Io e mio papà siamo degli amanti di Gran Turismo, lui sicuramente molto più di me. Anzi, vi dirò di più: la mia passione risiede più nei riguardi di vederlo giocare a Gran Turismo, che di giocarci, effettivamente. 

Comunque sia, abbiamo parecchio apprezzato Gran Turismo 7. Lo abbiamo giocato così tanto da collezionare oltre 800 ore di gioco. E dopo 800 ore, anzi, 839 per l’esattezza, finalmente, siamo riusciti nel nostro intento: collezionare tutte le macchine del gioco.

Al momento in cui battiamo queste parole, sono 497 i bolidi che compongono l’enciclopedia di Gran Turismo 7. Lo sblocco avviene semplicemente giocando, collezionando valuta di gioco e completando via via le attività che l’offerta propone, dalle patenti, ai menù, cioè ulteriori richieste al termine delle quali offrono ricompense.

Poteva mancare un’immagine creata con l’I.A. dedicata a Gran Turismo 7? La domanda è retorica. Questa è realizzata con Bing. Carina, no?

Giusto per darvi un minimo di contesto, per raggiungere l’ambito risultato dello sblocco di tutte le vetture, io e mio papà abbiamo giocato quasi esclusivamente nelle modalità in solitaria, cercando di effettuare ogni giorno (sì, ogni giorno da due anni a questa parte) almeno “l’allenamento giornaliero”, quello che offre una ricompensa extra al giorno dopo un certo numero di chilometri macinati.

Inoltre, non abbiamo mai effettuato un acquisto in-app. Tutte le auto sono state regolarmente sbloccate nel gioco, il che non è affatto semplice. Va considerato, infatti, che nel parco auto ci sono bolidi da 20.000.000 di crediti l’una. Abbiamo calcolato che, nel giro di un’ora passata sui circuiti più remunerativi, è possibile guadagnare circa 1.500.000 crediti: questo significa che sono necessarie più di 13 ore per sbloccare una singola auto tra le più prestigiose.

Come anticipato, Gran Turismo 7 è coadiuvato da un sistema di acquisti in-app, con pacchetti di crediti venduti a prezzi non propriamente bassi. Per dire, per acquistare appunto una delle macchine più costose, la Mercedes-Benz 300 SL (W194) ’52, sono necessari, appunto, 20.000.000 crediti: un pacchetto da 2.000.000 è disponibile a 19,99€, dunque vuol dire che sono necessari 199,90€ per comprarla con denaro reale. Sì, esatto: praticamente 200€ per una singola macchina leggendaria virtuale. Chiaro è che questa mossa, oltre all’ovvia monetizzazione, è anche una scelta fatta per dare più valore all’economia del gioco in relazione al tempo speso sul tracciato: non sarebbe giusto mettere un’auto leggendaria difficile da sbloccare a pochi euro nello store.

Ecco la Mercedes-Benz 300 SL (W194) ’52, una delle macchine più costose di Gran Turismo 7.

Ciò detto, è giusto mettere un’auto digitale in vendita a 200€? La risposta è più complicata del previsto. Gran Turismo è da sempre un videogioco che richiede del tempo per lo sblocco di specifiche auto, è parte della progressione. La stessa ricerca del modo ideale per l’acquisizione del denaro è già di per sé un motivo di divertimento. Eppure, nel corso degli aggiornamenti, Gran Turismo 7 ha sempre fatto (volutamente?) molto fatica nel trovare un giusto bilanciamento tra ricompense e ore spese in gioco. È ovvio che la presenza delle microtransazioni ha contribuito al problema, ma la realtà dei fatti, per quanto non ci piaccia, è che i videogiochi hanno bisogno delle microtransazioni, soprattutto un prodotto come questo.

Gran Turismo 7 è stato letteralmente farcito da un numero di aggiornamenti impressionante dal lancio, con piste, auto e contenuti extra aggiunti a cadenza regolare e senza mai chiedere un euro al portafogli dei giocatori.

Che ci piaccia o meno, la presenza degli acquisti in-app, dunque, è la soluzione scelta da Polyphony Digital per sostentare un titolo di corse enorme.

Ora, tutta questa riflessione deriva dal fatto che, effettivamente, le microtransazioni non sono un problema, almeno di base. Certo, lo sono spesso, ma possono essere utili a sovvenzionare i contenuti extra rilasciati nel tempo. 

L’aggiornamento Spec II di Gran Turismo 7 pubblicato nell’ultima parte del 2023 ha notevolmente ampliato l’offerta di contenuti.

Sia chiaro, casi come Dragon’s Dogma 2, che ha visto l’introduzione di acquisti in-app (assolutamente da evitare) solo dopo le fasi di recensione, o ancor peggio Disney Speedstorm, che ha disattivato la possibilità di acquisto del Season Pass con la valuta premium, costringendo i giocatori a spendere il triplo in denaro reale rispetto ad un normale pass stagionale, non dovrebbero più accadere se vogliamo che l’industria sia almeno un po’ più sana.

Non sto dicendo che Gran Turismo 7 abbia azzeccato la formula giusta, ma vi porto a chiedervi una cosa: siete più propensi a pagare piste e auto in pacchetti d’espansione, o preferite riceverli in forma gratuita dopo numerose ore di gioco, sopportando la presenza di acquisti in-app? Non dovete darci una risposta, ma agire sulla base della stessa, per fare in modo che il mercato vada nella giusta direzione per un’industria che non è del tutto in salute, considerando i grandi tagli che sta subendo causati dai molti licenziamenti.

In ogni caso, è sempre importante che le aziende comunichino bene il loro piano di supporto prima che il prodotto arrivi sul mercato, per fare in modo che i consumatori siano consapevoli di ciò che stanno comprando.

Come dite? Se ne è valsa la pena spendere 800 ore per sbloccare tutte le auto di Gran Turismo 7? Be’, dare una risposta lucida, che trascenda il valore affettivo di aver vissuto questa esperienza con mio padre, non è affatto semplice. E non è affatto semplice dare una risposta che non sia scontata. Se posso darvi un consiglio spassionato, cercate sempre e continuamente di capire cosa davvero vi diverte, cosa davvero è intrattenimento di qualità e cosa non lo è. Io mi ci sono divertito a sbloccare tutte le auto in Gran Turismo 7, perché non era il mio obiettivo, ma quello mio e di mio papà.

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