Lo scorso dicembre vi avevamo parlato di Granblue Fantasy: Relink, il progetto più ambizioso di sempre per Cygames. Dopo l’esplosivo successo del browser game lanciato nel 2014 (Granblue Fantasy), la software house nipponica mira ad espandere il suo incantevole universo fantasy esplorando nuovi generi videoludici. Il picchiaduro, ovvero quel Versus: Rising sviluppato con la preziosa collaborazione di Arc System Works, si è rivelato un successo; ora tocca all’action RPG.

Relink ci aveva già sorpresi in occasione dell’evento londinese, quando abbiamo potuto provarlo in anteprima in presenza del director Yasayuki Kaji. Eppure, solo mettendo le mani sul gioco completo abbiamo potuto saggiare la bontà del comparto narrativo e quella del gameplay, prendendoci tutto il tempo necessario per approfondire la conoscenza degli eroi e del mondo che li circonda. Ci siamo quindi uniti ad un’allegra ciurma di ‘navigatori dei cieli’, impersonando il valoroso Gran.

Così, dopo innumerevoli battaglie a suon di spadate, incantesimi ed evocazioni, abbiamo sviscerato Granblue Fantasy: Relink su PlayStation 5. Ecco le nostre impressioni a freddo.

Prima di Relink: la nascita della Grandcypher

Prima di analizzare tutti i comparti di Granblue Fantasy: Relink, è necessario aprire una breve parentesi sulla lore del gioco di ruolo da cui deriva il nuovo titolo di Cygames.

Come anticipatovi nell’Anteprima, la storia di Relink inizia infatti in medias res e ci catapulta senza esitazioni nel Mondo Celeste, una galassia di isole fluttuanti composta da quelle che i navigatori dei cieli chiamano ‘contrade celesti’. Queste sono abitate dai celestiani, esseri mortali che hanno esiliato i più potenti – e apparantemente immortali – astrali in seguito ad una violenta insurrezione, nota ai più come Guerra dei Cieli. Nel corso dell’avventura si tornerà spesso a parlare dello storico conflitto tra astrali e celestiani, tra oppressori e ribelli, e delle releative conseguenze.

Almeno sul fronte narrativo, Relink è a tutti gli effetti un seguito di Granblue Fantasy (2014) e vede protagonisti gli stessi eroi che i veterani del GdR turn-based hanno imparato a conoscere negli anni. Sceglieremo se vestire i panni di Gran o quelli di Djeeta, rispettivamente protagonista maschile e femminile di Granblue. Assumiamo quindi il controllo dell’aeronave Grandcypher, in veste di suo comandante, dove ci attende il timoniere Rackam e il resto della ciurma.

Questa spensierata combriccola include cavalieri, ex mercenari e maghi provenienti dai più svariati contesti. Tra essi spicca però Lyria, una giovane ragazza dai tratti eterei che cela un misterioso potere, quello di controllare le creature primordiali, considerate alla stregua di divinità. Nel racconto – inizialmente omesso – degli eventi precedenti, Gran (o Djeeta) aveva subito una ferita mortale nel tentativo di salvare Lyria: quest’ultima decide di legare la sua forza vitale a quella del protagonista. Un evento che assume grande importanza nell’intero contesto narrativo di Granblue e che giustificherà le folli imprese di Gran. C’è un unico vero obiettivo: proteggere Lyria.

Nel nostro caso, quando abbiamo inaugurato la campagna di Relink la nostra conoscenza della lore di Granblue Fantasy equivaleva a zero. Ammettiamo di esserci un po’ preoccupati, soprattutto dopo aver assistito al frettoloso incipit dell’action RPG, temendo di non poter apprezzare appieno la storia del gioco e le eventuali sfumature. Sono bastate poche ore per fugare ogni perplessità.

Nulla viene dato propriamente per scontato nella narrazione di Relink. Al contrario, il gioco offre innumerevoli opzioni per esplorare (o riesplorare) gli eventi originali di Granblue Fantasy.

