoni, cineprese o altro, per impedire che i “colleghi” se le rubassero. Perché in quegli anni, in cui la droga aveva rovinato intere esistenze, era la microcriminalità e l’assenza totale dello Stato sul territorio a creare le maggiori paure per l’americano medio.

l 4 novembre 1988 usciva il film più originale, grottesco e politicamente impegnato del grande regista, capace negli anni di diventare un cult iconico

Se però in quel finire di anni ’70, saghe come quella de Il Giustiziere della Notte o dell’ispettore Callaghan avevano ritratto in modo reazionario questo sottobosco, I Guerrieri della Notte di Walter Hill invece li illumina da dentro di una luce instabile ma umanissima. Sono ragazzi disperati, senza famiglia, prospettive, l’unica cosa che hanno sono i propri compagni. Nella morte di Cyrius, per mano del folle Luther, vi è anche l’ombra delle morti di Malcolm X, delle esecuzioni sommarie di Fred Hampton e delle Pantere Nere, di quella rivoluzione mancata che poteva cambiare molto per una larga fetta di emarginati d’America. Le bande in realtà sono la deformazione stessa della società e delle sue regole, si aggirano in una metropoli dove la polizia o lo Stato sono invisibili anzi ancora peggio sono strumenti di corruzione e oppressione al servizio della criminalità organizzata. Hill crea una ribellione delle masse, in un mondo dove donne sono vittima costante di violenza e oggettificazione, dove solo il più forte sopravvive. I Guerrieri della Notte avrebbe cambiato per sempre la concezione che l’industria dell’intrattenimento aveva della gioventù, delle periferie. La moda, la musica, persino i videogiochi avrebbero preso moltissimo dal film di Hill, che seppe cambiare moltissimo del linguaggio cinematografico, di ciò che era un inseguimento urbano o un combattimento. Da 45 anni Swan e gli altri si aggirano per le strade della New York della nostra fantasia, simbolo di qualcosa di indefinito e potentissimo, della ribellione che tutti, a vent’anni, abbiamo sentito unico vero ideale della nostra esistenza.

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