Sarah Netanyahu, la moglie del premier israeliano Benyamin Netanyahu, ha scritto una lettera a papa Francesco chiedendo il “personale intervento” per la situazione degli ostaggi israeliani in mano ad Hamas a Gaza.

“Sua Santità – ha scritto – le chiedo un suo personale intervento in questo tema. La prego di usare la sua influenza per chiedere il rilascio senza condizioni e senza indugio”.

“Le chiedo anche – ha aggiunto – di fare appello alla Croce Rossa di visitare tutti gli ostaggi e consegnare loro medicine vitali”. “Il suo intervento – spiegato – potrebbe far pendere l’ago della bilancia e salvare vite preziose”.

Netanyahu: ‘stiamo intensificando la guerra nella Striscia’
“Stiamo intensificando la guerra a Gaza. Continueremo a combattere fino alla vittoria finale su Hamas”. Lo ha detto il premier israeliano Benyamin Netanyahu aggiungendo che “questa è l’unica maniera per far tornare gli ostaggi, eliminare Hamas e assicurarci che Gaza non sia più una minaccia per il Paese”. “Ci vorrà tempo ma siamo uniti: soldati, popolo e governo. Siamo uniti e determinati a combattere fino alla fine”. “La guerra – ha sottolineato – ha un prezzo pesante, molto pesante nelle vite dei nostri eroici soldati e faremo di tutto per salvaguardarle. Tuttavia, c’è una cosa che non faremo; non ci fermeremo fino alla vittoria”.

Attaccato un camion di aiuti, due morti per gli spari degli agenti di Hamas

Si è aggravato il bilancio degli incidenti verificatasi oggi a Rafah (nel sud della Striscia) quando agenti di Hamas hanno sparato – secondo fonti locali – su persone che tentavano di impadronirsi di aiuti umanitari entrati con un camion nel rione Sultan. In una prima fase degli incidenti un adolescente è stato ucciso da quegli spari. In seguito, secondo le fonti, una seconda persona è morta in ospedale. Nella vicina Khan Yunis si è verificato intanto un incidente analogo e una persona, che pure cercava di appropriarsi di aiuti, è stata ferita da agenti di Hamas. “Nelle strade si respira un’atmosfera di anarchia” secondo le fonti.

In seguito ad intensi bombardamenti dal Libano in direzione del monte Naftali (alta Galilea) l’aviazione israeliana ha colpito oggi ”obiettivi militari degli Hezbollah”. Fra questi, ha precisato un portavoce militare, ”infrastrutture terroristiche, strutture militari e rampe di lancio” di razzi. Successivamente ad Avivim, nel nord di Israele, sono tornate a risuonare le sirene di allarme. Intanto il centro israeliano di studi strategici ‘Alma’, che ha sede nella alta Galilea, ha affermato che ”operativi Hezbollah prendono posizione vicino a villaggi cristiani del Libano sud”. Ha menzionato il particolare il villaggio di Deir Mimas che – secondo ‘Alma’ – sarebbe utilizzato dagli Hezbollah come una sorta di ‘scudo umano’.

Sirene di allarme sono risuonate nella città di Shlomi, in alta Galilea, in seguito al lancio di razzi dal Libano meridionale. In precedenza l’esercito aveva ordinato agli abitanti di una ventina di località della Alta Galilea situate vicine al confine di chiudere i cancelli di ingresso e di vietare a tutti di entrare o uscire, fino a nuovo ordine. Nel frattempo l’esercito ha chiuso al traffico alcune arterie nel nord di Israele ritenute esposte al fuoco degli Hezbollah. Secondo i media, oltre 60 mila persone sono sfollate nelle ultime settimane dal nord di Israele in seguito ai continui attacchi degli Hezbollah. Ingenti danni materiali sono segnalati nelle località di Israele più vicine al confine con il Libano.

Abu Mazen, ‘sta arrivando il sole della libertà’

“Il sole della libertà e dello Stato indipendente con Gerusalemme Est come capitale sta inevitabilmente arrivando, ed è addirittura proprio dietro l’angolo”. Lo ha detto il presidente Abu Mazen nel suo discorso di Natale, citato dall’agenzia Wafa. “Il fiume di sangue, gli enormi sacrifici, la sofferenza e l’eroica fermezza del nostro popolo sulla sua terra è – ha aggiunto – la via verso la libertà e la dignità”. Abu Mazen ha detto che i palestinesi “continueranno la lotta per raggiungere i legittimi diritti di vivere sul suolo della Palestina, in uno stato libero, indipendente e pienamente sovrano”.

Ministero sanità Hamas, bilancio sale a 20.424 morti

Il ministero della sanità di Hamas ha reso noto che il bilancio nella Striscia di Gaza è salito a 20.424 morti.

Netanyahu: ‘non è vero che Usa hanno impedito azioni militari’ 

Il premier israeliano Benyamin Netanyahu – in apertura della seduta di governo a Gerusalemme – è tornato sulle notizie, già smentite, che gli Usa abbiano impedito di colpire gli Hezbollah in Libano dopo l’attacco del 7 ottobre. “Ho visto false pubblicazioni secondo cui – ha spiegato Netanyahu – gli Usa hanno impedito operazioni militari, questo non è vero. Israele è uno stato sovrano, le nostre decisioni in guerra si basano sulle nostre considerazioni”. Netanyahu ha poi ricordato che nella conversazione con il presidente Biden di ieri gli ha confermato che Israele continuerà la guerra “fino alla vittoria”.

Israele, continuano le operazioni militari a Gaza 

Continuano le operazione dell’Idf a Gaza con forti combattimenti in tutta la Striscia. Lo ha fatto sapere il portavoce militare secondo cui nelle ultime 24 ore sono stati colpiti circa 200 obiettivi di Hamas. Nel nord di Gaza – secondo la stessa fonte – le truppe hanno individuato “un deposito di armi di Hamas all’interno di una struttura civile. All’interno del complesso, che si trovava adiacente alle scuole, a una moschea e a una clinica medica, sono state trovate – ha continuato – cinture esplosive adattate ai bambini, dozzine di colpi di mortaio, centinaia di granate e documenti di intelligence”. A Jabalya, sempre nel nord, le truppe – secondo la stessa fonte – hanno ucciso “sette terroristi e distrutto quattro posti di osservazione di Hamas distribuiti nell’area”. Anche a Khan Yunis, nel sud di Gaza, sono state “trovate armi”

Haaretz, proteste a Cesarea e Tel Aviv contro Netanyahu

Proteste contro Benyamin Netanyahu, con la richiesta di dimissioni, si sono svolte ieri sera a Tel Aviv e a Cesarea, dove c’è la residenza privata del premier israeliano. Lo ha riferito il quotidiano Haaretz, secondo cui le manifestazioni hanno denunciato la responsabilità di Netanyahu e del suo governo di non aver saputo impedire l’attacco di Hamas del 7 ottobre scorso.

Israele, 8 soldati uccisi a Gaza, bilancio sale a 152

L’esercito israeliano ha annunciato la morte di 8 soldati uccisi in combattimento nel nord e nel centro della Striscia di Gaza. Dall’inizio dell’operazione di terra, il bilancio dei militari caduti in battaglia è ora di 152.

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