In primis, già dalle prime missioni assistiamo a diversi rimandi a ciò che ha portato alla formazione della compagnia della Grandcypher. Attraverso i dialoghi – sempre coinvolgenti e, soprattutto, adattati in maniera eccelsa nella nostra lingua – approfondiamo la conoscenza di ogni membro della ciurma: scopriamo quindi le origini del tormentato Eugen, le motivazioni che spingono Katalina ad essere così protettiva nei confronti di Lyria e quelle che hanno portato la potente e misteriosa Rosetta a guidare Gran nella sua eroica impresa. Non dimentichiamoci di Vyrn, il piccolo draghetto che è da sempre al fianco del protagonista e che non tollera determinati nomignoli.

Il Diario di Lyria raccoglie questi e molti altri dettagli legati ad ogni singolo personaggio (giocabile e non) di Relink. Cosa più importante, questo grimorio accoglie un’intera sezione dedicata alla storia originale di Granblue Fantasy, il che ci permette di riscoprire il primo incontro tra Gran e Lyria, così come la nascita della ciurma della Grandcypher e la caduta del crudele Impero di Erste. Come vedremo, gli Episodi del Destino offriranno ulteriori approfondimenti per ciascun eroe, affidando direttamente a loro il racconto di questi eventi e quello delle nuove avventure che affronteranno.

Ricordiamo che sul canale YouTube di Cygames è possibile trovare la serie animata ‘Granblue Fantasy: The Animation’ in formato integrale. Con i suoi sette episodi, l’anime – che sfoggia un comparto tecnico a dir poco eccezionale – racconta gli eventi originali di Granblue Fantasy e rappresenta, con ogni probabilità, il percorso più semplice per avvicinarsi a questo franchise.

Alla volta della contrada celeste di Zegagrande

Torniamo a focalizzarci sulla campagna principale di Granblue Fantasy: Relink. Dopo aver sconfitto l’Impero di Erste, la ciurma della Grandcypher prosegue nel suo viaggio e approda, finalmente, in una regione del tutto inesplorata: è la contrada celeste di Zegagrande.

L’avventura di Relink si divide in dieci capitoli, i primi dei quali ‘scorrono’ in maniera sorprendentemente veloce. La storia segue infatti un ritmo altalenante: si parte in quarta mettendo in scena due epiche battaglie e, poche ore dopo, ci si ‘schianta’ contro un imponente plot twist. Dopo quest’ultimo, la campagna rallenta e concede al giocatore diverse occasioni per esplorare con calma le varie location di Zegagrande e per affinare le proprie abilità – spesso tradendo quelle che, per motivi di trama, dovrebbero essere le vere priorità del protagonista.

La storia affronta un’ampia varietà di temi, alcuni a parer nostro anche piuttosto pesanti – si parla di guerra, lutti familiari e persino di controllo mentale -, ma lo fa sempre con una discreta spensieratezza. Da un certo punto di vista, il gioco di Cygames pecca di drammaticità e procede a senso unico verso il lieto fine, risolvendo molti dei suoi conflitti facendoli finire “a tarallucci e vino” – volendo usare un’espressione nostrana. Certo, non mancano momenti emozionanti e alcuni addirittura commoventi, ma su questo fronte Relink avrebbe potuto osare di più.

Non convincono del tutto neanche i personaggi. Fatta eccezione per un paio di figure ben caratterizzate, prima fra tutte la giovanissima Io, non siamo riusciti a legare con tutti i membri della ciurma. Per come la vediamo, il personaggio più debole è proprio quello di Gran/Djeeta, che interviene in diversi frangenti dell’avventura con poche e banali battute. Per giunta, è il giocatore stesso a scegliere le parole da far pronunciare al suo alter ego, ma la scelta sarà limitata a due sole opzioni di dialogo che non porteranno neanche ad esiti differenti. Neanche l’antagonista riesce a fare di meglio, nonostante le promettenti premesse viste nell’incipit.

Anticipandovi che tra un capitolo e l’altro ci siamo dedicati anche a qualche sidequest, sono bastate poco meno di 20 ore per portare a termine l’avventura principale di Relink e per assistere a quello che si rivelerà essere solo il ‘primo’ finale della campagna. Senza entrare nel dettaglio, dopo la conclusione della storia siamo invitati a prendere parte ad una nuova serie di incarichi che ci condurranno lentamente verso un ulteriore risvolto narrativo.

