BOLZANO. Sulla saracinesca della tabaccheria Bonifacio di via Fago è apparso venerdì un biglietto: «Forza Vittorio! Buona guarigione e non mollare. Non diamogliela vinta a questi vigliacchi». Fuori dal negozio è continua la processione di clienti increduli. Commentano la terribile rapina che, mercoledì sera, è culminata in una brutale aggressione ai danni del commerciante. Conosciuto e amato in tutto il quartiere, Vittorio Bonifacio non sa se e quando riaprirà il negozio. Gli abitanti però lo aspettano, e gli lasciano pensieri e parole di conforto.

La paura

Tra i frequentatori della zona, oltre alla solidarietà, è la paura il sentimento che prevale. Un episodio così grave avvenuto nel cuore di Gries, a un centinaio di metri in linea d’aria dal Commissariato del governo, dove si tengono gli incontri del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, ha sconvolto tutti. Tanto che ieri mattina, al bar, in farmacia e all’ingresso delle scuole Rosmini, tra genitori e nonni vigili, non si parlava d’altro. «È assurdo», commenta una mamma in bici verso l’ingresso delle Marcelline: «Come clienti abituali del tabacchino siamo davvero dispiaciuti. Nessuno credeva che qui potesse accadere una cosa del genere». 

«Purtroppo in Alto Adige non è un caso isolato», commenta il presidente della federazione italiana tabaccai Marco Spitaleri. Si riferisce in particolare alla rapina avvenuta il 6 gennaio in via Roma, dove due ventenni, poi arrestati, hanno derubato e aggredito una commerciante, approfittando di un momento in cui si trovava da sola in negozio. Un episodio simile era accaduto a Bressanone alcuni mesi fa. «Il nostro è un settore molto colpito», prosegue Spitaleri, «per diverse ragioni. E forse tra i delinquenti, talvolta, c’è anche un senso di impunità. La federazione si sta muovendo a livello nazionale per garantire maggiore sicurezza a tutti i negozianti». Infine ribadisce la sua vicinanza al collega e amico Vittorio, con cui è costantemente in contatto: «Lo sosterremo in tutti modi in questo percorso difficile».

Vicinanza che arriva anche dal direttore di Confesercenti Mirco Benetello, sconvolto dall’accaduto: «In situazioni come queste è chiara l’assenza di senso della misura», sottolinea. «Una cosa è il furto, un’altra è l’aggressione fisica. Questa accade sempre più spesso. Purtroppo è innegabile che tra i commercianti ci sia preoccupazione».

Le soluzioni

«Come Confesercenti abbiamo fatto una serie di incontri con le forze dell’ordine per capire quali sono le situazioni da cui tutelarsi e soprattutto come riconoscerle», prosegue Benetello, «Sono importanti i tavoli di confronto sul tema sicurezza. Nel 2024, inoltre, faremo sicuramente degli incontri con i commercianti sul tema della tutela personale: come comportarsi in determinate situazioni, come reagire. Molti settori sensibili si sono attrezzati: le farmacie o le banche hanno studiato sistemi per ridurre i furti. Ed ha funzionato. Si dovrà prendere questa direzione anche negli altri settori a rischio», conclude Benetello.

Anche per le tabaccherie, a breve, cambierà qualcosa: «Un progetto del ministero dell’interno vuole inserire un particolare sistema di sorveglianza in tutte le tabaccherie statali, circa 50 mila», spiega Spitaleri, «Se questa proposta passasse, sarebbe una grande sicurezza per tutti i commercianti del settore, che si sentirebbero più tutelati». Il sistema sarebbe collegato alle centrali di polizia, per un intervento immediato in caso di rapina.

«Un grande deterrente», prosegue Spitaleri, «In Alto Adige circa il 93% dei tabaccai sono soci della federazione. Qui è un settore molto vivo e vicino ancora alla cittadinanza, soprattutto nei servizi. Aumentare la sicurezza all’interno degli esercizi sarebbe un valore per tutti i cittadini, non solo per i commercianti», conclude.

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