Non è altro che un semplice espediente per spingere il giocatore a collezionare nuovi – e, come vedremo, indispensabili – potenziamenti per il proprio party attraverso il completamento di una nutrita varietà di missioni secondarie. Queste includono banalissime fetch quest assegnateci dagli abitanti di Folca e Seminalia, le due principali location di Zegagrande, e le più complesse quest ottenibili presso la ‘reception’ che troviamo in entrambe le città – e che richiama in maniera piuttosto evidente il banco delle missioni di Monster Hunter World.

Quattro contro tutti: un action RPG al cardiopalma

Lo avevamo intravisto già nel corso dei dieci capitoli che compongono l’avventura di Granblue Fantasy: Relink, ma è nel post-campagna che il gameplay esplode.

Avevamo già elogiato il sistema di combattimento, basato su scontri rapidi ed estremamente fisici in cui il giocatore è invitato a eseguire ogni attacco con precisione e ad effettuare eventuali manovre evasive con il giusto tempismo. Proseguendo nel gioco, precisione e tempismo assumeranno un’importanza crescente: nelle missioni più avanzate, i nemici infliggeranno una caterva di danni e, alle volte, saranno persino in grado di azzerare la barra della salute con un singolo colpo. Sarà quindi fondamentale padroneggiare sia le schivate che le parate – e non una sola delle due. Ancora più importante è però la coordinazione con i compagni del party.

Nell’action RPG di Cygames sarete liberi di affrontare ogni missione in solitaria, impersonando Gran o Djeeta nel corso della campagna o uno qualsiasi dei personaggi giocabili (18 in totale) nelle missioni restanti. Il nostro consiglio spassionato è tuttavia quello di formare una squadra e lasciarsi affiancare da altri tre alleati. Con i nostri compagni potremo dar vita a potenti sinergie in battaglia, sfruttando di fatto uno dei temi portanti di Relink: il legame.

In combattimento, se attaccheremo un nemico nell’esatto momento in cui lo farà anche un compagno potremo eseguire il cosiddetto ‘attacco legame’, un colpo dagli effetti devastanti. Mettendo a segno più attacchi legame potremo caricare la Barra Link: una volta riempita la barra (misurata in percentuali), innescheremo una sorta di slow motion che rallenterà i nemici e, al tempo stesso, potenzierà i nostri combattenti con una rigenerazione accelerata delle abilità.

Non sarà l’unica occasione in cui saremo felici di avere degli alleati al nostro fianco. Ricordiamo che il nostro personaggio ha dalla sua un’Arte Celeste, una ‘ultimate’ tanto scenografica quanto potente in termini di danni numerici. Dopo aver riempito un’ulteriore barra energetica – situata sotto quella della salute – ogni combattente potrà utilizzare la sua Arte Celeste e, col giusto tempismo, sarà possibile concatenare queste ultimate per scagliare un formidabile attacco combinato, il Full Burst.

Il combat system si compone poi di altre meccaniche ‘avanzate’ che, se ben sfruttate, semplificheranno non poco la vita ai giocatori. C’è ad esempio la fase di Break, uno dei rari momenti in cui il boss di turno non eseguirà attacchi e diventerà più vulnerabile ai nostri. Inoltre, se le nostre combo non verranno interrotte potremo approfittare di un potenziamento progressivo dei nostri attacchi (Arti), incrementandone i danni fino a quattro volte. In alcuni scontri sarà persino possibile afferrare degli oggetti – dei barili esplosivi, di solito – da lanciare contro gli avversari, ma si riveleranno efficaci solo contro i gruppi di nemici più deboli.

Tutto questo avrà però scarsa importanza se non avremo dedicato sufficiente attenzione all’equipaggiamento di ciascun eroe. Non parliamo solo delle armi, potenziabili a dismisura, ma anche e soprattutto dei Sigilli: questi amuleti, suddivisi in diversi livelli e gradi, conferiranno numerosi bonus legati ad altrettanti fattori, come i colpi critici e la probabilità di innescarne, la rigenerazione della salute e delle abilità attive, i valori complessivi di attacco e difesa e chi più ne ha più ne metta. Otterremo questi Sigilli al termine delle battaglie più impegnative o scambiando determinati item (Coupon oggetti) con la mercante itinerante Sierokarte.

Non solo i Sigilli, ma anche un’ampia varietà di materiali verranno offerti come ricompense; materiali che impiegheremo per la forgiatura di nuove armi o per ulteriori scambi con Sierokarte. Tra i premi più ambiti ci sono anche le Carte compagno, utili per sbloccare nuovi alleati da aggiungere al party, e le rarissime Pietreforgia, che doneranno potenti bonus alle armi imbracciate. In merito ai compagni, ciascuno di essi porta con sé uno stile di combattimento unico e lo stesso discorso vale per le numerose abilità. Sarebbe un eufemismo dire che siamo rimasti impressionati dall’incredibile varietà che ogni combattente introduce sul piano del gameplay, al punto da trasformare l’intero combat system. Qui Cygames ha indubbiamente compiuto un lavoro eccellente e, chissà, in futuro potrebbe continuare a sorprenderci con eventuali DLC legati a personaggi extra.

Con le Competenze, il gioco di ruolo assume un’ulteriore stratificazione. Ci riferiamo semplicemente agli skill tree che regolano il potenziamento di ogni navigatore della Grandcypher: siamo rimasti a dir poco impressionati dalla complessa struttura di ogni albero di abilità, che nelle fasi avanzate del gioco acquisiscono addirittura nuove ramificazioni.

“Fasi avanzate” che, nella pratica, coincidono con missioni dall’elevato livello di difficoltà.

Dalle battaglie di livello Facile/Normale, infatti, nel post-campagna passeremo a quelle di livello Difficile/Molto Difficile e arriveremo alle sfide di grado Folle. C’è unico modo per superare indenni le battaglie più impegnative: studiare attentamente la formazione del party, combinando in maniera efficiente le abilità – suddivise tra Danni, Bonus e Malus – e i Sigilli di ogni alleato. Vi consigliamo di avere sempre a disposizione una fonte di cure, quale può essere Io con le sue magie rigenerative, così come dei consistenti bonus di difesa per proteggersi dai letali attacchi dei boss.

Boss che, tuttavia, sembrano ripetersi nella tipologia in più di qualche semplice occasione, già nel post-campagna. Potranno variare leggermente nell’estetica, ma resteranno di fatto gli stessi avversari conosciuti durante le battute iniziali dell’avventura – impreziositi, alle volte, da un pattern di mosse più complesso e da una maggiore aggressività in fase di combattimento. Se non altro, a prescindere dalla loro varietà, si prova sempre un’enorme soddisfazione nell’abbattere questi colossi. In un paio di occasioni abbiamo persino esultato davanti alla console.

Combinando tutti questi elementi otteniamo il variegato e a tratti complesso gameplay di Granblue Fantasy: Relink. Un mix in cui trovano spazio abilità offensive e difensive di ogni tipo, svariati oggetti da investire in potenziamenti di varia natura e, infine, potenti sinergie che ci permetteranno di affrontare le sfide più impensabili – anche quando l’action RPG si tramuterà magicamente in un bullet hell. Il risultato finale non solo funziona, ma è ai nostri occhi eccezionale e rappresenta senz’altro il più grande punto di forza dell’intera produzione.

Specifichiamo che Granblue Fantasy: Relink offre anche una modalità multiplayer online.

Nella nostra prova siamo riusciti a giocare in compagnia di un amico per affrontare insieme alcune delle missioni disponibili nelle difficoltà Normali/Difficili – in quel momento, in confronto al nostro compagno eravamo leggermente ‘sottolivellati’. Sono bastati pochi istanti per ospitare l’altro giocatore nella nostra lobby. Abbiamo anche intravisto un sistema di matchmaking che consentirà a chiunque di trovare dei compagni di gioco senza alcuna difficoltà.

Arte in movimento tra le contrade celesti

Se è vero che Relink non brilla sul fronte narrativo, è su quello artistico che guadagna nuovi punti. Ci siamo fatti conquistare dal peculiare stile visivo del gioco, con il suo colorato e vivace cel-shading, frutto di un lavoro egregio. Cosa più importante, siamo rimasti letteralmente incantati dalla cura riposta dal team di Cygames nella realizzazione del mondo di Zegagrande.

Le due location principali, che fungono anche da ‘hub’ presso cui gestire le varie missioni del gioco, brillano in termini di design. Il piccolo villaggio di Folca ci culla con la sua delicata palette di colori, facendoci quasi sentire a casa. La città splendente di Seminalia ci lascia invece spiazzati, vuoi per il suo enorme castello, vuoi per la sorprendente capacità di infondere la classica formula fantasy con diversi elementi presi in prestito dall’architettura urbana moderna.

Siamo inoltre  rimasti piacevolmente sorpresi dall’elevata qualità delle animazioni che accompagnano gli NPC nelle loro consuete attività. Nel villaggio di Folca abbiamo visto dei bambini giocare ai piedi di un laghetto, mentre altri due abitanti conversavano amichevolmente – e, sottolineiamo, senza ripetere le stesse frasi fino alla nausea. Tra le strade di Seminalia, invece, abbiamo dato un’occhiata alle bancherelle dei mercanti che popolano la grande piazza e abbiamo visitato una taverna dove i cittadini si riuniscono per concedersi una meritata pausa.

Saranno banalissimi dettagli, ma è anche attraverso questi semplici elementi che possiamo davvero immergerci nel magico mondo concepito da Cygames.

Abbiamo esplorato anche località meno ‘accoglienti’, come la cima ghiacciata del Monte Neigelith, le distese desertiche di Dahli e le isole sfregiate di Phondam. Qui hanno luogo molte delle missioni che compongono la campagna principale; purtroppo, nessuna di queste location offre molto in termini di interazione ambientale. L’esplorazione è solitamente limitata alla ricerca di pochi oggetti disseminati lungo grossi corridoi e solo in alcuni frangenti – come nella missione ambientata sull’isola di Dahli – è possibile godere di una maggiore libertà in fase esplorativa.

I limiti dei livelli giocabili vanno di pari passo con quelli del comparto tecnico.

Ahinoi, si vede lontano un miglio che Relink è una produzione cross-gen e che, probabilmente, non era neanche previsto un debutto su una console next-gen come PS5. Fatta eccezione per un frame rate sempre solido e ancorato ai 60 FPS (Modalità Prestazioni), non troviamo un grande livello di dettaglio e solo i modelli dei personaggi giocabili possono vantare un buon colpo d’occhio. Peccano i modelli degli NPC, così come i fondali dei livelli appena menzionati. Se non altro, su PS5 troviamo dei caricamenti fulminei e persino il supporto al feedback aptico di DualSense.

Assolutamente impeccabile, invece, l’intero comparto sonoro. La realizzazione della meravigliosa soundtrack ha visto il coinvolgimento di Nobuo Uematsu, compositore noto per i suoi memorabili lavori sulla serie Final Fantasy, e non solo. Le missioni della campagna sono accompagnate da arrangiamenti epici e da dolci melodie che resteranno impresse nei ricordi dei giocatori. Altrettanto lodevoli il doppiaggio – ottimo quello inglese, strepitoso quello giapponese – e l’adattamento italiano dei testi, come vi avevamo anticipato durante l’analisi dei dialoghi.

Granblue Fantasy: Relink sarà disponibile ufficialmente da domani, 1° febbraio 2024, su PlayStation 5, PlayStation 4 e PC (tramite Steam). Il prezzo consigliato alla vendita su console parte da 59,99€ per l’edizione standard – sicuramente un altro punto a favore del titolo di Cygames, visti gli elevati prezzi che oggi accompagnano tutte le nuove release tripla-A.

PRO

  • Un immaginario affascinante
  • Tante missioni da affrontare con un party davvero variegato
  • Livello di sfida elevato e appagante nel post-campagna
  • Anche multigiocatore online, con tanto di matchmaking
  • Comparto sonoro di prim’ordine

CONTRO

  • Incipit della storia frettoloso e, per certi versi, confusionario
  • Scrittura dei personaggi deludente
  • Esplorazione limitata dei livelli di gioco
  • Gli evidenti limiti della produzione cross-gen sul fronte grafico













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